Germania. La Spd conferma il segretario uscente Sigmar Gabriel. Ma l’opposizione di sinistra raggiunge il 25%

Germania. La Spd conferma il segretario uscente Sigmar Gabriel. Ma l’opposizione di sinistra raggiunge il 25%

Congresso molto difficile e complicato per la SPD tedesca, impegnata nella Grosse Koalition con la CDU di Angela Merkel. Il segretario uscente, Sigmar Gabriel, è stato rieletto con un risultato molto inferiore alle attese, rispetto alla votazione di due anni fa. Ha ottenuto il 74,27%, contro l’83,6% ottenuto nel congresso 2013. Non certo un buon viatico per la candidatura alla cancelleria nel 2017. “Sui giornali si scriverà che Gabriel è stato punito, ed è anche così”, ha commentato Gabriel che ha però di nuovo difeso nella breve e combattiva replica dopo il risultato la sua strategia di condurre i socialdemocratici tedeschi verso il centro della società.

Sigmar Gabriel non ha nascosto la delusione per la doccia fredda ricevuta dai delegati, e del fatto che anche nella Spd tedesca, come tra i socialisti francesi, e nel Pd italiano, si sia formata e coagulata una minoranza di sinistra piuttosto agguerrita. Insomma, più di un quarto dei delegati della Spd hanno voltato le spalle a Gabriel, costringendolo al peggior risultato nelle quattro votazioni a segretario nazionale. Sigmar Gabriel è infatti leader della Spd dal 2009, quando venne eletto con un vero e proprio plebiscito, confermato nella successive due elezioni congressuali: mai sotto l’80% dei voti dei delegati. Questa volta, però, ha dovuto fare i conti con una fazione di sinistra che si è finalmente organizzata e gli ha votato contro, costringendolo al 74,27%. Anche in Germania, il dibattito all’interno della SPD segue la questione delle strategie. Gabriel ha sempre affermato di volersi dirigere verso “il centro della società”, aderendo tuttavia alle politiche di rigore e di austerità della cancelliera Merkel, da una posizione decisiva quale vicecancelliere e ministro dell’Economia. La parte di sinistra della Spd è sostenuta da numerosi intellettuali e politologi tedeschi, a cominciare da Juergen Habermas, da sempre ostili alla Grosse Koalition e all’adesione sostanziale al programma di governo della CDU, sia pure temperato da un patto di governo. Sembra che quel 25% di sinistra interna voglia organizzarsi per presentare al prossimo Congresso come antagonista della leadership di Gabriel l’attuale ministro degli Esteri tedesco, Steinmeier, giudicato politicamente più a sinistra, più colto, e strategicamente meno subalterno alla Merkel.

Al termine della votazione, Sigmar Gabriel ha però commentato: “Una maggioranza di tre quarti ha tuttavia deciso la direzione che prenderemo, e faremo esattamente così”. Nella sua replica ha non solo annunciato di volersi candidare alla cancelleria alle elezioni del 2017, ma di voler proseguire con la strategia politica centrista. Ne vedremo delle belle anche nella Spd tedesca.

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