Consulta. La minoranza Pd a Renzi: il Nazareno bis non funziona. I giudici non li porteranno i Re Magi. I media non turbano il premier

Consulta. La minoranza Pd a Renzi: il Nazareno bis non funziona. I giudici non li porteranno i Re Magi. I media non turbano il premier

Interessa qualcuno il fatto che da più di cinquecento giorni il Parlamento italiano non riesca ad eleggere tre giudici della  Consulta, l’organismo  garante della  costituzionalità delle leggi? Pare di no,.visto che la nuova fumata nera, la numero ventinove, non ha avuto grande pubblicità. Tanto per dirne una, la Repubblica relega la notizia a pagina 16, nessun richiamo in prima  pagina. Indichiamo il quotidiano il cui direttore, Ezio Mauro, ha annunciatore le dimissioni dopo venti anni di  lavoro, perché nel panorama della comunicazione italica, squallido peraltro, si qualifica come un quotidiano democratico, nel senso che si fa garante dell’autonomia e della libertà della comunicazione. I telegiornali relegano la notizia nella cronaca. A nessuno viene a mente di mandare in onda un talk show, un dibattito, un confronto facendo conoscere ai cittadini perché è così difficile eleggere tre giudici, individuare tre personalità al di sopra delle parti, non invischiate nella polemica politica giornaliera. Far capire  perché  maggioranza e opposizione non riescano a stabilire un corretto rapporto come accade in tutti i parlamenti dei paesi democratici.

Terrorismo bianco nelle stanze del potere. Uno sfregio alla democrazia

È vero che gli eventi prendono la mano. Dopo il massacro di Parigi molte cose sono cambiate. L’informazione ha l’obbligo di fornire il massimo della conoscenza ai cittadini, se è vero che la democrazia si difende in primo luogo con la partecipazione del  popolo. Giusto quindi dedicare pagine e pagine ad avvenimenti che ogni giorno segnano la vita di milioni  di  persone. Putin ed Erdogan tengono le aperture dei quotidiani, la strage in diretta nel centro per disabili californiano ci ha tenuti svegli seguendo le mosse delle forze dell’ordine Usa. Ma ciò non giustifica la sottovalutazione dello sfregio che viene portato  alle nostre  istituzioni democratiche. Non abbiamo dubbi nel definire “terrorismo bianco”, senza spargimento di sangue, quello che sta avvenendo  nelle stanze del potere, un potere che non deriva da un voto del popolo, ma da accordi fra partiti, i cui contenuti sono rimasti nell’ombra come è avvenuto per il patto del Nazareno numero 1 fra Renzi e Berlusconi e la seconda puntata che riguarda, appunto,l’elezione dei giudici, tenendo in scacco  l’intero Parlamento.

Gli appelli dei presidenti Grasso e Boldrini. Lunedì nuova seduta poi ad oltranza

Gli appelli dei presidenti  Pietro Grasso e Laura  Boldrini cadono nel vuoto. Ora  hanno convocato una nuova seduta, la trentesima, per lunedì 15 alle ore 15.Se ci fosse un’altra fumata nera si procederà ad oltranza, con  convocazioni quotidiane alle ore 19. Dice Laura Boldrini: “Il tempo è scaduto. Voglio evitare di arrivare al punto in cui sia il Parlamento il responsabile del mancato funzionamento della Corte”.  Grasso: “Non si può nascondere che il Parlamento stia dando al paese una brutta immagine delle istituzioni rappresentative e della politica”. E qui, ci permettiamo di dire che  il Paese ignora quella “brutta immagine” di cui parla il presidente del Senato. Perché i media  non trasmettono la “brutta immagine”. Non vogliono disturbare il presidente Renzi, il segretario del Pd Renzi, che porta la maggiore responsabilità in questa brutta vicenda. Non solo i media non vogliono disturbargli il sonno, ma danno anche una versione adulterata, falsa, di quanto sta avvenendo. Tutti i gatti sono bigi, si parla di responsabilità delle forze politiche genericamente intese, incapaci tutte a chiudere in modo dignitoso.

