Isolamento aereo per l’Egitto. Anche la Russia blocca i voli per Sharm. Sempre più certa la pista dell’attentato

Isolamento aereo per l’Egitto. Anche la Russia blocca i voli per Sharm. Sempre più certa la pista dell’attentato

Vladimir Putin ha ordinato lo stop ai voli russi in tutto l’Egitto, ma rassicura l’amico Abdel Fattah Sisi sul fatto che presto i turisti russi torneranno in quel Paese. La mossa del Cremlino di fermare i suoi aerei rilancia però di fatto l’ipotesi che l’Airbus 321 sia precipitato in Sinai per l’esplosione di una bomba a bordo. L’Egitto ancora non conferma l’ipotesi e accusa: da alcuni Paesi europei non c’è stato sufficiente aiuto. “Alcuni Paesi europei – ha detto il ministro degli Esteri egiziano Shoukry – non ci hanno fornito la cooperazione necessaria che noi avevamo chiesto per far fronte alla lotta al terrorismo e gli appelli che noi abbiamo inviato loro non sono stati accolti in modo serio”. Quello che è certo è che ormai parlano le registrazioni della scatola nera e da queste, si rileva come sia stata chiaramente incisa una esplosione. Tre le ipotesi, quella del collasso di uno dei motori, un ordigno a bordo o l’azione di un kamikaze con mini-cariche di esplosivo. Saranno ora gli esperti inviati dal Cremlino, insieme alle autorità egiziane a stabilire l’esatta dinamica della tragedia. Intanto quanto accaduto al velivolo russo poteva accadere, mesi fa, ad un jet inglese. Già oltre due mesi fa qualcuno provò ad abbattere un aereo di linea in fase di atterraggio all’aeroporto di Sharm el Sheick. Il 23 agosto scorso solo la perizia del pilota e del primo ufficiale evitarono un altro attentato nei cieli del resort egiziano. Secondo quanto riferisce il Daily Mail e ha confermato il ministero dei Trasporti di Londra, un Boeing 737 della compagnia Thomson con 189 passeggeri a bordo venne sfiorato a soli 300 metri da un missile mentre era a bassa quota in avvicinamento, preparandosi ad atterrare a Sharm. Solo l’abilità del pilota, che vide il missile partire da terra e la traiettoria in volo, consentì di compiere una manovra ‘evasiva’ per schivare il razzo che passò appunto a soli 300 metri dall’aereo, in termini aeronautici un’inezia. In quel caso si tratto’ con ogni probabilità di un missile ‘spalleggiabile’ tipo lo statunitense Stinger o il russo Strela, che hanno gittate fino ad un massimo di 4.000 metri, ipotesi esclusa per l’Airbus A321 delle russa Metrojet, che volava a 9.400 metri di quota e per il quale sembra ormai accertata l’ipotesi di una bomba a bordo. Da dire, infine, che una parte di nostri connazionali costretti a restare a Sharm, lasceranno la regione nella serata di sabato con un volo Easy Jet destinazione Londra per poi proseguire verso Milano.

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