Il mondo saluta il 2015, un anno di vicende tragiche e di grandi mutamenti geopolitici. Il diario degli eventi, mese per mese

Il mondo saluta il 2015, un anno di vicende tragiche e di grandi mutamenti geopolitici. Il diario degli eventi, mese per mese

Come definire questo 2015 che se ne va? Un anno densissimo di eventi storici, nel bene e nel male, a livello planetario potrebbe bastare, e perfino avanzare. Di certo, sono accaduti avvenimenti che i nostri nipoti leggeranno un giorno sui loro libri di storia. E l’Italia? Anche per il nostro Paese sono stati mesi particolarmente intensi, sul piano politico, economico e sociale, e talvolta gli eventi di natura planetaria hanno inevitabilmente colpito e coinvolto anche l’Italia. Difficile e complicato, perciò, segnalare tutti gli eventi di un anno particolarmente denso. Abbiamo dovuto fare una selezione, sia per quanto riguarda gli eventi internazionali, che per quanto riguarda gli eventi nazionali. Li abbiamo inseriti in una sorta di calendario degli avvenimenti da gennaio a dicembre.

GENNAIO

Francia. L’anno si apre con una tragedia, improvvisa, scellerata, inedita sul suolo europeo: due uomini armati fanno irruzione negli uffici del settimanale satirico parigino Charlie Hebdo uccidendo dodici persone. Tra loro, Stephane Charbonnier, il direttore, diversi fumettisti, tra i quali George Wolinski, e due agenti di polizia. Altre cinque persone vengono ferite. La rivista è nota in tutto il mondo per l’irriverente satira che non risparmia nessuno, dal papa a Maometto ai diversi leader mondiali. È il peggior attacco terroristico su suolo francese dalla seconda guerra mondiale. Autori dell’eccidio due mussulmani legati alle frange estremiste di al Qaeda, Said Kouachi e  suo fratello minore Cherif. Nelle stesse ore, in un’altra zona di Parigi, si verifica un secondo attacco estremista, ad un supermercato ebreo di alimentari kosher, in cui perdono la vita quattro persone e lo stesso attentatore. Più tardi si scoprirà che vi è una quinta vittima, una poliziotta. La risposta di Hollande e dei francesi condusse ad una gigantesca manifestazione a Parigi con quasi due milioni di persone e 40 tra capi di stato e di governo. Pochi giorni dopo, il leader di al Qaeda, Ayman al-Zawahiri rivendicò i due attentati, confermando di esserne il mandante: era la vendetta per alcune vignette che raffiguravano il profeta Maometto.

Grecia. Il 25 gennaio, la Grecia vota per le elezioni legislative anticipate. È un periodo cruciale per il Paese: crisi del debito, povertà diffusa, corruzione, partiti politici tradizionali, Nuova Democrazia e socialisti, in gravissime difficoltà. La vittoria sorride a un giovane leader della sinistra greca, Alexis Tsipras, e ad un partito, Syriza, che si erano distinti per la lotta alla povertà e alla fame, aiuti concreti, anche sanitari, alla popolazione più indigente, la lotta per la cancellazione dei debiti bancari e degli sfratti esecutivi. Per Tsipras e Syriza cominciano i mesi più difficili della loro carriera politica.

