Italicum. Nasce il Comitato per abrogare voto bloccato, candidature plurime, premio di maggioranza, ballottaggio senza soglia

Italicum. Nasce il Comitato per abrogare voto bloccato, candidature plurime, premio di maggioranza, ballottaggio senza soglia

Renzi Matteo e Maria Elena Boschi, un giorno sì e l’altro pure esaltano le “doti” dell’Italicum prendendo a pretesto la situazione che si è creata in Spagna con il voto di domenica. Se ci fosse stata la nuova legge elettorale italica, dicono, sarebbe stato facile formare il governo. C’era solo da fare   il ballottaggio fra popolari e socialisti, due partiti, è sempre bene ricordarlo che hanno perso  voti e seggi. I popolari sono andati sotto rispetto alla precedenti elezioni di ben 16 punti fermandosi al 28%, i secondi hanno appena toccato il 22%. Renzi e Boschi, la non strana coppia, si danno la zappa sui piedi perché con l’Italicum si sarebbe consegnata la Spagna nelle mani di un partito che raccoglie poco più di un quarto dei voti espressi dal 72% dei cittadini.

Le elezioni spagnole provano che la nostra legge elettorale è da cambiare

Proprio dalle elezioni spagnole viene la prova che l’Italicum è da cambiare. Per questo si è costituito a Roma il Comitato per il SI nei 2 referendum abrogativi relativi alla legge 6/5/2015 n° 52 (Italicum) di cui fanno parte costituzionalisti, giuristi, personalità del mondo politico e sindacale, della cultura, dell’associazionismo. Presidente il professor Massimo Villone, presidente onorario il prof. Stefano Rodotà, vicepresidente vicario Alfiero Grandi.

I quesiti  in Cassazione per l’abrogazione di norme anticostituzionali

Il Comitato ha l’obiettivo di portare avanti nei prossimi mesi la campagna referendaria iniziata con la presentazione il 10 dicembre scorso in Corte di Cassazione di due quesiti di abrogazione parziale della legge 52/2015 (Italicum). Il primo quesito è sul voto bloccato ai capilista e le candidature plurime; il secondo è sul premio di maggioranza e il ballottaggio senza soglia. “Sono i due meccanismi – afferma il comunicato diffuso del Comitato – che stravolgono i principi costituzionali del voto libero e uguale e della rappresentanza democratica, il cui carattere fondante per la democrazia la Corte costituzionale aveva già sottolineato nella dichiarazione di illegittimità del Porcellum con la sentenza n. 1/2014.”

Un disegno plebiscitario che concentra il potere su leader e esecutivo

“Le modifiche della Costituzione, della legge elettorale, della scuola, del lavoro, della pubblica amministrazione, della RAI portano tutte il segno inequivocabile di un disegno plebiscitario – prosegue la nota – che concentra il potere sull’esecutivo e sulla persona del leader, azzera il ruolo dei contrappesi istituzionali fondamentali, vanifica la rappresentanza politica, imbavaglia il dissenso e tenta di imporre al paese le decisioni del Governo.

Stiamo assistendo a uno stravolgimento completo delle architetture fondamentali della Costituzione repubblicana e del sistema democratico in essa scritto, messo in atto da un Parlamento sostanzialmente delegittimato dalla sentenza n. 1/2014 della Corte costituzionale. Con l’Italicum non si dà voce al paese perché si esprima sul proprio futuro. Al contrario, la si toglie.”

Parlamento incapace ad assolvere ai suoi compiti di rappresentanza

Da queste considerazioni il richiamo al Parlamento che “ha purtroppo dimostrato la sua incapacità di assolvere degnamente ai suoi basilari compiti di rappresentanza, per questo oltre alla presentazione dei quesiti di incostituzionalità sulla legge elettorale in tutti i tribunali dei capoluoghi organizzata dal Coordinamento per la Democrazia costituzionale è necessario intraprendere con determinazione la via referendaria – sull’Italicum e sulle principali leggi messe in campo dal governo Renzi – come via possibile e necessaria per riaprire un confronto democratico che il Governo Renzi ha negato e restituire al popolo la sovranità decisionale ad esso riconosciuta dalla Costituzione”.

Il Comitato presieduto da Villone. Presidente onorario Rodotà

Il comitato è presieduto dal prof. Massimo Villone. Presidente onorario è il prof. Stefano Rodotà. Ne fanno parte, sia a titolo individuale che in rappresentanza di organizzazioni, giuristi, professionisti, esponenti della politica e del sindacato, personalità accomunate dalla convinzione che sia necessario opporsi in ogni modo possibile alla torsione autoritaria che il governo Renzi sta imponendo al paese.

Consiglio direttivo: Presidente prof. Massimo Villone, Presidente onorario prof. Stefano Rodotà, Cesare Antetomaso, Gaetano Azzariti, Francesco Baicchi, Vittorio Bardi, Alberto Benzoni, Mauro Beschi, Felice Besostri, Francesco Bilancia, Sandra Bonsanti, Giuseppe Bozzi, Marina Boscaino, Lorenza Carlassare, Antonio Caputo, Sergio Caserta, Riccardo De Vito, Carlo di Marco, Anna Falcone, Antonello Falomi (tesoriere), Gianni Ferrara, Tommaso Fulfaro (cassiere), Domenico Gallo (c. esecutivo), Alfonso Gianni, Alfiero Grandi (vicepresidente vicario),  Marco Guastavigna, Raniero La Valle, Silvia Manderino (vicepresidente), Alessandro Pace, Giovanni Palombarini, Vincenzo Palumbo, Francesco Pardi, Antonio Pileggi, Giuseppe Ugo Rescigno, Franco Russo, Cesare Salvi, Antonia Sani, Mauro Sentimenti, Giovanni Russo Spena, Armando Spataro, Vincenzo Vita, Mauro Volpi.

Si può aderire al Comitato inviando una mail a:  segreteria.comitatoperilsi@gmail.com,

 

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