Smog, al ministero dell’Ambiente va in scena un vertice ‘grigio’ come l’inquinamento

Smog, al ministero dell’Ambiente va in scena un vertice ‘grigio’ come l’inquinamento

Vertice decisamente incolore, o meglio grigio, al Ministero dell’Ambiente sull’emergenza smog. Intorno al tavolo orgainizzato dal ministro Galletti i presidenti di Regione, sindaci e il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio. Tra i partecipanti, il commissario di Roma Francesco Paolo Tronca, il presidente dell’Anci Piero Fassino, il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini e il governatore della Lombardia Roberto Maroni. Assenti al vertice il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, rappresentati da assessori del settore in questione. “Coordinamento tra le regioni della Val Padana”, “investimenti sul tpl via ferro” e “incentivi alla rottamazione delle vecchie auto inquinanti”. Sono state le tre proposte elencate dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. “Noi facciamo tre proposte al Governo – ha spiegato – dare attuazione all’accordo di programma già siglato ma che il Governo ancora non ha stato attuato per creare un coordinamento tra le regioni della Val Padana, dove si concentra l’inquinamento. Chiederò a Galletti (lo ha fatto ma non ha ricevuto alcuna risposta significativa ndr) di dare attuazione a questo documento. Poi investimenti sul tpl via ferro: abbiamo dei progetti, ci serve un miliardo (e a chi non servirebbe ndr) nei prossimi 5 anni per aumentare il trasporto su ferro diminuendo quello su gomma. Terzo, incentivi alla rottamazione delle vecchie auto inquinanti, euro 0, 1, 2, 3, e anche qui 200 milioni all’anno per i prossimi 5 anni ( complimenti Maroni. A fare i conti è un secondo miliardo secco ndr). Queste sono le misure che noi chiediamo, se ne aggiungono altre ben vengano, ora sentirò il ministro che proposte ci fa”.

Il flash mob di Legambiente: “Ci siamo rotti i polmoni”

Nel corso della riunione davanti alla sede del ministero il flash mob di Legambiente. Attivisti in tuta bianca e maschere antigas davanti all’ingresso del Ministero dell’Ambiente, che hanno esposto gli striscioni “No allo smog” e “Ci siamo rotti i polmoni”. “Sul tema dell’inquinamento ambientale servono provvedimenti – afferma il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini, presente insieme al direttore Stefano Ciafani – un cambio di registro rispetto a quello che di può fare nei prossimi anni. In particolare servono investimenti, per comprare treni per i pendolari per far sì che i cittadini lascino a casa l’auto. Nella legge di stabilità questi provvedimenti non ci sono e in una città come Roma si continuerà a girare in auto. Servono inoltre misure che limitino la circolazione delle auto. Come lo stop a queste ultime nei centri storici, investimenti per la ciclabilità e interventi che riducano gli inquinamenti nei condomini”. “Dieci proposte” in tutto, aggiunge, “che permetterebbero di dare una risposta a questa problematica.
Il Governo condivide le proposte che abbiamo presentato su alcune prenderà provvedimenti su altre come i treni per i pendolari o i condomini è necessario passare per un provvedimento di governo.
Nella legge di stabilità ci sono 250 milioni per l’auto trasporto, 1,5 miliardi per i camion che trasportano le merci e altri miliardi per Anas e grandi opere. Bisogna scegliere se queste sono le priorità o se le priorità sono l’inquinamento e la salute dei cittadini”.

Le proposte e le risorse (poche…) messe sul tavolo dal Governo

Subito fondo 12 milioni per TPL e abbassamento riscaldamenti – Un fondo da dodici milioni di euro subito disponibile per le iniziative dei Comuni sul trasporto pubblico locale e la mobilità condivisa. È’ una delle proposte del ministero dell’Ambiente per rispondere all’emergenza smog. In caso di sforamento per più di 7 giorni consecutivi dei limiti di smog, i comuni possono “per me devono ma devono essere i sindaci a decidere”, ha spiegato il ministro dell’Ambiente Galletti, decidere: l’abbassamento delle temperature del riscaldamento di 2 gradi; limitare la velocità di circolazione di -20km/h; sconti sui mezzi pubblici.

Il chiodo fisso di rottamare le auto più inquinanti è un tarlo anche per il Governatore dell’Emilia Romagna

Rottamare le auto più inquinanti  – “E’ necessario pensare ad un fondo straordinario per tutto ciò che serve per rottamare le auto più inquinanti, un fondo che dovrà avere una posta certa, a cui le Regioni dovranno contribuire per come potranno fare. Incentivare la sostituzione mezzi è importante per ridurre le emissioni”. Così il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini.

Fassino è ottimista e soddisfatto (beato lui)

Fassino, per la prima volta di passa a strategia nazionale – “Oggi si passa da interventi locali a una strategia nazionale con un coordinamento permanente che monitori la situazione e gestisca le misure messe in campo. Si è fatto un un passo avanti per adottare provvedimenti di natura strutturale che incidano sulla qualità ambientale del Paese. E’ la prima volta che si mette in campo una strategia nazionale”. Così il presidente dell’Anci Piero Fassino.

Le misure d’impatto immediato proposte dal ministro Galletti

Le misure – Riduzione di due gradi delle temperature massimo di riscaldamento negli edifici pubblici e privati e limite di velocità di trenta chilometri orari nelle aree urbane (estese a tutto il territorio comunale). Tra le soluzioni avanzate anche il sostegno ai Comuni per l’incentivo all’utilizzo del trasporto pubblico locale con bus gratis e lo stop condizionato ai camini che prevede la limitazione dell’utilizzo della biomassa per uso civile dove siano presenti sistemi alternativi di riscaldamento.

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