Università. Tasse troppo alte, diritto allo studio dimezzato, nuove ingiustizie. La denuncia degli studenti

Università. Tasse troppo alte, diritto allo studio dimezzato, nuove ingiustizie. La denuncia degli studenti

Gli studenti di Link-Coordinamento universitario continuano la loro battaglia in nome del diritto allo studio e per l’accesso universale e garantito a chiunque degli studi universitari. Più volte hanno denunciato il fatto che la riforma dell’Isee avrebbe penalizzato migliaia di studenti aventi diritto alle borse di studio. E dalle graduatorie pubblicate dagli Atenei si evince che così è stato. E più volte hanno denunciato l’emergenza università italiana, e la necessità di mobilitarsi, in nome del diritto costituzionale alla conoscenza. Ora, l’abbattimento del diritto allo studio incrocia l’aumento delle tasse universitarie, che porta l’Italia al terzo posto nella classifica europea sulle Università più costose (in Germania, in media, uno studente paga un terzo rispetto allo studente italiano).

“Questo ulteriore nefasto effetto del nuovo Isee si può evincere dai dati pubblicati dal Ministero del Lavoro – afferma Alberto Campailla, portavoce di LINK-Coordinamento Universitario – i quali evidenziano come ci sia un aumento diffuso dell’indicatore in media del 10 % tra gli studenti universitari. Più della metà di essi (51,4%) si ritrova ora infatti ad avere un Isee aumentato che si traduce in un immediato incremento della tassazione.

Gli effetti dell’Isee non fanno che aggravare una situazione già critica dal momento che la tassazione universitaria in Italia è tra le più alte d’Europa, come riportato dal rapporto Eurydice “National Student Fee and Support System in European Higer Education 2015/2016”. Nel rapporto si evidenzia infatti come l’Italia sia terza in Europa per livello di tassazione, con un importo medio di 1220 euro, triplo rispetto a quello tedesco. Altro dato rilevante è quello dell’esonero totale dalla tassazione che in Italia riguarda solo il 12% degli studenti a causa degli scarsi fondi dedicati al diritto allo studio”.

“Caso ancora più drammatico è ancora una volta quello degli ex borsisti, che ora non solo sono esclusi dal beneficio delle borsa – aggiunge Campailla – ma si trovano di fronte all’incombenza del pagamento della prima rata di tasse universitarie dalla quale fino all’anno prima erano esenti o che pagavano con la certezza di un rimborso in primavera, a seconda degli atenei.”

“Per fare fronte a questa situazione  – continua Campailla – stiamo presentando nei Senati Accademici e nei Consigli di Amministrazione di molti di essi una mozione in cui chiediamo l’esenzione dalla prima rata per coloro che si trovano sotto i 23000 euro di Isee ( oppure il rimborso della stessa, a seconda di cosa prevede il bando dei diversi atenei) e una rimodulazione della tassazione a partire da questa primavera”.

“La mobilitazione non si ferma – conclude Campailla – per questo motivo domenica 15 novembre intaseremo le caselle di posta elettronica dei nostri rettori tramite un mail bombing, in cui chiediamo a loro e alla CRUI di tenere presenti le nostre richieste e il 17 novembre ci mobiliteremo in molte città con gli studenti medi nella data lanciata dalla Rete della Conoscenza per ribadire che non rinunciamo al diritto allo studio.”

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