“Tutti  colpevoli nessun colpevole”, come  Bettino Craxi giustificava Tangentopoli

Vale quel “tutti colpevoli, nessun colpevole”, con la quale Bettino Craxi giustificava la corruzione, remember tangentopoli? La realtà è ben diversa. Non ci stancheremo di dirla, di denunciare una situazione che getta discredito sulle istituzioni democratiche. Per Renzi la battaglia di tutte le battaglie si chiama referendum sulla riforma, deforme costituzionali, la legge elettorale, il pessimo Italicum che, guarda caso, deve affrontare il parere  della  Corte Costituzionale. Lui è fatto così, quando ha bisogno di qualcosa acchiappa tutto quel che può. Tre giudici della Corte il cui  pensiero è noto, strenui difensori delle Riforme, dell’Italicum in particolare, non si trovano tutti i giorni. E  Renzi Matteo non si fa sfuggire niente, come dicono anche i suoi amici di merende, stile fiorentino.

L’ordine del giorno di M5S. L’Italicum non si tocca, Poi ci ripensano, uno sbaglio

E il premier in questa sua impresa trova degli imitatori, guarda caso, proprio in Cinquestelle. Quasi una operazione spartitoria nel segno della cattiva politica. Tu ti prendi una cosa e io te ne prendo un’altra. La notizia ha dell’incredibile, ma è vera. È il segno del degrado della politica di cui sono protagonisti alcuni partiti, quelli del Nazareno. Vediamo il  fattaccio. La Camera sta esaminando ordini del giorni dopo aver discusso la legge sulle Riforme. Il capogruppo di Sinistra Italiana, Arturo Scotto interviene dando una notizia: “Leggo qui un ordine del giorno in cui il Movimento 5 stelle invita il governo ad astenersi dal modificare la legge elettorale”, ha detto in Aula. Il documento portava la prima firma di Di Battista, Toninelli  ed altri. Quest’ultimo, imbarazzato, precisava che si trattava di una provocazione. L’ordine del giorno veniva comunque bocciato.

Leggendolo era difficile prendere per buona la “provocazione”. Era ben argomentato, ben costruito, niente coalizioni, ma lista contro lista, poteva portar bene ai pentastellati che annusavano odor di ballottaggio alle elezioni politiche, M5S contro Pd.

Speranza (minoranza Pd): “Basta picchiare la testa al muro. Riaprire il dialogo con tutti”

Tutto questo avveniva proprio mentre la minoranza Pd del  tirava fuori la testa e si faceva sentire. L’ex capigruppo Pd Roberto Speranza, prendeva carta e penna, come si diceva una volta e dichiarava: “Basta picchiare la testa al muro sui giudici della consulta. È il momento di riaprire un dialogo vero con tutte le forze politiche. Non funzionano i patti ad excludendum”. C’è  al punto in cui siamo una sola strada da percorrere, scorciatoie non  se ne vedono e non si può neppure sperare che sia Babbo Natale a portare i tre re magi. Ripartire da zero come chiedono i pentastellati, Sinistra italiana, mentre la Lega sta a guardare, voto in bianco, con la speranza di entrare in campo magari per un posticino alla Corte dei Conti. In parole povere: i candidati del patto del Nazareno 2 invece di progredire avvicinandosi alla meta, 571 voti, sono andati indietro, si sono allontanati. Dopo la presa di posizione della minoranza Pd difficile che  Barbera, Sisto, Nicotra facciano passi avanti. “Ragioniamo sulla terna” ripetono i pentastellati,quello che dice la minoranza del Pd, Sinistra italiana. Allo stato non  ci sono segnali positivi da parte del Pd e di Forza Italia, sponsor di Barbera e Sisto, l’avvocato di Berlusconi, quello che alla Camera presentò il famoso emendamento “salva Ruby”. Neppure i re magi tanto buoni e tanto pazienti sopporterebbero una tale offesa.

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