Italia. Il 14 gennaio, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si dimette, mantenendo la promessa fatta agli italiani nel discorso di capodanno. Napolitano venne rieletto per un secondo mandato, e per la prima volta nella storia repubblicana, dopo le elezioni del febbraio 2013. Il 20 aprile 2013 Napolitano ottenne la fiducia di 738 grandi elettori sui 1007 aventi diritto, e due giorni dopo giurò. In un discorso a Camere riunite, divenuto famoso per i toni sferzanti e duri, Napolitano disse che il suo secondo mandato sarebbe durato non più di diciotto mesi. Nel corso del suo secondo mandato, però, Napolitano assunse la responsabilità di affidare e togliere il mandato ad Enrico Letta, favorendo l’ascesa a Palazzo Chigi di Matteo Renzi. Le due successive settimane dalle dimissioni di Napolitano, furono segnate da due eventi politici di grande rilievo: la rottura del cosiddetto patto del Nazareno, siglato esattamente un anno prima da Renzi e Berlusconi, e l’elezione, il 31 gennaio, di Sergio Mattarella a presidente della Repubblica, con una maggioranza di 665 voti e un accordo tra Pd, Ncd e Sel. Il Pd si era ricompattato al proprio interno, e aveva agito per ottenere consenso alla sua sinistra, a Sel. I voti del Nuovo centro democratico di Alfano erano obbligati per la sua partecipazione alla maggioranza di governo. Renzi l’avrebbe definito “metodo Mattarella”, che però per i mesi successivi non venne più utilizzato.

FEBBRAIO

Iraq. Lo Stato islamico diventa il vero protagonista del 2015, conquista le prime pagine del pianeta con una serie mostruosa di delitti efferati. I militanti dell’Isis, o Daesh, usano i nuovi media per trasmettere vere e proprie esecuzioni di decine di prigionieri. Il 3 febbraio mandano in Rete la decapitazione di un aviere giordano catturato durante uno degli attacchi aerei sferrati dalla coalizione guidata dagli Stati Uniti, e di due ostaggi giapponesi. Il 6 febbraio è la volta della esecuzione di una volontaria americana Kayla Mueller, di 26 anni. Il 15 febbraio è la volta della prima esecuzione multipla in rete: 21 cristiani copti egiziani, rapiti in Libia, vengono giustiziati e il video viene messo su Internet. L’opinione pubblica mondiale, già profondamente colpita dagli attentati di Parigi, è costretta a fare i conti con la crudeltà dell’estremismo islamico guidato dal califfo al-Baghdadi.

Russia. Il 27 febbraio viene uccisa la voce più critica del regime di Vladimir Putin. Si tratta di Boris Nemtsov, il leader delle forze di opposizione, ucciso a pochissima distanza dal Cremlino a Mosca. Nemtsov si era tenacemente opposto alla guerra di Putin contro l’Ucraina, e il suo omicidio sollevò la rabbia e l’indignazione di milioni di russi. A decine di migliaia marciarono a Mosca nei giorni successivi all’omicidio.

Libia. L’Isis spinge la sua offensiva militare in Libia, occupandola parzialmente. Dopo la Siria e l’Iraq, la Libia del dopo Gheddafi, già divisa al suo interno, tra decine di tribù, viene aggredita dalle forze organizzate dell’estremismo islamico, suscitando enormi problemi in tutto il Mediterraneo, per gli effetti che avrà sui migranti.

MARZO

Israele. Benjamin Netanyahu, leader del Likud, rivince a sorpresa le elezioni in Israele il 17. A sorpresa perché ancora una volta, come accade in tante parti del mondo, i sondaggi preelettorali sembrano aver perduto credibilità. Insomma, non c’azzeccano più. Anche in Israele, purtroppo, l’alleanza di sinistra, l’Unione Sionista, non riesce a sfondare, e viene relegate all’opposizione, da un governo Netanyahu con l’ultradestra oltranzista e religiosa. Gli effetti di questo governo si vedranno nei mesi successivi, e in particolare in ottobre, quando riprenderanno le violenze tra palestinesi e israeliani, che lasceranno centinaia di morti, da una parte e dall’altra, sulle strade. Netanyahu non solo aumenta le già massicce dosi di nuova colonizzazione nei Territori occupati, con nuovi insediamenti, ma si oppone alla politica dei due popoli-due stati e trasforma Israele in uno “Stato ebraico”, proprio su imposizione dei partiti dell’ultradestra che compongono il suo governo.

