Precariato. La maggioranza boccia la proroga della Dis-coll per i cococo. Dura reazione della Cgil

Precariato. La maggioranza boccia la proroga della Dis-coll per i cococo. Dura reazione della Cgil

“Pessima notizia la mancata proroga della Dis-coll, evidentemente i precari per il governo e per i parlamentari che hanno votato contro l’emendamento che la prevedeva sono lavoratori di serie B”. Così Serena Sorrentino, segretario confederale della Cgil, commenta la notizia della bocciatura in Commissione Bilancio del Senato dell’emendamento alla legge di stabilità per la proroga dell’ammortizzatore per i collaboratori coordinati e continuativi.

“Si tratta di una marcia indietro grave – sostiene Sorrentino – soprattutto considerando che a molti collaboratori, come assegnisti di ricerca e dottorandi, la tutela prevista dalla Dis-Coll non è stata mai riconosciuta, come abbiamo denunciato nella campagna #perchenoino di Cgil, Inca, Flc Cgil e Adi”.

“La Cgil – prosegue il segretario confederale – ha elaborato una proposta di riforma degli ammortizzatori sociali universali in grado di dare risposte a tutti, al contrario del Jobs Act che taglia ammortizzatori a chi li aveva e non li estende ai tanti che continuano ad essere esclusi”.

Una dura reazione arriva anche dal Nidil Cgil.”Oltre alla beffa del Jobs Act ora anche il danno: dopo aver annunciato la (finta) scomparsa delle collaborazioni, ora il Governo non rifinanzia la dis-coll, unico strumento di sostegno al reddito dei lavoratori precari”. E’ quanto afferma l’organizzazione degli atipici in una nota. “Infatti – scrive – la commissione Bilancio del Senato ha bocciato l’emendamento che prevedeva il finanziamento della dis-coll oltre la scadenza prevista del 31 dicembre 2015. Nella lotta alla precarietà economica e sociale si dimostra ancora una volta la distanza tra gli annunci dell’esecutivo e i fatti. Nidil Cgil continuerà la sua battaglia affinché ai lavoratori precari venga riconosciuto in via definitiva il diritto al sostegno al reddito in caso di perdita del lavoro”, conclude.

Il sussidio di disoccupazione per i collaboratori è una misura sperimentale per il 2015 di tutela contro la disoccupazione involontaria per i lavoratori con un rapporto di collaborazione coordinata. L’indennità viene riconosciuta a lavoratori in stato di disoccupazione che possano far valere almeno tre mesi di contribuzione nel periodo tra l’inizio dell’anno solare precedente alla rottura del rapporto fino all’evento stesso. Bisogna avere avuto almeno un mese di contribuzione nell’anno nel quale si perde il lavoro. L’indennità é corrisposta per un numero di mesi pari alla metà dei mesi di contribuzione accreditati con una durata massima di sei mesi. Quindi in pratica se ci sono oltre 14 mesi di contributi si prende il sussidio per sei mesi mentre se i mesi di contributi accreditati sono 10 il sussidio si prende per cinque mesi. L’importo del sussidio é pari al 75% del reddito medio mensile del collaboratore se questo è pari o inferiore a 1.195 euro. Se il reddito è superiore a questa cifra l’indennità viene incrementata di una somma pari al 25% della differenza tra il reddito medio mensile e il tetto di 1.195 euro. L’indennità comunque non può essere superiore a 1.300 euro al mese e si riduce del 3% per ogni mese di fruizione a decorrere dal quarto mese…

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