Metalmeccanici. Parte in salita il tavolo per rinnovare il contratto. Le aziende: inflazione bassa, restituite 75 euro. I sindacati: “Irricevibile”

Metalmeccanici. Parte in salita il tavolo per rinnovare il contratto. Le aziende: inflazione bassa, restituite 75 euro. I sindacati: “Irricevibile”

Il tavolo unitario per il rinnovo del contratto di lavoro dei metalmeccanici c’è. Ed è già un risultato perché sono seduti insieme i tre sindacati, Fiom, Fim, Uilm, fra i quali non intercorrono buoni  rapporti. E non era detto che Federmeccanica, stante le dichiarazioni di Confindustria, accettasse di discutere il contratto nazionale 2016-2018 che riguarda 1,6 milioni di lavoratori. Squinzi, seguendo le orme di Marchionne,  malgrado l’ad di Fca sia da tempo uscito da Confindustria, non intendeva infatti aprire alcunché prima che fosse definito il quadro della contrattazione, o meglio la eliminazione di fatto dei contratti nazionali. C’è chi dice che lo stesso Renzi Matteo gli avesse consigliato di prendere tempo in attesa che due “esperti” come Ichino (Pd) e Sacconi (Ncd), predisponessero un decreto legge con procedura di urgenza sui contenuti dei contratti, tutti aziendali o ancor meglio personali, insieme alle regole per la rappresentanza sindacale. Poi, il presidente di  Confindustria ci ha ripensato, visto che non era andata troppo bene proprio a Marchionne con i lavoratori americani, che prima avevano bocciato l’accordo proposto dall’ad Fca e poi avevano fatto marcia indietro. Non solo, importanti categorie, vedi i chimici, si erano seduti al tavolo di trattativa ed avevano concluso con un accordo importante.

Federmeccanica: sui salari niente contrattazione nazionale

Così ha preso il via proprio nella sede di Confindustria il tavolo unitario i cui lavori proseguiranno venerdì 4 dicembre. Come era avvenuto per i chimici, come aperitivo, ha chiesto la restituzione di 75 euro, quale differenza tra l’inflazione programmata e quella reale prevista nell’ultimo contratto. Per le imprese, questa somma corrisponde allo scostamento tra l’inflazione prevista al 5,9% nel triennio 2013-15 e l’indice dei prezzi al consumo reale che si è fermato al 2,2%. Per i chimici poi non se ne era fatto niente. I  dirigenti sindacali di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil hanno subito espresso un giudizio negativo. All’unanimità hanno rinviato al mittente la richiesta “irricevibile” . Le aziende hanno chiesto inoltre la definizione di minimi salariali di garanzia. Lo ha spiegato il presidente di Federmeccanica, Fabio Storchi, riportato dalle agenzie di stampa: “Il rinnovo deve prevedere i minimi salariali di garanzia e non più aumenti di salario a pioggia. Chi è sotto i minimi si adegua in alto, chi è sopra non avrà nulla”. È una delle idee, che girano fra gli “esperti” economici di Palazzo Chigi in attesa di ufficializzarla agli “esperti”, sempre i soliti dei partiti di maggioranza.

Landini (Fiom), Bentivogli (Fim), Palombella (Uilm) la pensano così

Dicono i dirigenti sindacali che si aspettavano queste  “schermaglie” e sottolineano “l’importanza dell’avvio del tavolo unitario”. “Per noi – dice Maurizio Landini, segretario generale di Fiom Cgil – il punto fondamentale è quello che riguarda la rappresentanza, valorizzando il confronto e il punto di vista dei lavoratori”. Sul salario minimo di garanzia, aggiunge, “se questo ci permette di mantenere due livelli di contrattazione, nazionale e aziendale, va bene. Se questo significa nessun aumento a livello nazionale demandando esclusivamente alla contrattazione aziendale, allora non va bene. Federmeccanica – prosegue – di fatto intende ridurre ad uno i livelli del contratto nazionale. Non condividiamo l’idea. Secondo noi i livelli devono restare due e autonomi, con la possibilità di aumentare anche quelli minimi. Il problema di fondo è: aumenta o non aumenta il salario minimo per i lavoratori?”. Salario minimo – inoltre – che “deve essere esteso a tutti i lavoratori, dai cococo alle partite Iva”.

È “una partenza in salita” per il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli. “La Fim non considera ‘innovativa’ la restituzione degli aumenti salariali che abbiamo contrattato –  dice  all’Ansa -. Bisogna rinnovare presto il contratto, con grandi disponibilità e incontri serrati entro l’ anno”.  Di un “avvio positivo” parla Rocco Palombella, segretario generale della Uilm: “Ci sono le premesse per avviare un confronto serrato”. Sulla richiesta di restituire 75 euro “chiedere è legittimo, ma poi arriverà la trattativa vera”.

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