Italia. Si dimette il ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, uno degli inventori dell’Ncd di Alfano, per una torbida storia che coinvolge il figlio. Ad un anno di distanza dal suo insediamento a Palazzo Chigi, è la prima vera grana per Matteo Renzi, che con Lupi non usa mezzi termini e fa la voce grossa, invitandolo a dimettersi, con la complicità di Alfano. Stupefacente ed esilarante il dibattito parlamentare sulle dimissioni: Lupi inneggia alla famiglia, sostiene che suo figlio ha la sola colpa di avere un padre importante, e che il dono di un Rolex da parte di un imprenditore non l’avrebbe accettato. Credevamo che il “familismo amorale” del sociologo Banfield fosse una malattia dei “terroni” meridionali. Con l’affaire Lupi l’Italia scopre che si adatta benissimo anche ai “bauscia” lombardi. Il posto di ministro delle Infrastrutture sarà poi preso da Graziano Delrio, ex sindaco di Reggio Emilia e sottosegretario di Renzi.

APRILE

Kenia. Nuova strage dei militanti di Shabab il 2, legati al fondamentalismo qaedista. Questa volta viene attaccata l’Università di Garissa in Kenia. L’assedio dura un giorno intero. Gli jihadisti dividono gli studenti in mussulmani e non mussulmani. Ne uccidono 140. Solo alla sera le forze di sicurezza riescono a liberare diverse decine di ostaggi e ad uccidere i quattro assassini. Shabab rivendica l’attentato come “un’operazione contro gli infedeli”.

Panama. Il 9 aprile il segretario di Stato Americano John Kerry e il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez s’incontrano a Panama, nel primo incontro ad altissimo livello tra i due Paesi in più di mezzo secolo. Due giorni dopo, sempre a Panama, nel corso del vertice delle Americhe, Obama e Raul Castro dialogano insieme mettendo le basi per nuove relazioni diplomatiche tra Usa e Cuba. Decidono l’apertura delle rispettive ambasciate. Per Cuba e Stati Uniti ha inizio una nuova era, di dialogo e apertura.

Italia. Il dibattito politico si concentra su due grandi questioni: la nuova legge elettorale, l’Italicum, che divide il Partito democratico e l’opinione pubblica. Il leader della minoranza Pd, Pierluigi Bersani è durissimo contro la legge, considerata antidemocratica. La risposta di Renzi è l’epurazione dalla Commissione Affari costituzionali della Camera di dieci deputati della minoranza. La seconda questione è la nuova riforma della scuola targata Giannini-Renzi, che riscuote pareri negativi da tutto il mondo della scuola, dai sindacati e dalle associazioni. Per tutto il mese di aprile si susseguono manifestazioni, incontri flashmob di docenti e studenti, fino alla decisione di indire uno sciopero generale di tutta la scuola per il 5 maggio. Intanto, il 30 aprile la Corte Costituzionale boccia tre articoli della legge Fornero sulle pensioni e impone al governo di restituire ai pensionati italiani ciò che era stato loro negato dalle leggi di stabilità, ovvero l’indicizzazione al costo della vita. Milioni di pensionati attendono finalmente un diritto, che però Renzi applicherà solo molto parzialmente.

MAGGIO

Gran Bretagna. I conservatori di David Cameron, anche per effetto della legge elettorale maggioritaria a turno unico, il cosiddetto Modello Westminster, vincono le elezioni legislative ottenendo la maggioranza assoluta alla Camera dei Comuni, 331 seggi su 650. I laburisti di Ed Miliband ne escono sconfitti duramente, soprattutto in termini di seggi, appena 232, mentre scompaiono i liberaldemocratici e si afferma la nuova forza antieuropeista di Farage, in termini numerici ma non di seggi.

Irlanda. Si celebra uno storico referendum sul matrimonio omosessuale: gli irlandesi rispondono in massa a favore del cambiamento della Costituzione per consentirlo. Il risultato del referendum irlandese dimostra con quanta velocità una società considerata conservatrice sia cambiata, e abbia manifestato tolleranza e rispetto dei diritti. Il premier irlandese Enda Kenny plaude al risultato s’impegna solennemente a cambiare la Costituzione.

