Obama, Hollande e Cameron lanciano la guerra senza quartiere all’Isis, e premono su Putin. Invio di truppe di terra?

Obama, Hollande e Cameron lanciano la guerra senza quartiere all’Isis, e premono su Putin. Invio di truppe di terra?

A Kuala Lumpur, capitale della Malesia, dove si trova per la missione sul conflitto per il controllo della zona del Mar Cinese meridionale, il presidente Usa Barack Obama è tornato sulla questione terrorismo jihadista, che ha insanguinato l’Europa e l’Africa nei giorni scorsi. Il presidente Obama ha reso noto che parteciperà a Parigi alla Conferenza sul clima Cop21 nonostante gli attentati. E ha lanciato un appello a tutti i leader del mondo di fare altrettanto, per mostrare che il mondo non ha paura dei terroristi. “Non rallenteremo nella lotta contro lo Stato Islamico”, ha detto Obama, “e il mondo non accetterà di considerare come normali gli attacchi contro civili a Parigi e ovunque”.

Obama: “Non abbiamo paura del terrorismo”. Putin deve cedere su Assad

Inoltre, ha proseguito Obama, “lo strumento più potente che abbiamo è di dire che non abbiamo paura”. Per questa ragione, al termine del viaggio durato nove giorni, che lo ha portato dalla Turchia del G20, fino al sud-est asiatico, Obama si è rivolto direttamente a Putin e alla Russia, sostenendo che quest’ultima deve unirsi agli sforzi della coalizione anti-Isis in Siria e in Iraq guidata dagli Usa, “anche perché è stata colpita direttamente con l’abbattimento dell’aereo nel Sinai, nel quale hanno perso la vita 224 persone”. Pertanto, secondo Obama, la Russia deve necessariamente cambiare strategia, e invece di abbattere le postazioni dei ribelli siriani, deve “mollare” l’alleanza col presidente siriano Assad: “fino a quando ci sarà lui al potere non sarà possibile debellare la violenza in Siria”, ha detto ancora Obama. Ed ha concluso che per battere l’Isis “riprenderemo il controllo del terreno in cui questi barbari vivono, sopprimeremo i loro finanziamenti, prenderemo i dirigenti, smantelleremo le reti, le loro linee di comunicazione e li elimineremo”. Martedì prossimo, Barack incontrerà il presidente francese Hollande alla Casa Bianca. Al centro dei colloqui, la nuova strategia comune, decisa in sede di Consiglio di Sicurezza Onu, per la coalizione anti-Isis. Poi, Hollande volerà a Mosca per incontrare Putin, allo scopo di integrare nella stessa strategia la Russia e per chiudere definitivamente la controversia sul ruolo del presidente siriano Assad.

La benedizione di Ban-ki-moon e dell’Onu

Sempre a Kuala Lumpur, in Malesia, il segretario generale delle Nazioni Unite ha sostanzialmente “benedetto” il nuovo corso bellico inaugurato dal voto unanime del Consiglio di Sicurezza alla Risoluzione presentata dalla Francia. “Russia e Stati Uniti devono cooperare per sradicare il terrorismo”, ha detto il segretario generale dell’Onu, “tutti questi terroristi e la loro ideologia estremista devono essere sconfitti in nome dell’umanità”. Ed ha concluso che “a questo proposito dobbiamo essere uniti. Dobbiamo dimostrare la solidarietà globale per dirigerla contro il nemico comune dell’Isis, di tutti i gruppi estremisti e terroristi”.

I francesi intensificano la strategia militare in Siria

Intanto, sul piano più specificamente militare, il ministro francese della Difesa Le Drian rende noto che la portaerei Charles De Gaulle sarà operativa fin da lunedì 23 novembre “e pronta ad agire”. Le Drian ha poi aggiunto: “dobbiamo eliminare lo Stato Islamico in tutto il mondo. È l’unica direzione possibile. Chiunque voglia partecipare sul piano militare è benvenuto”. Il ministro Le Drian, dunque, conferma l’orientamento di Hollande, di una guerra aperta contro lo Stato Islamico, per ora condotta con centinaia di raid aerei soprattutto a Raqqa, capitale siriana dell’Isis, col rafforzamento delle misure di sicurezza interna e dei servizi di intelligence, con possibili sviluppi di un intervento delle truppe di terra.

Cameron, premier GB: un piano in sette punti per l’intervento britannico

A sua volta, il premier britannico David Cameron, secondo quanto riferisce la stampa inglese domenica 22 novembre, starebbe preparando un piano di intervento in sette punti da sottoporre al voto del Parlamento. Dalle indiscrezioni trapelate, sembra che Cameron dovrebbe dare il via libera formale per la partecipazione ai raid aerei in Siria e in Iraq, ma che avrebbe lasciato un’apertura per una eventuale missione dei corpi armati di terra. La reazione dei laburisti di Corbyn non si è fatta attendere. Il leader laburista ha già fatto sapere a Cameron che non voterà mai un piano che includa un intervento militare delle truppe di terra, che egli considera un rischio troppo grande e da evitare. In ogni caso, Corbyn ha reso noto che ascolterà le proposte formali di Cameron in Parlamento.

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