Sciopero del commercio, boom di adesioni in tutto il Paese. Molti punti vendita costretti alla chiusura

Sciopero del commercio, boom di adesioni in tutto il Paese. Molti punti vendita costretti alla chiusura

“È stato un successo. Abbiamo registrato un’adesione senza precedenti, una vera e propria invasione davanti ai punti vendita, per le piazze e sui social network con lo slogan #FuoriTutti, con diversi punti vendita costretti alla chiusura”. Così la Filcams Cgil commenta lo sciopero del 7 novembre che ha visto una grande partecipazione nelle aziende aderenti a Federdistribuzione, Distribuzione Cooperativa e Confesercenti. Nelle Coop del Bolognese, informa la Filcams locale in una nota, le adesioni hanno raggiunto medie tra l’80 e il 90%. “La massiccia adesione e partecipazione dimostra quanto ormai il vaso è colmo. I lavoratori sono pronti a dire basta alle continue richieste delle parti datoriali che stanno peggiorando le condizioni di lavoro”. afferma il segretario generale della categoria, Maria Grazia Gabrielli, che esprime soddisfazione rispetto al sostegno convinto da parte degli addetti del settore: “I tavoli di trattativa sono in stallo e il mancato rinnovo dei contratti nazionali hanno forti ricadute sul settore. Essere senza contratto vuol dire lavorare senza diritti, senza i giusti aumenti contrattuali, con continue richieste di maggiore flessibilità, turni sempre più difficili da sopportare e da gestire”. “Se non cambia il presente, il futuro non sarà un granché”; “Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso”; “sotto costo sui prodotti, non sui lavoratori”. Sono alcune frasi degli striscioni esposti oggi da Nord a Sud. I sindacati sono pronti a un confronto equilibrato che tenga conto delle esigenze di mantenimento di produttività delle aziende, ma che non faccia gravare tutto sulle spalle dei lavoratori: “Se le aperture affermate in questi giorni dalle controparti fossero confermate, siamo pronti al dialogo  – conclude Gabrielli – cosi come siamo già pronti a continuare la mobilitazione, perché i diritti dei lavoratori vengono prima di tutto”

da rassegna.it

Share

Leave a Reply