Regione Sicilia. I renziani lanciano un avviso di sfratto al presidente Rosario Crocetta, che non si difende

Regione Sicilia. I renziani lanciano un avviso di sfratto al presidente Rosario Crocetta, che non si difende

È sempre più ostile il clima attorno a Rosario Crocetta, presidente della Giunta regionale siciliana. Le opposizioni preparano la mozione di sfiducia, e la cosa non stupisce, e c’è chi come Nello Musumeci rilancia l’idea delle dimissioni in massa dall’Ars per tornare alle urne. Ma ciò che stupisce in queste ore è il fuoco amico, che rappresenta l’insidia maggiore. Sicilia futura di Salvatore Cardinale, ex ministro delle Comunicazioni di un governo Prodi e figlia parlamentare Pd, si è sfilata da maggioranza e governo. Ma soprattutto i renziani organizzati in Sicilia dal sottosegretario Davide Faraone, che forse punta a candidarsi lui quale nuovo presidente della Regione Sicilia.

La pratica Sicilia torna sul tavolo del Nazareno, così come la tentazione del voto anticipato. Idea mai abbandonata del tutto proprio da Davide Faraone. I quattro assessori legati all’area del premier restano sulla soglia di Palazzo d’Orleans, sede della Regione, tanto che ieri erano a un passo dalla clamorosa diserzione in occasione della prima riunione di Giunta del debolissimo Crocetta quater.

L’emergenza forestali ha impedito di cristallizzare lo strappo, ma restano le tensioni. Rappresenta un segnale poco tranquillizzante per Crocetta il rinvio del vertice di Palazzo Chigi sui conti in rosso della Regione che era fissato per oggi. Così come sembrano essere una messa in mora le parole di Giuseppe Bruno, presidente dell’Assemblea del Pd siciliano, anch’egli renziano: “C’è una sensazione di inaffidabilità riguardo al governo regionale”, dice alla Tgr Sicilia, “e questo probabilmente ha prodotto ancora una volta un irrigidimento da parte del governo nazionale. Ci si domanda perché trasferire risorse destinate esclusivamente a tappare i buchi di bilancio senza una programmazione di politiche di sviluppo e di crescita”. È un vero e proprio avviso di sfratto per Rosario Crocetta, il quale risponde con una sola frasetta: “Sarebbe gravissimo se si confondesse il piano politico con quello istituzionale”. Messa così, non si capisce in quale mondo viva il presidente della Regione Sicilia. Infatti, i suoi stessi alleati ormai lo avvertono che senza il via libera di Renzi, le elezioni anticipate sembrano davvero molto vicine. Ecco infatti il commento di Nicola D’Agostino, di Sicilia Futura, alleato del Pd: “Siamo convinti anche noi che senza un raccordo forte con il governo nazionale, oggi non garantito, questa esperienza politica rischia di concludersi anticipatamente”.

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