Con Valeria in piazza la Bella Italia. Commozione ai funerali della giovane ricercatrice veneziana

Con Valeria in piazza la Bella Italia. Commozione ai funerali della giovane ricercatrice veneziana

La bella Italia era in piazza e sul piccolo palco di Venezia per rendere il giusto omaggio alla giovane Valeria, morta nell’attacco dei terroristi islamici a Parigi. Valeria un esempio per i giovani, i coraggiosi, per chi non si vuole arrendere. E’ questo il messaggio che il padre di Valeria Solesin, Alberto, con accanto la moglie Luciana, ha voluto lanciare alla folla che ha partecipato a piazza San Marco alle esequie laiche per la giovane studentessa italiana rimasta uccisa al Bataclan. Una folla commossa, partecipe, con i tanti amici di Valeria, una città che si è stretta attorno alla figlia che aveva scelto di cercare il suo futuro a Parigi, e che è tornata a casa così, con un corteo di gondole a scortare il suo feretro sul Canal Grande, e i gondolieri a portarla a spalla fino alla storica piazza. Alle esequie, aperte dall’inno di Mameli e dalla Marsigliese, era presente anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha voluto incontrare privatamente la famiglia portando il cordoglio di tutto il Paese. Il padre della giovane, non ha mancato di stupire per la sua compostezza, unita a quella della moglie: “Il fanatismo vorrebbe nobilitare il massacro con dei valori. Desidero inviare un pensiero alle tante famiglie che come noi cercano di superare il dolore per la perdita di un familiare. In questi giorni, ho letto che siamo stati un esempio. Se questo è stato vero anche solo in minima parte, voglio dedicarlo a tutti i Valeria e Andrea che non si arrendono. Ripensando a Valeria non voglio isolarla dal suo contesto parigino, dall’università e dai bistrot dove tanti ragazzi immaginano un futuro migliore”. Poi l’abbraccio dei suoi amici che dal palco hanno tributato un abbraccio commosso a Valeria: “Sognatrice – ha detto dal piccolo palco un suo amico- con i piedi per terra, forte ma anche sensibile che credeva ciecamente nell’amicizia e nella convivenza pacifica. Lei l’amica di sempre, capace di regalare consigli. Lei era semplicemente meravigliosa, con i suoi pregi e difetti”. Poi la parola è passata ai rappresentati delle religioni, tutte presenti davanti alla straordinaria Basilica di San Marco. Il Patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, ha parlato di perdono: i terroristi dovrebbero chiederlo, rendersi conto dell’orrore creato, ma “mai e poi mai condivideremo con voi ciò che vi appartiene, l’odio. Non riuscirete a portarci ad odiare, sarebbe la vostra vittoria, sarebbe la nostra sconfitta”. E la comunità islamica si è dissociata dai profeti del terrore: “La nostra comunita’ – hanno detto rivolgendosi idealmente alla stessa Valeria – vuole dirti che non in nome del nostro Dio, non in nome della nostra religione, che è una religione di pace, e certamente non nel nostro nome ti hanno assassinato come le altre vittime a Parigi e nel mondo”. E dalla Francia arriva il ricordo dello stesso Francois Hollande, il presidente francese, letto in piazza dal ministro della Difesa Roberta Pinotti: “A nome della Francia voglio solennemente dire che non dimenticheremo Valeria, venuta da noi a studiare per amore della vita e della cultura e che ha trovato la morte sotto il fuoco dei terroristi”. Una cerimonia sobria, piena di disperazione ma anche di speranza, punteggiata dagli applausi della piazza per i numerosi interventi, che non a caso si e’ chiusa con l’inno alla Gioia di Beethoven. Poi, sulle spalle di un gruppo di gondolieri, il feretro ha lasciato la piazza per l’isola di San Michele, il cimitero monumentale di Venezia.

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