Italia. Per la politica italiana, maggio si rivela un mese denso di eventi e decisivo. Si apre con la celebrazione, il primo maggio, dell’Expo 2015 a Milano, una sorta di vetrina internazionale con un titolo inutilmente pomposo “Nutrire il pianeta”. Nel giorno dedicato al lavoro, Renzi invece celebra la messa cantata dell’Expo, sfoderando l’intero armamentario propagandistico e retorico di cui dispone. Il 5 maggio ha luogo lo sciopero generale della scuola, indetto da tutte le organizzazioni sindacali, contro la riforma della ministra Boschi. Lo sciopero è compatto e unitario: il tasso di astensione dal lavoro è elevatissimo, quasi 700mila lavoratrici e lavoratori, a testimonianza di un rigetto generale della riforma. Nonostante lo sciopero, Renzi e il Pd decidono di andare avanti testardamente e la riforma viene approvata alla Camera, suscitando nuove manifestazioni e mobilitazioni. Così come viene approvato il disegno di legge di riforma elettorale sempre alla Camera. Renzi impone su ogni provvedimento il voto di fiducia, spacca il suo stesso partito, elimina i soggetti sociali di mediazione politica e sindacale, nella speranza che questo atteggiamento autoritario possa attrarre gli elettori. Emerge la retorica propagandistica del “fare”, che non può lasciare spazio alla critica, e chi critica è etichettato come un “gufo”. Gli effetti di questo atteggiamento vengono misurati il 31 maggio, quando hanno luogo le elezioni amministrative in 7 regioni e 750 comuni. La percentuale dei votanti, come si temeva dopo il 37% dei votanti in Emilia nel novembre precedente, scende notevolmente al di sotto del 50%, con un calo di quasi il 12%, a testimonianza del vero problema della politica italiana, la sua legittimazione popolare. In Emilia, governa Bonaccini, eletto da meno del 18% dei cittadini. La stessa cosa accade nelle regioni al voto il 31 maggio: il Pd vince in Puglia, Campania, Toscana, Marche e Umbria, perde in Veneto e soprattutto in Liguria, dove le primarie farlocche avevano portato alla vittoria Raffaella Paita, suscitando un moto generale di indignazione a sinistra, a cominciare da Sergio Cofferati, per l’intervento pesante di votanti organizzati dalla destra. Sulla vittoria del candidato campano Vincenzo De Luca si alza l’ombra della legge Severino, per una condanna in primo grado per abuso d’ufficio.

GIUGNO

Grecia. Nell’opinione pubblica internazionale è protagonista la Grecia, guidata da Tsipras e Syriza. Vengono al pettine i nodi irrisolti del debito, gigantesco, che la Troika (BCE, Commissione europea e Fondo Monetario) aveva imposto al governo di Nuova Democrazia fino al 2012. Tsipras avverte che il suo Paese non è in grado di pagare la rata di 1,6 miliardi di euro e solleva la questione della crisi finanziaria greca, chiedendo l’estensione delle rate. Il mancato pagamento crea allarme e caos nella eurozona e tra i creditori internazionali. Tsipras ordina la chiusura del sistema bancario per 6 giorni, e la limitazione dei prelievi agli sportelli. La Germania si divide, tra il tentativo di Merkel di trattenere la Grecia nell’euro a qualunque costo e quello di Schaueble di proporre una sorta di Grexit, l’uscita dall’euro della Grecia, controllata e temporanea. Le istituzioni europee, in realtà, vogliono la testa di Tsipras, e cospirano per raggiungere il risultato, riportando al potere in Grecia un governo più accondiscendente. Le riforme imposte al governo greco sembrano inaccettabili, al punto che Tsipras convoca un referendum popolare, domenica 5 luglio, che egli vince, ma che lascia uno strascico nel partito di Syriza, con l’abbandono di Varoufakis e di altri esponenti di primo piano.

