A Natale gli scriba sempre più buoni. Stabilità e Rai, Renzi salvato dalla “famiglia allargata”. Ma i media non vedono, non sentono

A Natale gli scriba sempre più buoni. Stabilità e Rai, Renzi salvato dalla “famiglia allargata”. Ma i media non vedono, non sentono

È proprio vero, a Natale si diventa sempre più buoni. Tanto buoni che dimenticano di raccontare che  Renzi ha avuto la fiducia sulla legge di stabilità in discussione al Senato solo per un voto. E che a questa fiducia sono stati essenziali i voti dei “ verdiniani”  che hanno fatto nuovi acquisti, Sandro Bondi e la compagna Manuela Repetti, i quali dichiarano “andiamo con Verdini , con Alfano saremo alleati del Pd”. Dice la Manuela che “si sente molto vicina a Matteo Renzi”. Ma una “adesione sarebbe stata inopportuna sia per me che per il Pd” che sta ancora “ vivendo un lungo travagliato cambiamento”. Insomma loro con Verdini intendono dare una mano nel “travagliato cambiamento”. Insomma la famiglia allargata.

Il premier cerca  platee televisive, l’Arena di Giletti, dove non c’è pericolo di domande vere. Ama il soliloquio

Nei giorni della bontà gli scriba abbandonano i retroscena teleguidati dallo staff di Renzi Matteo, smettono di affermare “i collaboratori del premier  dicono….”. Vanno direttamente alla fonte o meglio arriva direttamente il premier e trova un clima di pace e serenità. “L’Arena “ , RaiUno, spettacolo domenicale di grande impatto, si parla di tre milioni di telespettatori, è il luogo ideale. Il  conduttore, Massimo Giletti, è un “buono per natura”. Lo dice lui stesso e ci potete credere. Non è un caso che Renzi Matteo abbia scelto di fare gli auguri di Natale proprio in questa “arena” dove non ci sono né toro né toreador . Ovviamente neppure una banderilla. Tutto va liscio come l’olio. Renzi  a ruota libera. Racconta di tutto e di più. Lui è proprio bravo, un genio dell’invenzione e dell’annuncio. Mai che a Giletti venisse in mente una domanda imbarazzante. Mica tanto ovviamente visto la “riforma”,  si dovrebbe dire la “deforma“ della Rai, così  l’avvocato Besostri definisce la  legge costituzionale. Insomma più che Natale si guarda a questa “deforma“ che mette tutto il potere nelle mani di un tal  Antonio Campo Dall’Orto,  si racconta che sia un genio nel  campo, scusate il bisticcio di parole, ma Campo chiama campo, stretto amico di  Renzi che gli ha affidato tutto il potere. Come direttore generale può decidere di tutto e di più, a partire dai direttori dei tg e anche degli stessi Tg. I collaboratori di Renzi fanno sapere che  il premier avrebbe fatto volentieri l’ad della Rai ma  gli è stato detto che era incompatibile. Ha ceduto ma  ha voluto che la riforma, deforma, venisse approvata subito dal Senato. 162 voti,  solo uno più della maggioranza  assicurato dalla  della famiglia Bondi. Non bastava per uno spettacolo scandaloso. La  legge che riguarda la  più grande azienda della cultura, dello spettacolo, dell’informazione è stato  votata per alzata di mano,  come fosse un ordine del giorno. Neppure il conteggio elettronico. Nessuno lo ha chiesto. Meglio giocare a nascondino.

 Repubblica in “bontà” supera anche la fatina di Pinocchio. Lo scempio della “deforma” della tv ex pubblica

Misuriamo la bontà dei giornalisti. Non solo Giletti. Prendiamo un grande quotidiano, sicuramente democratico, sicuramente progressista, lo dice Eugenio Scalfari che ne è stato il fondatore. Parliamo di  Repubblica che in “bontà” sta superando anche la fatina di Pinocchio. Relega la “deforma” della Rai e lo scempio di cui è stato protagonista il Senato, minoranza del Pd se ci sei batti un colpo, a pagina 12. In prima solo una riga un sottotitolo, un anonimo: “Dal senato il via libera alla riforma rai: più potere all’ Ad” e nella pagina interna “Dall’Orto precisa che  avrà tutti i poteri ma non sarò un despota”. Dimenticavamo che dalla cronaca dell’evento non risulta che vi siano state reazioni a questa “deforma”. Invece vi sono state, non solo da forze politiche, da Sel, Sinistra italiana, Cinque stelle, ma  anche dalla federazione della Stampa, dal sindacato dei giornalisti Rai, personalità del mondo della cultura, dello spettacolo.

