Pubblici dipendenti. In piazza per rilanciare l’orgoglio del lavoro. Contratto subito, no alla politica delle mance del governo. Per la pace, no alla guerra e al terrorismo

Pubblici dipendenti. In piazza per rilanciare l’orgoglio del lavoro. Contratto subito, no alla politica delle mance del governo. Per la pace, no alla guerra e al terrorismo

“In piazza per dire al governo, con orgoglio, che chi lavora per garantire i servizi pubblici è un bene per questo paese e merita il rinnovo del contratto. Anche alla luce degli ultimi drammatici avvenimenti, a partire dal massacro di Parigi sarà una grande manifestazione  per la pace e contro ogni forma di guerra e di terrorismo”. Così Rossana Dettori, segretario generale della Funzione pubblica Cgil, a poche ore dall’inizio della manifestazione  sintetizza le motivazioni che stanno  alla base della grande mobilitazione che da mesi vede protagonisti i lavoratori pubblici per il rinnovo del contratto, una vera riforma della pubblica amministrazione al servizio dei cittadini e del Paese.

Manifestazione promossa da 25 sigle sindacali che rappresentano 3milioni600 mila lavoratori

Una giornata di lotta unitaria promossa da 25 sigle sindacali in rappresentanza di scuola, sanità, funzioni centrali, servizi pubblici locali, sicurezza e soccorso, università, ricerca, afam e privato sociale, per un complesso di circa 3.330.000 dipendenti. Manifesteranno da piazza della Repubblica, dove alle ore 12 è previsto il concentramento,  per poi proseguire verso piazza dei Cinquecento, via Cavour, via dei Fori Imperiali, piazza Madonna di Loreto (adiacente piazza Venezia), l’unica piazza disponibile secondo la questura mentre i sindacati avevano chiesto i tradizionali luoghi delle manifestazioni a partire da piazza del Popolo. Parleranno dal palco i dirigenti sindacali della categoria e i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Per quanto riguarda la partecipazione i sindacati non si sbilanciano. Assicurano che“sarà superiore alle attese”.
Una giornata di mobilitazione, spiegano Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, “per lanciare un messaggio al governo: se davvero vuol cambiare il paese non può lasciare i settori e servizi pubblici a un destino di abbandono. Una tendenza da invertire attraverso il contratto e non con le imposizioni legislative: la sola via per un cambiamento vero che investa su professionalità e competenze e che migliori i servizi ai cittadini”.

Gentile (Cgil). In settori fondamentali  il governo opera tagli e pratica la politica delle mance

E alle politiche del governo si riferisce Michele Gentile, responsabile del dipartimento pubblico impiego della Cgil. Ancora una volta, sottolinea, saranno i lavoratori in prima fila  a scendere in piazza, come è avvenuto con la manifestazione della Fiom, per la pace, contro il terrorismo, contro le guerre.“Nella storia del nostro paese – rileva – il movimento sindacale ha dato un contributo essenziale per la pace, la democrazia. Lo diamo ancora oggi. Ma dobbiamo sapere che il terrorismo si combatte in primo luogo con la buona politica. Invece il governo proprio in settori fondamentali della vita del nostro Paese, a partire dalla scuola fino alla sicurezza, opera tagli e pratica la politica delle mance. Così non si va da nessuna parte. Per il contratto da rinnovare si prevedono aumenti, c’è perfino da vergognarsi a dirlo, di 4 o5 euro al mese, forse. Poi arriva la mancia degli 80 euro per polizia e militari, E il bonus, altra mancetta, per chi ha compiuto i 18 anni, mentre la disoccupazione giovanile resta a livelli che sfiorano il 55 per cento. Si crea solo una gran confusione”.

Dettori (Fp Cgil). Dare soldi ai lavoratori la sola via per far ripartire leconomia

 

Ribadisce Rossana Dettori:“Vogliamo il contratto ora e subito, è un nostro diritto. Un contratto da rivendicare, atteso da oltre sei anni, e ottenere, nel rispetto della sentenza della Consulta che ha dichiarato un tale prolungato blocco illegittimo. Ecco perché il ritardo accumulato per un verso dal governo e per l’altro dai datori di lavoro privati non è più tollerabile”.

“I lavoratori lo attendono e lo meritano. Dare soldi ai lavoratori – afferma – è la sola via possibile per far ripartire l’economia del paese ed è, allo stesso tempo, il solo modo per sancire quelle norme tali da mettere al centro le relazioni sindacali e l’organizzazione del lavoro. Due aspetti, gli unici, per riformare davvero la pubblica amministrazione e garantire ai cittadini servizi migliori. Ecco perché, tenendo insieme le ragioni dei lavoratori e quelle dei cittadini, la piazza del 28 novembre è fondamentale per rilanciare l’orgoglio del lavoro pubblico”.

I sindacati che hanno promosso la manifestazione

Le sigle promotrici della manifestazione sono: Fp Cgil – Flc Cgil – Uil Pa – Uil Fpl – Uil Scuola – Uil Rua – Cisl Fp – Cisl Scuola – Cisl Fns – Cisl Fir – Cisl Università – Fgu Gilda Unams – Nursind – Flp – Confsal Snals (Scuola, Ricerca, Afam) – Confsal Fials – Confsal Anpo Medici – Confsal Unsa – Confsal Salfi – Confsal Parastato – Confsal Fenal – Confsal Vigili del Fuoco – Confsal Snals – Cisapuni – Confsal Privato Sociale – Fp Cgil Medici – Cisl Medici – Uil Fpl Medici

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