Tunisia. Altra, ennesima, strage di innocenti ad opera di un militante jihadista. Questa volta la strage si verifica in un resort tunisino a Port El Kantaoui per mano di Seifeddine Rezgui, un giovane di 23 anni. Uccide 38 turisti. Come per l’attacco al museo del Bardo in marzo, dove furono uccise 22 persone, anche questa volta l’Isis rivendica l’attentato.

Italia. Continuano le sorprese elettorali negative per il premier e segretario del Pd Renzi: ai ballottaggi del 14 giugno l’astensione dal voto tocca punte record. Il Pd perde città importanti come Venezia, Matera, Arezzo (con la sconfitta del candidato “leopoldino” della ministra Boschi) e suona un campanello d’allarme del quale però Renzi pare non voglia ascoltare. Due settimane dopo, infatti, anche al Senato impone il voto di fiducia su quella pessima e impopolare riforma della scuola, che diventa legge dopo l’approvazione il 9 luglio alla Camera in terza lettura. È il momento delle uscite importanti dal Pd: dopo Pippo Civati e Possibile, anche Stefano Fassina annuncia per il 4 luglio a Roma la costituzione di un nuovo movimento, Futuro a sinistra.

LUGLIO

Stati Uniti. La bandiera di Cuba sventola per la prima volta dopo più di 50 anni sull’ambasciata a Washington, a testimonianza della ripresa di tutte le relazioni diplomatiche. La bandiera americana sull’ambasciata a l’Avana sventolerà invece durante l’inaugurazione prevista in agosto, con John Kerry.

Grecia. Il 61% dei greci vota no al referendum chiesto da Tsipras sulle riforme imposte dalla Troika in cambio di nuovi prestiti. Per Tsipras è il segno che le sue scelte politiche ottengono il consenso popolare dei greci, e che il conflitto con le istituzioni internazionali non può schiacciare un intero popolo riducendolo alla fame.

Italia. Il dibattito politico viene sollecitato dall’appuntamento di Futuro a sinistra, il nuovo movimento originato per iniziativa di Stefano Fassina: il 4 luglio, a Roma, al teatro Palladium il nuovo soggetto della sinistra italiana si dà il primo appuntamento nazionale. Intanto, il 9 luglio, la Camera approva, con appena 277 voti favorevoli, la pessima riforma della scuola, che così diventa legge dello stato, uno schiaffo a quanti l’avevano criticata e un passo avanti nella realizzazione del disegno strategico di Renzi di abbattere i soggetti sociali e sindacali intermedi. Il 21 luglio arriva dalla Corte europea di Giustizia di Strasburgo la condanna definitiva per l’Italia sulla mancata legalizzazione delle coppie omosessuali: “le coppie omosessuali hanno le stesse necessità di riconoscimento e tutela della loro relazione al pari delle coppie eterosessuali”, scrivono i giudici europei. Effetti della sentenza? Pressoché nulli.

AGOSTO

Mediterraneo. Esplode la crisi dei rifugiati nel Mediterraneo e lungo la dorsale balcanica. L’Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati rivela che ormai sono quasi un milione i richiedenti asilo di Siria, Iraq e Afghanistan che giungono sulle coste di Italia e Grecia in cerca di protezione. Le traversate nel Mediterraneo si susseguono a decine ogni giorno. I profughi che hanno perso la vita sono più di tremila. L’Europa reagisce al flusso migratorio differenziandosi: alcuni Paesi, quelli dell’est, innalzano steccati e barriere ai confini, la Germania e l’Austria aprono le frontiere. La UE decide di imporre quote di sistemazione vincolanti per i rifugiati, ma i contrasti sono talmente forti che la Commissione Juncker, e l’Alto Rappresentante per la politica estera, Mogherini, vengono sconfitti: su 160.000 profughi vengono sistemati appena 160. Intanto, centinaia di migliaia di rifugiati si affollano alle frontiere e nelle stazioni ferroviarie tedesche e austriache.

