Sinistra Italiana. “Senza i partiti non c’è democrazia e senza lo Stato c’è la giungla. La sinistra è la parte della civiltà”. Teatro gremito, folla anche per strada

Sinistra Italiana. “Senza i partiti non c’è democrazia e senza lo Stato c’è la giungla. La sinistra è la parte della civiltà”. Teatro gremito, folla anche per strada

Tutti presi in contropiede. Anche i promotori della prima assemblea di Sinistra Italiana che si è svolta al Teatro Quirino a Roma, ottocento posti seduti. Avevano puntato ad un teatro pieno, invece si sono ritrovati due teatri e due assemblee. Già, perché il teatro era già gremito prima dell’orario stabilito per l’apertura dei lavori, mentre continuavano ad arrivare in tanti, quel “popolo di sinistra” che non ha voluto mancare ad un appuntamento che si pone l’obiettivo di cambiare l’attuale quadro politico dominato dal renzismo, un società che si muove fra astensionismo dal voto e populismo. Stefano Fassina, il primo a prendere la parola, faceva fatica ad entrare in teatro mentre all’esterno si cantava “Bella ciao “.

Stiglitz consulente del nuovo gruppo parlamentare

Quando Monica Gregori, deputata che ha lasciato il gruppo del Pd insieme a Fassina, poi seguiti da Carlo Galli, Alfredo D’Attorre, Vincenzo Folino, ha aperto i lavori annunciando che il Premio Nobel Joseph Stiglitz aveva accettato l’incarico di consulente dei gruppi parlamentari di “Sinistra Italiana” dall’interno del teatro si è levato un grande applauso. E dall’esterno è arrivata la richiesta di tenere, di fatto, una doppia assemblea: chi interveniva dal palco del Quirino si presentava alla folla che stava per strada, si trasformava in giornalista e dava un resoconto del dibattito in corso. I giornalisti appunto. Anche coloro che nei giorni precedenti l’assemblea non potevano ignorare un avvenimento senza precedenti, la doppia assemblea appunto. Avevano già dato per fallito l’appuntamento, vellitario,la parola più benevola, prendendo a prestito le roboanti dichiarazioni di Renzi e del suo clan,a partire dai vicesegretari. Miniscissione, fuori dal Pd non c’è niente, “Chi se ne va sbaglia. Senza Pd,  addio sinistra”, dichiarava Bersani ormai talmente affezionato alla parola “ditta” che non si può abbandonare, tanto da chiedersi come fanno “a pensare di costruire il centrosinistra fuori dal Pd”. Ebbene quella folla per strada e dentro il Quirino non è arrivata per caso, non si tratta di cavalieri solitari. Pensiamo noi che anche alla luce del dibattito che si è sviluppato non si tratta di una scissione né mini né grande. Si tratta, a partire da questa prima tappa, della costituzione dei gruppi parlamentari di “Sinistra Italiana”, passaggio importante  per costruire un nuovo soggetto, per ricostruire una forza di sinistra. Non è un caso che negli interventi di chi viene dal Pd, in quelli di Sel, ci sia una sintonia molto importante, che viene da un lavoro in comune già sperimentato nella battaglie parlamentari e proseguirà nei territori, mobilitando cittadini,cconfrontandosi con il mondo dell’associazionismo, con i sindacati, con il movimento degli studenti, “terminali sociali” li definirà Stefano Fassina nella sua relazione.

Fassina: abbiamo una proposto di governo alternativa al liberismo

“Sinistra Italiana – dice – ha una proposta di governo alternativa al liberismo da Happy days del segretario del Pd”. “Ci hanno accusati di fare il gioco della destra ma non è così. Dispiace – prosegue – per le parole di Bersani. Il gioco della destra lo fa chi fa la destra con il Jobs act, con l’intervento sulla scuola, con l’Italicum, con la riforma del Senato e della Rai. Abbiamo scelto di avviare i gruppi parlamentari intorno alla legge di stabilità perché la credibilità non si conquista con l’autocertificazione, tanti si dicono di sinistra, ma sui contenuti questa manovra iniqua è sinergica al partito della nazione”. Dai gruppi parlamentari, 31 membri alla Camera, e 7 al Senato, per ora nel gruppo misto, al partito. “Dico a chi ci accusa di fare una manovra di palazzo che quel palazzo è il palazzo della Repubblica – afferma il coordinatore nazionale di Sel Nicola Fratoianni – mi piace parlare di partito. Sappiamo che un gruppo parlamentare non è un partito ma noi vogliamo andare in quella direzione. E usiamo la parola ‘sinistra’ per far capire da che parte stiamo”.  Al significato della sigla“Sinistra italiana” si  richiama l’intervento di Carlo Galli, deputato ex Pd, seguito con grande attenzione.

