Migranti con la Fiom: “Siamo venuti dalle guerre e vogliamo la pace”. Landini: “I terroristi non riusciranno a rinchiuderci in casa, né ora né mai”

Migranti con la Fiom: “Siamo venuti dalle guerre e vogliamo la pace”. Landini: “I terroristi non riusciranno a rinchiuderci in casa, né ora né mai”

Subito dopo lo striscione che apre il grande corteo dei metalmeccanici. “Contro le guerre io non ho paura”, dietro al quale con Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, insieme ci sono lavoratori, dirigenti del sindacato, ne arriva uno portato da migranti, profughi, un folto gruppo di  persone con colore  della pelle diverso dal nostro. C’è scritto: “Siamo venuti dalle guerre e vogliamo la  pace”. È la solidarietà del mondo del lavoro, qualsiasi sia il luogo dove sei nato, dove ti trovi ora, un filo rosso che è storia vissuta dal movimento operaio, la nascita della coscienza di classe, che supera barriere, fili spinati, confini, abbatte frontiere. Non dimentica. Nel corteo spicca un gigantesco lenzuolo, 3x 5 metri, con scritto “Il valore del lavoro, il rispetto degli accordi”. Spiega Cesare Pizzolla, segretario generale della Fiom Cgil modenese: “Questo striscione è da vent’anni che lo portiamo in piazza, ma è sempre attuale”.

Storie raccapriccianti raccontate dai profughi. Le donne le prime vittime. I barconi della morte

Il corteo e poi dal palco, ti racconta storie di migranti, profughi, raccapriccianti. Le donne sono le prime vittime. Barconi che affondano, bambini che non vedrai mai più inghiottiti dal mare, violenze di ogni genere,giorni, mesi, anni a volte, camminando nel deserto. È un corteo profondamente diverso da quelli che siamo abituati a vedere nelle strade della nostra città, Roma in particolare, capitale di lotte popolari, operaie, democratiche. Negli striscioni e nei manifesti si esercita spesso la fantasia popolare, l’ironia. Ma questa volta no. Si è parlato in questi giorni di paura a partecipare ad una manifestazione dopo la tragedia di Parigi, il massacro compiuto dai terroristi, le minacce che i criminali targati Isis fanno circolare utilizzando internet. Non abbiamo avvertito questa paura nei tanti che sono scesi in piazza arrivando da tutta Italia. C’era tanta preoccupazione, ma anche tanta determinazione a combattere il terrorismo scendendo in piazza, a volto scoperto. Dando un avvertimento chiaro: la battaglia contro il terrorismo, il richiamo all’unità del paese non può significare che i problemi per i quali ci battiamo, il lavoro, i diritti, l’uguaglianza, i contratti vengono chiusi in un cassetto e non se ne parla più. La buona politica e la lotta contro i terroristi che mettono in discussione libertà e democrazia vanno di pari passo.

Isabelle Eraux (Cgt). In Francia un attentato ogni 15 giorni. Ma la guerra non risolve niente

Dal palco, dove con Landini c’erano Camusso e Martini, segretario generale e segretario confederale della Cgil, insieme a giovani, migranti, delegati, esponenti di associazioni che hanno rinunciato all’intervento a causa della pioggia sempre più battente, la delegata della Cgt francese, Isabelle Eraux, saluta la piazza: “Tutta la Cgt e il popolo francese – dice – sono scioccati per questo attacco di morte. Molti di noi hanno perso cari, amici e compagni di lotta. Questi attentati perpetrati in luoghi di cultura e di vita attaccano tutte le religioni, le origini, e le nazionalità. Di anno in anno viviamo con un attentato ogni 15 giorni. Nessuna scusa. Nessuna giustificazione all’assassinio. La guerra non risolve niente. Al contrario, impoverisce ancora di più le popolazioni e questo è il terreno nel quale si sviluppa il terrorismo ”. E poi pone un problema fino ad oggi tenuto quasi nascosto dai media e dai governi: la vendita di armi a paesi dove il terrorismo è di casa. Anche Landini ne ha parlato in un intervento molto forte. Già, forse è “forte” la parola che meglio definisce la manifestazione, la “forza del coraggio civile” che ha spinto migliaia di persone, si parla di circa ventimila a “non rimanere a casa”, come sottolinea il segretario generale della Fiom Cgil. Ricordata Valeria Solesin, un omaggio commosso alla sua memoria, “anche nel suo nome – dice – siamo scesi in piazza. Essere qui oggi è stata una grande prova di coraggio civile.

Basterebbe smetterla di vendere armi all’Isis e di comprargli il petrolio

Se l’idea dei terroristi era di chiuderci in casa, sappiano che non ci riusciranno, né oggi né domani né mai. La risposta al terrorismo non è la guerra, ma la pace, la democrazia e l’estensione dei diritti, ed è in nome di questi valori che siamo qui oggi”. Il segretario generale Fiom ha poi  affermato che se davvero si volesse combattere l’Isis “basterebbe smetterla di vendergli armi e di comprargli il petrolio, smetterla con tutti questi doppi giochi”. Occorre “dire no a ogni forma di razzismo, combattendo questa cavolata pazzesca che i migranti sarebbero uguali ai terroristi. E poi – ha proseguito – bisogna cancellare la legge Bossi-Fini, la tassa assurda sul permesso di soggiorno e dare il diritto di voto”. Ha dato un annuncio accolto con un grande applauso.