Grecia. Il 20 agosto si dimette Alexis Tsipras per le insanabili fratture all’interno di Syriza dopo l’accettazione dell’ultimo “bailout” imposto dalla Troika. Il presidente della Repubblica greco forma un governo ad interim guidato dalla giudice Thanou-Christophilou e indice nuove elezioni anticipate per il 20 settembre.

Siria. L’opinione pubblica mondiale viene scossa dalla distruzione dello straordinario patrimonio archeologico dell’antica città di Palmira, del suo tempio e del monastero cattolico del Quinto secolo. I jihadisti decapitano Khaled Asaad, l’ex direttore delle rovine di Palmira, dopo averlo vanamente torturato in cerca di informazioni su un presunto tesoro nascosto nella città antica. Asaad era un intellettuale di 81 anni apprezzato e stimato in tutto il mondo civile.

Italia. Il dibattito pubblico nazionale si arricchisce di una nuova perla: il processo, anche mediatico, oltre che politico, al sindaco di Roma Ignazio Marino. La sua colpa? Non aver ostacolato il funerale trash del boss Casamonica nel quartiere Tuscolano a Roma, perché, il 21 agosto, è in ferie con la famiglia. Le immagini trash e kitsch del funerale, con tanto di elicottero spargipetalidirose, fanno il giro del mondo, illuminando le condizioni della capitale, già colpita dall’inchiesta sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nella politica e nelle istituzioni. La “questione Roma” tiene banco per molti giorni, anche perché il 27 agosto è fissato un Consiglio dei ministri per decidere sullo scioglimento o meno del Comune. Il Pd romano, commissariato per effetto del coinvolgimento di suoi esponenti nell’inchiesta, dà inizio alla strategia di indebolimento e delegittimazione del sindaco Marino, che porterà mesi dopo, all’effettivo scioglimento del Comune e all’arrivo del commissario prefettizio. Lo stesso 27, alla Festa nazionale dell’Unità di Milano, finalmente il confronto pubblico e politico diventa serio grazie al segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, che giudica le scelte sul lavoro operate dal ministro Giuliano Poletti palesemente di destra. Camusso dà lezione di sinistra al ministro Poletti, che è costretto alle scuse.

SETTEMBRE

Grecia. Tsipras rivince le elezioni con Syriza, col 35% dei voti e 145 seggi su 300, appena 6 meno della maggioranza assoluta. La minoranza scissionista di Lafazanis e Varoufakis non supera la soglia di sbarramento e non entra in Parlamento. Tsipras torna a guidare lo stesso governo di coalizione cui diede vita dopo aver vinto le elezioni del 25 gennaio 2015. Forte di questa terza fiducia popolare, Tsipras può affermare nel discorso d’insediamento: “il mandato che il popolo greco ci ha dato è cristallino: eliminare l’immoralità e il regime di corruzione e gli interessi che hanno dominato il Paese per anni”.

Germania. Il 21 settembre una tempesta si abbatte su una delle case automobilistiche più prestigiose al mondo, la tedesca Volkswagen: l’Agenzia statunitense per la protezione ambientale scopre che su milioni di modelli è stato applicato un software utile ad aggirare la normativa europea contro l’inquinamento, così da truccare i test anti-smog; l’amministratore delegato del gruppo, Martin Winterkorn, dopo le ripetute perdite del titolo in borsa, rassegna le dimissioni il successivo 23 settembre.

Italia. La vita politica, intellettuale e sociale è in lutto per la morte di Pietro Ingrao, straordinario dirigente comunista, poeta, presidente della Camera. Sul piano del dibattito politico, tiene banco la riforma costituzionale in terza lettura al Senato. Intanto, il gruppo dei “verdiniani” appoggia esplicitamente il governo Renzi, dopo aver lasciato in malo modo Berlusconi. L’Assemblea del Partito democratico, disertata dalla minoranza che non condivide la relazione di Renzi, approva il modello di nuova Costituzione elaborato dalla ministra Boschi, sul quale però si concentrano enormi dubbi di incostituzionalità e le asperrime critiche di numerosi costituzionalisti, che danno vita, finalmente, ad un comitato contro le medesime riforme, in attesa dello svolgimento del referendum confermativo previsto ad ottobre 2016.

