Il Merlo di Repubblica, centurioni, disprezzo per i poveri, romani menefreghisti, applausi per Tronca

Il Merlo di Repubblica, centurioni, disprezzo per i poveri, romani menefreghisti, applausi per Tronca

Ma davvero Roma è quella che dipinge Francesco Merlo, editorialista di gran nome di Repubblica? E davvero è così bravo il commissario Tronca che fa la guerra a “quei centurioni del  malaffare, l’ultima legione assedia il Colosseo”, un articolo che trasuda odio per la povera gente. È da costoro che prende le mosse il Merlo per descrivere la Capitale e i suoi abitanti. Vale riportare per intero un brano di un articolo che forse il direttore, Ezio Mauro, che lascia il posto fra qualche giorno, non ha neppure letto. Racconta il Merlo che “il 7 dicembre a conclusione di una manifestazione di centurioni, guide, urtisti (quelli che vendono ricordini ndr) e procacciatori, due ragazzoni erano saliti sulle arcate del Colosseo minacciando il suicidio”. “Me butto di sotto”. Il Merlo  racconta che tutti stavano con il naso all’insù, ma la gente quando si è accorta  di chi si trattava ha cominciato a dileggiarli: “E forza buttate, sbrigate che famo notte”. Quello “sbrigate” non ci convince, come non ci convince che il 7 dicembre il Merlo si trovasse a passare dalle parti del Colosseo. Ma lasciamo perdere. Dice che la “loro disperazione (dei due, ndr) non fa piangere, ma le loro strampalatezze fanno ridere. È il modo che ha Roma di minimizzare, di alimentare l’umore cinico che tutto nun è gnente”. Menefreghisti.

La filippica contro i cittadini della  Capitale. E una battuta contro Marino non manca mai

E arriva la filippica contro la gente romana. Scrive: “Le buche  e la mafia, i biglietti falsi e la nuvola di Fuksas, le finte malattie dei vigili, la corruzione, la mafioseria di Alemanno, gli scontrini di Marino”… Negli articoli di Repubblica parlar male dell’ex sindaco è un vezzo. Poi se la prende con il Colosseo che ha “già subito tutto il ferro e il fuoco della storia…”. Infine ecco il colpo del ko nei confronti di Roma che “non prende più niente sul serio, meno che mai le legioni dei lazzaroni¸ non il minaccioso tank foto montato dell’Isis e neppure la fantascienza archeologica del ministro Franceschini che vorrebbe ricreare l’arena gladiatoria con un finanziamento di necessità e urgenza di 21 milioni per cominciare”.  Di fronte a quei mignottoni che sono i romani ecco cosa scrive il nostro “con due ordinanze molto ben scritte e ben motivate solo un commissario poteva davvero abolire completamente il suk fuorilegge delle foto moleste pe’ schiaffasse in saccoccia li quadrini”. Non vale neppure replicare che questa è una caricatura a buon mercato di Roma e del popolo romano.  E che non è giornalismo informare mettendo insieme la mafia e la nuvola di Fuksas, la mafioseria di Alemanno e gli scontrini di Marino.

Trasuda il disprezzo verso la gente povera e chi racconta dolenti storie personali

Ma c’è di peggio e il disprezzo verso la gente povera trasuda da tutto l’articolo. A noi i finti centurioni non fanno né caldo né freddo. Se non disturbano, non danno noia a nessuno, sono regolarmente autorizzati perché coprirli di insulti? Leggiamo: energumeni, squadroni del piccolo malaffare, legionari patacca, protetti dai famigerati Tredicine e i padrini Casamonica, pregiudicati, tutti parenti come nelle cosche di Corleone. Infine i vigili urbani “complici”. Peggio ancora: “Ciascuno – scrive – ha una sua dolente storia personale di impoverimento da raccontare. Ci hanno dato lo sfratto e col nonno sono sei. Ci sono donne che raccontano  del latte in polvere che non posso più comprare”. Si meraviglia il Merlo, ha mai fatto visita a una mensa della Caritas, ha mai visto gente che dorme in vecchie macchine, roulotte che perdono pezzi diventate abitazioni? Roma, come tante altre grandi capitali è una città ricca e molto povera. Le diseguaglianze le vedi ad occhio nudo. Il Merlo scrive che “ne ho incontrati due che per anni, ogni mattina, come impiegati si muovevano dal Laurentino, altri dalla Garbatella e dal Prenestino soprattutto dalla zona est ripartiva il sogno dell’ Impero!”. Ci viene da chiederci, ma il Merlo non ha altro da fare che passare le sue mattine a intercettare centurioni? Ancora una lode per il commissario Tronca che con una “sacrosanta ordinanza, senza occuparsi del consenso li ha allontanati tutti dal Colosseo”. Una domanda al Merlo.  Energumeni, squadroni del malaffare e via dicendo ovviamente a parte, ci sarà anche qualcuno che se riuscisse a trovare un lavoro smetterebbe di vestirsi da antico romano, da finto centurione? Noi pensiamo di sì. Il Merlo evidentemente no. A becco pieno si ragiona meglio.

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