Voto di fiducia al Senato superato per il rotto della cuffia. I media nascondono la notizia. Meglio non far sapere

Ma in bontà Repubblica si  è superata. Il Senato tuttofare ha trovato il tempo di approvare, come dicevamo, la famigerata legge di Stabilità il fiore all’occhiello del  Renzi Matteo. Voto di fiducia superato per il rotto della cuffia. Se non  fosse stata posta la fiducia  difficilmente sarebbe  passata una  manovra che ha subito critiche da ogni parte. È una notizia o no? Meritava un titolo in prima pagina o no? Lo scriba e il direttore o chi per lui dovevano dar conto della fiducia acchiappate per il rotto della cuffia? Noi pensiamo di sì. Il grande giornale democratico pensa di no, tanto che, come per la Rai, solo un sottotitolo in un sommario: “Passa la manovra, Renzi: pagheremo meno tasse”. La leccata al premier era d’obbligo. Udite, udite, un Renzi bis perché l’apertura del giornale è dedicata a una non notizia. “Banche, mossa Pd:Serve l’inchiesta del Parlamento”. Una non notizia appunto, in campo da diversi giorni. Un Renzi non bastava, ce ne voleva un altro ed ecco che il premier lancia il grido di battaglia “Ora si indaghi sugli ultimi venti anni”. Speriamo non ce ne vogliano altrettanti per portare a termine l’inchiesta. Magari basterebbe indagare prima sugli ultimi due o tre anni. E rimborsare i truffati.  Dimenticavamo la legge di Stabilità. Per gli appassionati possono trovarla a pagina 30 con l’immancabile premier che si fa pubblicità: “Renzi: Così giù le tasse, Parlamento produttivo”. Il giovanotto di Rignano è anche spiritoso, quel Parlamento produttivo ci mancava proprio. Produttivo ma di che? Di voti di fiducia perché è completamente esautorato dal governo. Lo scriba  riporta  qualche opinione diversa da quella di Renzi.  Ci mancherebbe altro, che bontà sarebbe.

Meloni critica Renzi in tuta mimetica. De Micheli : anche Berlusconi e Fini la indossarono. Scanzi: “Ha ragione, Renzi somiglia molto a Berlusconi

Si fa prendere da questo clima anche Massimo Giannini  che conduce un Ballarò  pieno  notizie, del Natale dei ricchi e dei poveri, le banche che truffano, la fiducia nel governo che passa da un iniziale 40% all’attuale 30 % a tante altre cose. C’è anche un duetto fra il ministro Poletti e Carla  Cantone che con il sorriso sulle labbra gli dice che “qualcosina è stato fatto, ma non basta proprio. C’è un tavolo aperto, ci vuole un confronto vero, la riforma delle pensioni, il lavoro per i giovani “. E insiste, lo apriamo questo tavolo, quando e alla fine il ministro dice, “sì lo apriamo”. E c’è lo scontro, verbale, forse sarebbero andate anche oltre, fra  Giorgia Meloni e la sottosegretaria all’economia Paola De Micheli, sempre più renziana. I problemi sono quelli economici, ma ci scappa anche una battuta alla Meloni, il Renzi con la tuta mimetica, dice, per nascondersi. Non l’avesse mai detto: come punta da una tarantola scatta la De Micheli. Anche Berlusconi e Fini si sono messi la tuta mimetica. Interviene il giornalista Andrea Scanzi, uno degli ospiti fissi del talk. “Ha ragione De Micheli, infatti Renzi somiglia a Berlusconi in tutto”.

Giannini a Ballarò: con la Stabilità ci arriveranno dei  soldini. Dimentica di dire che la somma va divisa per dodici mesi

Giannini alleggerisce il clima, in fondo il governo qualcosa fa per dare qualche soldo in più ai cittadini e cita una ricerca della Uil. Vedete una famiglia  con casa di proprietà, uno dei due lavoratore pubblico, compreso il rinnovo del contratto, si vede arrivare qualcosa come duecentocinque euro nelle tasche. Un pensionato circa  200. “Sono soldini in contanti – dice – qualcosa per i cittadini viene fatto dal governo”. Dimentica di dire che quei numeri riguardano tutto l’anno, provate a dividere per dodici mesi. Neppure dieci euro per il rinnovo del contratto fermo da sei anni.  Una dimenticanza di non poco conto. Neppure la bontà natalizia la giustifica. È un segnale della “deforma” della Rai? No, semmai i segnali erano già partiti. Le mani di Renzi  da tempo già arrivate sulla Rai. Il premier segretario ci sta di casa e quando si trova fuori casa arrivano le truppe cammellate. E l’uomo, ovunque si trovi, si materializza sempre su qualche rete, Rai e non solo. Anche la altre tv, da Sky a La 7 non si fanno mancare niente. E l’impero Mediaset è molto guardingo. Non si sa mai.

 

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