OTTOBRE

Turchia. Il 10, nella capitale, Ankara, due attentati suicidi provocano 128 morti e centinaia di feriti, durante una manifestazione pacifista. I due attentati non vengono rivendicati immediatamente, ma tutto lascia pensare che esecutori e mandanti siano membri del fondamentalismo islamico affiliato all’Isis.

Palestina. Si accende un periodo di violenze e conflitti, in Israele e nei Territori occupati della Striscia di Gaza e in Cisgiordania. La violenza esplode per la decisione scellerata del governo dell’ultradestra di Netanyahu di impedire l’accesso ai mussulmani alla Moschea di al-Aqsa sul Monte del Tempio a Gerusalemme, luogo considerato sacro da entrambe le religioni. Ha inizio la cosiddetta “intifada dei coltelli”, che lascia sul terreno 180 palestinesi uccisi dalle forze di polizia israeliane, e una ventina di ebrei, accoltellati da estremisti palestinesi. A nulla valgono i tentativi di Kerry di trovare un accordo di pace tra Netanyahu e Abu Abbas.

Italia. Il Senato approva la riforma costituzionale in terza lettura. Intanto, il Comitato per il referendum consegna alla Corte di Cassazione i quesiti sull’Italicum, e si prepara alla battaglia per la difesa della Costituzione. Il dibattito pubblico è orientato sostanzialmente da altre due grandi questioni: la vicenda di Roma, dove il sindaco pare sostenuto dal suo partito e tenta di governare in vista del Giubileo; la discussione sulla Legge di stabilità e sui vincoli europei che Renzi vorrebbe scansare. Emergono alcune novità che suscitano polemiche e critiche, come il tetto ai contanti portato a tremila euro, l’abrogazione per tutti della tassa sulla prima casa, il canone Rai in bolletta elettrica, nuovi finanziamenti pubblici alle scuole private. Intanto, il 30 ottobre scatta la trappola innescata dal Pd contro il sindaco di Roma, Marino: i 19 consiglieri firmano le dimissioni insieme con alcuni consiglieri dell’opposizione, un vero e proprio scandalo, gestito direttamente da Palazzo Chigi. Il primo novembre viene infatti nominato quale commissario prefettizio Francesco Paolo Tronca, ex prefetto di Milano. Renzi vorrebbe estendere anche a Roma il cosiddetto “modello Expo”, che però ha ucciso la politica, e ha allargato il potere dei manager e dei dirigenti pubblici del Viminale.

NOVEMBRE

Myanmar. La leader dell’opposizione al governo dei militari, il premio Nobel Aung San Suu Kyi, vince le prime elezioni libere dopo 50 anni.

Francia. Il fondamentalismo islamico torna a colpire nella capitale francese il 13. Tre attacchi coordinati uccidono 129 persone e ne feriscono centinaia. 89 muoiono nell’attacco al Bataclan, una sala concerti, dove si esibisce la rock band Eagles of Death Metal. Decine di altre persone vengono uccise nei ristoranti e nei pressi dello Stade de France, dove è in corso l’amichevole di calcio tra la Francia e la Germania, con la presenza del presidente Hollande. Sette degli otto terroristi vengono uccisi dalla forze di polizia. Un ottavo riesce a fuggire. Hollande giudica gli attentati “un atto di guerra”, e impone lo stato di emergenza, scatenando, tuttavia, numerose critiche e polemiche. Hollande annuncia il potenziamento dell’intervento militare francese in Siria, con raid aerei sulle postazioni dell’Isis a Raqqa. Hollande costruisce intorno alla Francia una nuova coalizione militare, cui partecipano Germania, Italia, Russia e Stati Uniti. Il 18 novembre la polizia parigina fa irruzione in un appartamento in quartiere a nord della capitale, uccidendo Abdelhamid Abaaoud, il terrorista belga accusato della pianificazione degli attentati.

