Iraq. L’esercito regolare riconquista Ramadi, città strategica. L’Isis in difficoltà sul terreno. Ora, l’attacco a Mosul

Iraq. L’esercito regolare riconquista Ramadi, città strategica. L’Isis in difficoltà sul terreno. Ora, l’attacco a Mosul

L’esercito iracheno ha comunicato domenica 27 dicembre di aver sconfitto i militanti dello Stato islamico a Ramadi, capitale della provincia ad ovest di Baghdad. Si tratta della prima grande vittoria delle forze addestrate dagli Stati Uniti da quando l’Iraq è stata oggetto dell’invasione dei militanti dell’Isis. La vittoria di Ramadi, capitale della principale provincia sunnita di Anbar, sulle rive dell’Eufrate, toglie al Califfato una delle aree strategicamente più rilevanti conquistate nel corso del 2015. L’Isis la conquistò nel maggio del 2015 dopo che le truppe governative irachene l’abbandonarono. In quel momento, lo Stato maggiore del Pentagono decise di cambiare strategie militari sul terreno in Iraq. Dopo aver assediato Ramadi per settimane, tuttavia, l’esercito iracheno ha lanciato domenica la battaglia definitiva per riconquistarla.

Sabah al-Numani, il portavoce delle forze armate irachene ha detto: “attraverso il controllo del complesso amministrativo della città, possiamo dire di averli sconfitti a Ramadi”. La tv di Stato ha trasmesso immagini delle truppe, di veicoli militari e carri armati in avanzamento nelle strade di Ramadi, tra cumuli di macerie e palazzi abbattuti. Alcuni quartieri sono apparsi letteralmente distrutti. La tv ha anche trasmesso le celebrazioni tenute nelle principali città sciite a sud di Baghdad, per la vittoria nell’Anbar, con le persone che danzavano nelle strade, issando ovunque la bandiera irachena.

Ancora non è stato comunicato il bilancio ufficiale delle vittime dello scontro cruciale di Ramadi.  Secondo fonti giornalistiche attendibili, però, sembra che almeno cinque soldati delle forze di sicurezza irachene abbiano perso la vita da venerdì, mentre si stima che all’inizio delle operazioni non vi erano più di 400 militanti dell’Isis a Ramadi, e molti di essi sono stati uccisi. Le testimonianze dei civili di Ramadi parlano anche di cinico e brutale uso di persone come scudi umani da parte dei militanti dell’Isis, un altro modo per salvarsi la vita.

Il governo comunica che la grande maggioranza della popolazione civile è stata evacuata prima dell’assalto definitivo. Ramadi è stata riconquistata dall’esercito iracheno senza l’aiuto delle milizie straniere, iraniane o saudite, che sono state tenute fuori dall’assedio per evitare tensioni religiose e settarie con la popolazione a maggioranza sunnita. Il governo ha anche aggiunto che il prossimo obiettivo dopo Ramadi sarà la città settentrionale di Mosul, di gran lunga la città più popolosa e importante tra quelle controllate dallo Stato islamico. Lo stesso portavoce dell’esercito ha commentato che la “vittoria di Ramadi è una bella notizia per i residenti di Mosul”. La città di Mosul aveva, prima della presa da parte dell’Isis, più di due milioni di abitanti: liberarla dai militanti dell’Isis significherebbe dare un colpo mortale al Califfato e alla sua struttura politica e militare, oltre che economica, perché lo priverebbe di fonti di finanziamento e di approvvigionamento alimentare. È qui che il Califfato pretende tasse  dai residenti, fa affari con la vendita clandestina del petrolio.

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