La Cgil metterà a punto una proposta di nuovo statuto delle lavoratrici e dei lavoratorifoto di Marco Merlini

“Entro dicembre – ha detto – la Cgil metterà a punto una proposta di nuovo Statuto delle lavoratrici e lavoratori, compreso il lavoro autonomo, che andrà nella direzione dell’estensione dei diritti e del superamento della competizione tra lavoratori”. La proposta  sarà “sottoposta in gennaio-febbraio all’approvazione o meno dei cinque milioni e mezzo di iscritti alla Confederazione. In quell’occasione decideremo anche se lanciare un referendum abrogativo sul Jobs Act e su tutte le leggi sbagliate fatte da questo governo”.

Leggi sbagliate a partire da quella sulla stabilità. “In questi giorni, nel silenzio più totale, il governo ha messo al Senato la fiducia sulla Legge di stabilità. Una legge sbagliata, che non serve al paese, non crea lavoro, non mette in discussione i vincoli europei, non combatte l’evasione e la corruzione”.

I soldi vanno presi dove sono, con una tassa sui grandi patrimoni

“Questo – ha proseguito – non sarebbe il momento di tagliare la spesa pubblica, bensì di fare investimenti. Andando a prendere i soldi dove sono, introducendo quindi una tassa sui grandi patrimoni”. Il governo, invece, opera “tagli per più di 20 miliardi in tre anni, colpisce la sanità con una violenza senza precedenti, taglia perfino i patronati e le risorse per i rinnovi dei contratti nazionali. Una Legge di stabilità, insomma, che non ci farà uscire dalla crisi, ma aumenterà la disuguaglianza”. La Fiom e la Cgil, allora, avranno molto da fare nei prossimi mesi. “Dobbiamo rimettere al centro – dice Landini – il tema delle pensioni, ridiscutendo la follia realizzata dal governo Monti”, ossia la riforma Fornero, una legge “inaccettabile e sbagliata”. È necessario “ridurre l’età pensionabile e reintrodurre le pensioni d’anzianità, a partire dai lavori più pesanti, perché non tutti i lavori sono uguali ma dipendono dalla fatica che si fa”. Ancora: “Il sistema puramente contributivo non sta in piedi, non esiste in alcun paese europeo. Se vogliamo creare posti di lavoro, occorre mandare in pensione le persone e dare spazio ai giovani. È necessario, allora, assieme a Cgil, Cisl e Uil riconoscere gli errori fatti e, su questo tema, aprire una mobilitazione nel paese”.

La democrazia e la libertà si difendono praticandole

Conclude mentre la pioggia cade sempre più forte, affrontando il problema della contrattazione: “Siamo qui a Roma per il rinnovo del contratto nazionale, non è un problema soltanto nostro, ma di tutti i sei milioni di lavoratori senza contratto. Governo e Confindustria vogliono mettere in discussione l’esistenza del contratto collettivo nazionale, a questo i metalmeccanici hanno risposto riconquistando il tavolo della trattativa e approvando, con il 94% dei sì la nostra piattaforma per il rinnovo”.  Conclude tornando al tema del terrorismo e della paura. Ricorda che “nel nostro paese il movimento dei lavoratori e il movimento operaio hanno combattuto e sconfitto il terrorismo. Quando tu accetti la riduzione degli spazi di democrazia in realtà stai facendo il gioco di quelli che vorrebbero far diventare tutto questo una guerra di civiltà”. “La democrazia e la libertà – conclude – si difendono praticandole. Capisco la paura per quello che stiamo vivendo  ma la paura va superata insieme”.

In piazza Sinistra italiana-Sel. Fassina: no al terrorismo, no alla guerra, sì alla convivenza pacifica

Una giornata intensa che si conclude non a piazza del Popolo ma ai Santi Apostoli dove la delegazione della Cgil con Camusso e Landini ha partecipato alla manifestazione nazionale promossa dalle Comunità islamiche. Intensa anche per le forze politiche, o meglio per un nuovo gruppo parlamentare che muove i primi passi, Sinistra italiana–Sel. In piazza c’è un’ampia delegazione composta da Arturo Scotto, Stefano Fassina, Alfredo D’Attorre, Giorgio Airaudo, Monica Gregori, Filiberto Zaratti, Giovanni Barozzino, Massimo Cervellini e Peppe De Cristofaro. Parlando con i giornalisti Fassina, da poco uscito dal Pd, afferma: “Quella di oggi è una manifestazione importante per dire no al terrorismo, no alla guerra, si alla convivenza pacifica. Una manifestazione che chiede di cambiare una legge di Stabilità iniqua, una manovra elettorale che non dà risposte. L’Italia per uscire dalla crisi – prosegue Fassina – ha  bisogno di rilanciare gli investimenti e creare occupazione. Una manifestazione che chiede anche il contratto. Questi lavoratori e lavoratrici hanno bisogno di un contratto che riconosca il valore del lavoro e consenta all’Italia di ripartire”.

 

 

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