Turchia. Un caccia russo viene colpito e abbattuto da forze aeree turche il 24 novembre. L’accusa è di aver violato lo spazio aereo turco. Uno dei piloti rimane ucciso. Il presidente russo Putin parla di “coltellata alla schiena” da parte dei turchi e dà inizio ad un embargo commerciale contro Ankara. Putin accusa apertamente i vertici turchi di aver deliberato l’attacco aereo, il primo in cui un Paese Nato abbatte un aereo in 50 anni. Putin rivela al mondo che il presidente turco Erdogan e la sua famiglia fa affari loschi con l’Isis, acquistando petrolio a 10 dollari, e rivendendolo sul mercato.

Italia. Tiene banco ancora in novembre la questione romana, dopo le dimissioni del sindaco imposte dal Partito democratico con la complicità di segmenti dell’opposizione: un gruppo di dirigenti del Viminale, nominati da Palazzo Chigi ha il compito di gestire l’intera partita, economica, sociale e culturale del Giubileo, espellendo la politica dal Campidoglio. Si rivede a Bologna il centrodestra a guida Matteo Salvini. Con un comizio in piazza Maggiore, si presenta anche Silvio Berlusconi, che forse sbaglia le date e i contesti, credendo di essere nel 1994.

DICEMBRE

Francia. Parigi ancora protagonista, e su più fronti, dopo gli eventi del 13 novembre. Per undici giorni la capitale francese ospita la COP21, la Conferenza sul clima indetta dall’Onu, che porta a Parigi 190 capi di stato e di governo e 30.000 tra esperti, diplomatici e delegati di tutto il mondo, che si confrontano su un testo decisivo per la sopravvivenza del Pianeta. Nonostante le difficoltà, il 12 dicembre viene redatto un testo che riceve l’unanimità, per le strategie di abbassamento del riscaldamento climatico e il finanziamento dei progetti di riconversione ecologia nei Paesi in via di sviluppo. Ma la Francia resta protagonista perché il 6 dicembre la destra lepenista vince ampiamente il primo turno delle elezioni regionali, e provoca una grande reazione, emotiva e politica, che porterà i francesi a votare in massa al secondo turno. Il risultato del 13 dicembre vede la sconfitta di Le Pen, che non conquista alcuna regione, la conferma dell’alleanza di centrodestra di Sarkozy, e la sostanziale tenuta dei socialisti.

Spagna. Decisive sembrano anche le elezioni legislative spagnole del 20 dicembre. Il quadro politico della Spagna si frammenta mettendo fine a decenni di bipartitismo. I popolari di Rajoy perdono sessanta deputati e la maggioranza assoluta, i socialisti di Sanchez arretrano fino al minimo storico, ed emergono le due formazioni vincenti di Podemos, col 22 per cento, e di Ciudadanos, con il 14%. Il Parlamento spagnolo sarà nella pienezza delle sue funzioni solo il prossimo 13 gennaio.

Italia. L’8 dicembre, solennità dell’Immacolata concezione, papa Francesco, seguito dal Papa emerito Benedetto XVI, apre la Porta santa della Basilica di San Pietro, dando ufficialmente il via al Giubileo della misericordia, indetto a sorpresa in marzo. Assiste alla cerimonia una folla di 50mila persone, tra imponenti misure di sicurezza contro il rischio di attacchi terroristici. Sul piano del dibattito politico e parlamentare, viene definitivamente approvata la legge di Stabilità, che nonostante i proclami renziani, contiene mille provvedimenti o mance, una serie di decisioni azzardate sul piano contabile perché in attesa delle decisioni di Bruxelles, e manca di una strategia economica di rilancio del Paese.

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