Palermo. Blitz antimafia della DDA. Progetto di attentato contro Alfano? La procura è cauta

Palermo. Blitz antimafia della DDA. Progetto di attentato contro Alfano? La procura è cauta

Nuovo blitz antimafia in Sicilia, tra i comuni di Corleone, Chiusa Sclafani e Contessa Entellina. Dall`alba di venerdì i carabinieri del gruppo di Monreale, insieme con unità cinofile per la ricerca di armi e un elicottero, hanno eseguito una serie di arresti. Secondo quanto si scrive in una nota, le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, hanno documentato gli assetti di ‘Cosa nostra’ all`interno del mandamento. Gli accertamenti – si sottolinea – hanno anche permesso di prevenire un omicidio. L’operazione ha nome in codice “Grande Passo 3”.

Sembra che il blitz di questa notte abbia preso avvio da alcune intercettazioni ambientali e telefoniche tra alcuni capi del mandamento di Cosa Nostra, nelle quali si parla di un progetto di attentato contro il ministro dell’Interno, Angelino Alfano. Ecco alcuni estratti dalle intercettazioni: “Lo fottiamo a questo, lo fottiamo. Gli cafuddiamo una botta in testa”, dice uno dei capi. E poi, “Questo Alfano – è lo sfogo di Pietro Paolo Masaracchia – è un porco con le persone. Chi minchia glielo ha portato qua con i voti di tutti. Insieme a Berlusconi è andato a finire là e ora si sono dimenticati di tutti. Dalla galera dicono cose tinte di lui e se siamo d’accordo ce lo fottiamo a questo”. È un fiume in piena Masaracchia mentre parla al suo interlocutore di un possibile piano di morte che doveva scattare a Roma, secondo una prima ipotesi, poi in Sicilia, durante una campagna elettorale. “Kennedy ce lo siamo masticato noialtri là in America. Ha fatto le stesse cose di Alfano, perché prima è salito con i voti di Cosa nostra americana e poi gli hanno voltato le spalle. Dobbiamo difenderci anche noi… se c’è l’accordo di tutti”.

Nel corso della conferenza stampa del procuratore capo di Palermo, Lo Voi, tuttavia, la cautela è stata d’obbligo e “parlare di progetto è eccessivo”. Per Lo Voi “parlare di progetto significa utilizzare un termine un po’ troppo avanzato anche perché ci sono riferimenti un po’ troppo complessi, relativi alla possibilità di eseguire un attentato al ministro Alfano nel momento in cui gli fosse stata sottratta ogni forma di protezione, cosa che al momento non sembra prevedibile né imminente. In quest’ambito si inseriscono le critiche al ministro, ritenuto uno dei responsabili dell’inasprimento del 41bis”. Secondo il procuratore capo Lo Voi, “potremmo chiamarlo uno sfogo, c’è chi dice lo facciamo a Roma, c’è chi dice lo facciamo in Sicilia”. “Di questo sfogo – ha detto ancora – bisogna apprezzare il significato: c’è un dato oggettivo, la recriminazione e la protesta nei confronti dell’azione repressiva dello Stato, e la vicinanza di questi soggetti a tutti quanti detenuti al 41 bis. Dal punto di vista soggettivo è importante perché questi soggetti fanno propria una delle proteste della mafia di questi anni”.

Share

Leave a Reply