Incredibile ma vero. Dopo 15 anni di inerzia e opacità chiudono anche i canili comunali di Roma. Presidio degli operatori il 31 dicembre in piazza Ss Apostoli

Incredibile ma vero. Dopo 15 anni di inerzia e opacità chiudono anche i canili comunali di Roma. Presidio degli operatori il 31 dicembre in piazza Ss Apostoli

Il 31 dicembre, in Piazza Ss. Apostoli, a partire dalle ore 9:00 gli operatori dei canili pubblici di Roma Capitale saranno in presidio sotto la Prefettura per protestare e chiedere l’intervento del Prefetto Gabrielli, contro la chiusura dei9 canili comunali di Roma Capitale. A rischio, oltre ai preziosi servizi offerti – servizi previsti per legge – il lavoro di 100 operatori e la stessa esistenza del canile pubblico, che verrà chiuso in attesa del bando europeo, mentre i cani saranno “momentaneamente” trasferiti in strutture private. “Dal 2001 e senza interruzioni, con sindaci, giunte e assessori diversi- si legge in una nota della Fp Cgil- abbiamo chiesto l’emanazione di un bando di gara europeo per l’assegnazione dei Canili Comunali. Richieste a cui sono seguiti tavoli tecnici, accordi di massima e promesse puntualmente naufragate nell’inerzia amministrativa del Dipartimento Ambiente, incapace di produrre un bando per 15 anni. Ora – continua la nota del sindacato- quello stesso Dipartimento ha proposto al Sub Commissario De Milato la soluzione: l’ennesima ipotesi di bando europeo tra 8 mesi (cioè dopo le elezioni) e nel frattempo, dal 1 gennaio, termine dell’attuale affidamento, la chiusura del canile Comunale della Muratella e del Poverello e il trasferimento degli oltre 600 cani in canili privati. Interrompere quindi l’unico servizio pubblico che garantisce cure, assistenza, ospitalità e adozioni a Roma, con il conseguente licenziamento di 100 lavoratori che la stessa Amministrazione, con un precedente atto, ha individuato quale numero necessario per la garanzia del servizio. Chiudere la struttura pubblica in favore di quelle private tradisce a nostro avviso lo spirito della legge e prende a calci il buon senso. Interrompere un servizio pubblico, attribuito per legge al Comune, senza prevedere una sua surroga, è un danno ai cittadini. Licenziare 100 lavoratori in una città che non esce dalla crisi, è un segnale opposto a quello necessario. Chiediamo al Prefetto di Roma -conclude la nota di Fp Cgil- un immediato intervento che scongiuri il blocco del servizio pubblico e al Sub Commissario De Milato una scossa all’inerzia amministrativa e alle approssimazioni di questi anni.

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