Farmaci fascia C: Federconsumatori sostiene la lotta per la liberalizzazione. In campo anche le parafarmacie. Da registrare i ‘consigli’ dell’Antitrust

Farmaci fascia C: Federconsumatori sostiene la lotta per la liberalizzazione. In campo anche le parafarmacie. Da registrare i ‘consigli’ dell’Antitrust

Federconsumatori da sempre è favorevole e rivendica la liberalizzazione  dei farmaci di fascia C,  quelli cioè con obbligo di prescrizione e a totale carico del paziente. Sostiene che  debbano poter essere venduti anche nelle parafarmacie e valuta non condivisibili e non giustificabili le ragioni di chi difende la vendita dei farmaci di fascia C solo ed esclusivamente nelle farmacie.

Da sempre, infatti, ribadiamo che liberalizzare la vendita dei farmaci con obbligo di prescrizione e non rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale significa garantire l’ampliamento del numero dei punti vendita con la presenza di un farmacista, fatto che  per i cittadini comporterebbe il vantaggio di avere:

  1. a)    la disponibilità di una più ampia offerta nei territori,
  2. b)    la certezza di poter contare sulla presenza di un farmacista a tutela  della salute,
  3. c)   il vantaggio di riduzioni  delle spese a carico del paziente per una cifra che, secondo quanto calcolato dall’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, ammonta a 42 Euro annui a famiglia.

La mancata liberalizzazione è stata un’opportunità persa già con il DDL Concorrenza. Ora è indispensabile una apposita norma per far diventare effettiva questa operazione che consente importanti vantaggi e benefici per i cittadini.

Gullotta (presidente parafarmacie): “Con la liberalizzazione non ci sarebbero chiusure per le strutture tradizionali”

“La liberalizzazione della fascia C non farebbe chiudere nessuna farmacia, i numeri lo dicono chiaramente. Consentire infatti la vendita dei farmaci di fascia C alle parafarmacie equivale a liberalizzare il 16% del mercato: praticamente una goccia nel mare. Al confronto, l’ingresso dei capitali privati delle grandi multinazionali nella proprietà delle farmacie, sarebbe uno tsunami di proporzioni tali da mettere in crisi l’intero sistema. Non si capisce dunque perché Federfarma sia così spaventata dalla nostra discesa in campo mentre va a braccetto con le multinazionali che rispondono esclusivamente a logiche economiche e a nessun codice deontologico”. È quanto afferma il presidente delle parafarmacie italiane, Davide Gullotta. “Il presidente di Federfarma, Annarosa Racca, continua a scagliarsi contro di noi”, dichiara Gullotta, “e pur di non permettere ai farmacisti delle parafarmacie di dispensare i farmaci di fascia c con il ddl concorrenza sta avallando la creazione di oligopoli nel mondo del farmaco. Dottoressa Racca, da Farmacista a Farmacista: con il suo operato sta danneggiando esattamente gli interessi della categoria che le sta più a cuore, ovvero quella dei farmacisti titolari”.

Le parafarmacie vicine ai consumatori: “Perché non possono acquistare quei prodotti da noi? In molti non se lo spiegano…”

Quanto all’ultima affermazione beffarda della stessa Racca, il presidente della Federazione nazionale parafarmacie risponde all’attacco: “I consumatori e i cittadini schierati per la liberalizzazione dei farmaci di Fascia C sono quelli che quotidianamente vengono nelle nostre parafarmacie e trovano un farmacista professionista al banco. I nostri clienti sono il nostro migliore biglietto da visita e non capiscono come mai non possono ritirare il farmaco di Fascia C dalle mani del farmacista che opera in parafarmacia quando, più delle volte, lo acquistano in farmacia dalle mani di un magazziniere”.

L’invito dell’Antitrust: “Liberalizzare la vendita e rimuovere gli ostacoli per aprire nuove farmacie”

Sulla liberalizzazione dei farmaci di fascia c si era pronunciata recentemente anche l’Antitrust, che, in poche righe lo aveva chiesto in modo molto chiaro: “Sul fronte farmaceutico occorre liberalizzare la vendita dei farmaci con prescrizione medica ma a totale carico del paziente (i cosiddetti farmaci di fascia C) e rimuovere gli ostacoli all’apertura di nuove farmacie, aumentando la pianta organica delle stesse. Va ampliata la possibilità della multi-titolarità in capo a un unico titolare, aumentando il numero massimo da 4 a 8”.

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