Importante operazione antiterrorismo tra Brescia e il Kossovo. “Questo sarà l’ultimo papa”, dicevano nelle chat

Importante operazione antiterrorismo tra Brescia e il Kossovo. “Questo sarà l’ultimo papa”, dicevano nelle chat

La Direzione centrale della polizia di prevenzione (l’Antiterrorismo italiano) e la Digos di Brescia, insieme alla autorità del Kosovo, hanno arrestato quattro cittadini kosovari ritenuti responsabili di reati di apologia al terrorismo e istigazione all’odio razziale. La notizia è stata diffusa dal portale “Kosova Press”. Il blitz è scattato alle prime ore dell’alba contemporaneamente in Italia e in Kosovo. Si tratterebbe di una presunta organizzazione terroristica che, attraverso l’uso della rete e dei social network, propagandava l’ideologia jihadista. Nell’operazione, denominata “Van Damme”, è stato arrestato quello che è considerato la mente del gruppo, un cittadino kosovaro che ha vissuto in Italia, catturato nei pressi della città di Hani i Elezit. Gli altri tre membri sono stati arrestati in Italia. Per uno dei fermati è stata disposta, su richiesta del Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, la misura di sorveglianza speciale per terrorismo.

Baki Kelani, portavoce della polizia del Kosovo, ha rivelato che almeno 120 persone sono tornate in Kosovo da zone di conflitto dal 2011. Kelani ha confermato come le misure di sicurezza nel paese siano state rafforzate in seguito agli attentati di Parigi. Secondo fonti della sicurezza kosovara, le persone sarebbero tornate dalle zone di conflitto in periodi diversi. Secondo una recente ricerca della stampa britannica, il Kosovo sarebbe il paese dei Balcani, dopo la Bosnia, per numero di cittadini che hanno aderito allo Stato islamico. Secondo lo studio quest’anno 92 cittadini bosniaci si sono uniti all’organizzazione terroristica e 83 combattenti dal Kosovo. Le prime posizioni sono ricoperte da Giordania, Tunisia e Arabia Saudita, mentre il Belgio ha registrato il numero più alto tra i membri dell’Unione europea. Secondo l’Indice globale sul terrorismo per il 2015, stilato dall’Istituto per l’Economia e la Pace, i due fattori più strettamente associati al fenomeno sono i livelli di violenza politica e i conflitti. Infatti il 92 per cento di tutti gli attacchi terroristici tra il 1989 e il 2014 si è verificato in paesi dove la violenza politica da parte del governo era diffusa, mentre sempre nel periodo preso in esame l’88 per cento di tutti gli attentati si è verificato in paesi che stavano vivendo o erano coinvolti in conflitti violenti. Sempre secondo lo studio, il flusso di combattenti stranieri verso Iraq e Siria dal 2011 è il più numeroso nei tempi moderni.

C’erano anche minacce nei confronti del Papa nelle chat degli indagati. Nelle chat, spiegano gli investigatori, si annunciavano “visite dai parte dei terroristi dello Stato Islamico”. Gli investigatori hanno trovato frasi come “questo sarà l’ultimo Papa”. Nell’ambito dell’operazione sono state eseguite quattro perquisizioni a carico di persone, la cui posizione è ancora al vaglio. Gli investigatori stanno esaminando il materiale web.

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