La strage di San Bernardino. La Cnn parla di terrorismo internazionale, citando fonti FBI

La strage di San Bernardino. La Cnn parla di terrorismo internazionale, citando fonti FBI

Syed Faruk – che insieme con sua moglie, Tashfeen Malik, ha compiuto la strage di mercoledì a San Bernardino, 100 chilometri da Los Angeles – era un mussulmano radicalizzato e in contatto con persone in questo momento indagate dall’FBI per terrorismo internazionale. Lo rivela la CNN, che pare aver ricevuto queste informazioni, ritenute attendibili, da fonti anonime dell’Agenzia federale di investigazioni. La presunta radicalizzazione è stato il movente che lo ha indotto a compiere la strage, in cui hanno perso la vita 14 persone, la cui identità sarà resa nota nella serata americana di giovedì, e 21 sono state ferite. Tuttavia, la presunta adesione dei due al fondamentalismo radicale può non essere stato l’unico movente. Secondo la fonte dell’FBI, Faruk aveva avuto screzi e litigi nell’ufficio di salute ambientale dove lavorava. Lo stesso presidente Obama ha rivelato che gli assalitori potrebbero aver avuto “moventi diversi e convergenti”.

Gli agenti dell’FBI stanno rifacendo la storia dell’esistenza di Faruk negli ultimi anni per capirci qualcosa di più decisivo. Ciò che si sa è che si era recato in Arabia Saudita nel 2013, in pellegrinaggio alla Mecca, obbligo cui è tenuto ogni mussulmano almeno una volta nella vita. Durante questo viaggio pare che abbia conosciuto Malik, originaria del Pakistan. Nel 2014, Malik si è trasferita negli Stati Uniti ottenendo il visto come fidanzata di Faruk, cittadino americano, nato nell’Illinois. Più tardi i due si sono sposati e hanno avuto una figlia, che oggi ha sei mesi. Il punto è che né l’uno né l’altro erano noti all’FBI, né si trovavano su una lista di persone potenzialmente radicalizzate e pericolose. E nessuno dei due aveva mai avuto guai con la polizia prima di mercoledì. Insomma, si comportavano come una tranquilla coppia della media borghesia californiana.

Ora però l’FBI ha scoperto che Faruk telefonava talvolta, oppure chattava sui social media, con più di una persona indagata per terrorismo. Si tratta di conversazioni “soft”, brevi e non frequenti. L’ultima telefonata risale a pochi mesi fa quando Faruk parlò con alcune di queste persone ritenute pericolose. Per quanto riguarda il ruolo che queste conversazioni per creare il movente per l’eccidio nel centro per disabili, le autorità di polizia mantengono ancora un riserbo stretto. L’agente dell’FBI Bowdich che segue il caso ha aggiunto che “è questo l’enorme interrogativo: qual è il movente?”.

Il capo della polizia di San Bernardino, Jarrod Burguan, ne ha riecheggiato i timori, aggiungendo che i due avrebbero potuto ucciderne molti di più. Si è infatti scoperto che Faruk e sua moglie possedevano un vero e proprio arsenale di armi da guerra e di ordigni esplosivi nell’appartamento che avevano preso in affitto, con migliaia di munizioni, ritrovate sia sul loro Suv che in casa. Sono stati trovati 12 ordigni esplosivi già confezionati e una miriade di pezzi utili a confezionarne altri. “Se si tiene conto della quantità di armi possedute, delle munizioni, degli ordigni esplosivi possiamo dire che vi era stata una pianificazione. Questo è ciò che sappiamo. Non ne conosciamo il perché. E non sappiamo neppure se il centro per disabili era il vero obiettivo, o se invece è scattato qualcosa che lo ha costretto ad agire immediatamente”.

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