Marino: “A Roma sospensione della democrazia. Mi sento come un chirurgo portato fuori dalla sala operatoria nel momento più critico”

Marino: “A Roma sospensione della democrazia. Mi sento come un chirurgo portato fuori dalla sala operatoria nel momento più critico”

Torna a parlare l’ex Sindaco di Roma, Ignazio Marino, e lo fa togliendosi più di qualche sassolino dalle scarpe. L’occasione in dibattito nel circolo del Partito Democratico a San Basilio, un quartiere semi-periferico della Capitale. “A Roma abbiamo determinato una sospensione della democrazia. Nel Partito democratico abbiamo un commissario, al Comune abbiamo un altro commissario che divide con un prefetto la responsabilità di guidare la città in un momento importante e delicato per Roma come il Giubileo e poi abbiamo i sub-commissari che governano i Municipi. Per me non c’è altra definizione per questo che sospensione della democrazia. Inoltre c’è un dibattito se giusto o meno far tenere le elezioni a Roma nel 2016. Quale ulteriore sospensione della democrazia dobbiamo cercare?”, ha aggiunto l’ex primo cittadino. Poi l’affondo: “Mi sento in questo momento come nel momento in cui un chirurgo ha superato il momento più critico in sala operatoria e sa che se continuerà salverà quel paziente. Ma se quel chirurgo nel momento in cui sta mettendo i punti lo porto fuori dalla sala operatoria, cosa accadrà a quello sfortunato paziente? Le cose non andranno bene”. Poi quasi ad incoraggiare i militanti del partito che lo ha tradito cerca di sfuggire alle polemiche che inevitabilmente arriveranno dopo il suo intervento e si mette a disposizione: “Sono molto contento di essere qui con il Partito democratico per un confronto pubblico che penso sia importante fare. Sono qui da nativo Pd e andrò in tutti i luoghi. Io ho solo avuto la tessera del Pd quindi sento il dovere di lavorare per salvare il Pd, in particolare romano, dal suo suicidio. Io lo voglio salvare. Grazie a iniziative come questa noi potremo risollevare il Pd e salvarlo dal suicidio: né io né gli analisti abbiamo la certezza di una vittoria del Pd alle prossime elezioni e un motivo ci sarà”. Marino, nel corso del suo intervento, non ha poi risparmiato una stilettata ad una suo illustre predecessore: “Spesso i suicidi avvengono al buio e nelle stanze chiuse, così come si scelse nel 2008 la candidatura di Francesco Rutelli che riuscì addirittura a perdere contro Gianni Alemanno. Il solo gruppo dirigente che si allontana dalla città e sceglie il suo candidato in solitudine è un fatto molto grave che consegnò Roma a un gruppo di persone che festeggiò la vittoria facendo il saluto romano in Campidoglio”. La serata si è conclusa con applausi, selfie, strette di mano ed al grido di “Grande sindaco”, “Sei il nostro sindaco e scusaci a nome di chi non ti ha capito” e “Candidati da solo, noi ti votiamo”. E se così sarà, Renzi avrà più di qualche cosa da rivedere…

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