Carlo Galli: lo spazio politico è enorme. Sono praterie. Vastissimo lo spazio sociale

“I gufi di destra e di centro dicono che non ce la faremo perché litigheremo fra di noi in quanto prime donne, perché non c’è spazio politico a sinistra del Pd, e questa è una discreta barzelletta, perché abbiamo la capacità di dire solo no”. Ma la sigla di Sinistra Italiana è “sì”, “che significa accettazione contrapposta ad un rifiuto. Perché noi accettiamo di vedere, di nominare e di superare le contraddizioni dell’impianto economico e politico. Lo spazio politico è enorme. Sono praterie. È uno spazio sociale vastissimo, lo spazio dell’esclusione. Questo ordine economico e politico è fondato sull’esclusione della maggioranza degli italiani e sull’inclusione subalterna degli altri. Il nostro compito è riconoscere questo spazio sociale e trasformarlo in uno spazio politico – ha detto  Galli-. Diffidiamo di chi parla male dei partiti e dello Stato perché senza i partiti non c’è democrazia e senza lo Stato c’è la giungla. La sinistra è la parte della civiltà non della giungla”.

I messaggi di Laura Boldrini, Sergio Cofferati, Nichi Vendola

Agli interventi si intreccia la lettura di messaggi, a partire da quello, molto applaudito del presidente della Camera, Laura Boldrini, di Sergio Cofferati che annuncia la sua adesione non potendo partecipare direttamente, quello di Nichi Vendola, anche lui assente per gravi problemi di famiglia, uno degli artefici della nascita di “Sinistra Italiana”, di un disabile, Max  Fanelli. Parla la presidente dell’Arci, Francesca Chiavacci, “siamo una organizzazione di sinistra, siamo con voi”, uno  studente a nome della Rete della Conoscenza, il coordinatore  dei “miseria ladra”, leggi Libera, alcuni lavoratori, fra i quali un  delegato Cgil di  un grande call center. Ivan  Cavicchi affronta la materia bollente che si chiama sanità. La sua, documentata, è una accusa bruciante al governo che punta “alla eliminazione della sanità pubblica”. L’avvocato Besostri che segue la campagna referendaria per il no al referendum sulle riforme costituzionali ha annunciato la presentazione di nuovi ricorsi nei tribunali in merito all’Italicum, ritenuto incostituzionale. Un momento particolare l’assemblea l’ha vissuto quando ha preso la parola il fratello di Angelo Vassallo, sindaco di Pollice, ucciso in un attentato nel giugno del 2010. “Ancora non si conoscono gli autori di questo delitto – ha detto, mentre l’assemblea si alzava in piedi – la lotta per la legalità è parte fondamentale di una forza di sinistra”.

D’Attorre: nel Pd impossibile ottenere quello di cui parla Bersani

Interventi che si accompagnano a quelli dei parlamentari. D’Attorre, riferendosi alla intervista rilasciata da Bersani a Repubblica, afferma: “Comprendo il suo tormento e il suo dolore che sono stati anche i miei, ma quelle cose giuste che lui dice nel Pd sono impossibili da realizzare”. Loredana De Petris, capogruppo di Sel al Senato, definisce la riforma costituzionale “una storia maledetta” e racconta di una giornalista che intervistandola le ha chiesto: “ma non state facendo una cosa vecchia?”. Già, gli scriba presi in contropiede da un evento che avevano immaginato diverso, lavorano di fantasia, mentre altri, leggendo le prime cronache sugli online, prendono atto. Uno, il nome non conta, dice che Silvio Berlusconi viene nominato appena. Il nuovo nemico è Matteo Renzi, accusato di tradimento, e con lui il partito della nazione. Salvini non  viene mai  nominato tranne che da Scotto. Non abbiamo sentito alcuno accusare Renzi di tradimento. Ma si potrà non condividere quello che fa? O è proibito? Il solito buontempone di cui sopra scopre che “c’è  il pienone, assenti i compagni della vecchia ditta”.

Le sciocchezze degli scriba  nei primi resoconti online. Ancora la “cosa rossa”

Dagli interventi – tranne in quello di Arturo Scotto – sparisce anche il nome di Matteo Salvini. Nella platea radunata da “Sinistra Italiana”, “il nuovo gruppo parlamentare dal simbolo non rosso ma arancione, c’è il pienone. Assenti i compagni della vecchia ditta”. Nessun commento, le stupidaggini non  lo meritano. Un altro scrive che  Claudio Fava nel suo intervento ha usato la parola amici rivolgendosi ai presenti. Dalla platea, scrive, si sono levate “grida isteriche”, compagni, compagni. Per caso eravamo a fianco di chi ha gridato compagni. Niente di isterico. Poi ci sono quelli che scrivono che c’era troppo rosso, quelli che scrivono che ce n’era poco. Quelli che continuano a parlare di “cosa rossa” mentre il soggetto politico che è nato si chiama “Sinistra Italiana”. Risponde concludendo i lavori Arturo Scotto: “Se noi siamo la ‘Cosa rossa’, allora il Pd è la ‘Cosa bianca’ e il Movimento 5 stelle è la ‘Cosa grigia’. La ‘Cosa nera’ nascerà domani nella nostra libera Bologna con Berlusconi e Salvini”. Si chiude qui. I parlamentari salgono sul palcoscenico. Tutti insieme, foto di gruppo. Un grande applauso. Fuori, per strada, c’è ancora voglia di discutere, di stare insieme.

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