Mafia in bolletta, per far cassa moltiplicate le rapine

Mafia in bolletta, per far cassa moltiplicate le rapine

La mafia è in bolletta e sarebbe costretta, per dare ossigeno ai suoi affiliati liberi o nelle patrie galere, ad organizzare rapine per autofinanziarsi. E in queste ore i Carabinieri del Ros, insieme alle aliquote locali della Sicilia, hanno assestato un nuovo colpo agli affari della rete criminale di Matteo Messina Denaro (nella foto una ricostruzione della sua fisionomia fatta dalla Polizia). I carabinieri del Ros e del comando provinciale di Trapani hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa su richiesta della Procura distrettuale antimafia di Palermo, nei confronti di quattro esponenti di Cosa nostra, indagati per rapina e ricettazione aggravate dalle finalità mafiose. L’operazione, denominata ‘Eden 2’, si inserisce, spiegano gli investigatori, “nel quadro della complessiva manovra finalizzata alla cattura di Matteo Messina Denaro” e al “progressivo depotenziamento dei circuiti criminali ed economici della cosca”. In particolare, le indagini hanno ricondotto agli interessi del clan di Castelvetrano, cuore del potere del superlatitante, l’assalto del novembre 2013 a Campobello di Mazara, ai danni di una società di trasporti, documentando un accordo tra i principali segmenti di Cosa nostra per la gestione di progetti criminali comuni.

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