Minacce della mafia al giudice Di Matteo. Tante le adesioni alla manifestazione di solidarietà e sostegno programmata sabato a Roma

Minacce della mafia al giudice Di Matteo. Tante le adesioni alla manifestazione di solidarietà e sostegno programmata sabato a Roma

“Rompiamo il silenzio”. E’ questo il titolo della manifestazione organizzata da Salvatore Borsellino, le Agende Rosse e Scorta Civica Palermo a sostegno del sostituto procuratore di Palermo Antonino Di Matteo, magistrato che indaga sulla trattativa Stato-mafia assieme al procuratore aggiunto Vittorio Teresi e i pm Roberto Tartaglia e Francesco Del Bene, su cui pende la condanna a morte da parte del capo dei capi di Cosa nostra. L’iniziativa si terrà si terrà a Roma, sabato prossimo. Tante le adesioni da parte di intellettuali, giornalisti, artisti, rappresentanti della società civile e rappresentanti delle istituzioni, tra cui don Luigi Ciotti, Gino Strada, Rita Borsellino, Marco Travaglio, Saverio Lodato, Claudio Fava, Michele Santoro e Dario Fo e tra queste anche quella del nostro giornale. Durante la manifestazione verrà letta dal palco di Piazza Sant’Apostoli la lettera che il presidente del Senato Pietro Grasso ha consegnato al fratello del giudice ucciso insieme agli agenti della scorta in via d’Amelio. L’appuntamento è alle ore 10 a Largo Ricci (fine Via Cavour) da dove partirà un corteo pacifico che terminerà a Piazza Sant’Apostoli. Tra le centinaia di adesioni anche quella del segretario generale della Fiom Cgil, Landini: “ Non potendo essere fisicamente presente per motivi di lavoro, voglio comunque esprimere la mia partecipazione e la vicinanza alla manifestazione indetta per sabato 14 novembre a Roma in solidarietà con il magistrato Nino Di Matteo minacciato dalla malavita organizzata per il suo impegno nella ricerca della verità sulle stragi e le trame mafiose. E’ importante che la società civile e le organizzazioni di rappresentanza sociale prendano la parola facendo sentire la propria voce per isolare e sconfiggere chi mette a rischio la legalità del paese e per chiedere un forte e chiaro impegno in questo senso alle istituzioni della Repubblica. Per le lavoratrici e i lavoratori la lotta alle mafie rappresenta un terreno d’impegno e di lotta essenziale e prioritario, ancor più importante nel momento in cui la criminalità organizzata controlla ormai una parte sempre più rilevante dell’economia italiana, in particolare il delicatissimo ciclo di appalti e sub-appalti dentro cui il malaffare si nutre anche della violazione dei diritti fondamentali del lavoro. In questo senso l’impegno per la legalità e quello per migliorare le condizioni di vita delle lavoratrici e dei lavoratori sono la stessa cosa”.

 

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