Gli studenti replicano indignati alle proposte di Renzi sul bonus ai 18enni e ai 50 milioni per il diritto allo studio

Gli studenti replicano indignati alle proposte di Renzi sul bonus ai 18enni e ai 50 milioni per il diritto allo studio

Mentre proseguono i peana dei parlamentari Pd agli annunci di Renzi sul bonus ai 18enni, sui presunti 50 milioni per il diritto allo studio, e l’utilizzo del 2 per mille per i contributi alle associazioni culturali, gli studenti medi e universitari dell’Udu e della Rete della conoscenza esprimono le loro vibranti critiche. Infatti, dopo l’esultanza fuori luogo di Dario Franceschini, ministro della Cultura, è la volta della signora Nardella, presidente della Commissione Cultura della Camera, a divulgare una lunga nota in cui si sostengono, senza se e senza ma, le corbellerie renziane. Il solo ministro Padoan ha invitato il suo premier e il partito del quale è segretario a usare maggiore cautela, perché forse non esistono coperture finanziarie al momento, in attesa che la UE dia l’eventuale via libera all’intesa sullo sforamento del patto di stabilità.

La verità è che la mossa di Renzi, ancora una volta, si dimostra divisiva, parziale, e strumentale, come denunciano gli studenti. “È solo campagna elettorale” scrivono l’Unione degli Universitari e la Rete degli Studenti Medi in un comunicato. “È inaccettabile – afferma Jacopo Dionisio, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari – dover sempre rincorrere uscite estemporanee di Renzi”. Quella di ieri ai Musei capitolini,prosegue, “è l’ennesima dichiarazione spot del premier, della quale non si conoscono i contenuti reali, ma con cui si lanciano messaggi mediatici che assomigliano troppo a trovate elettorali più che ad un intervento credibile. Quella che lui chiama ‘legge di umanità’ a noi sembra la più becera delle campagne elettorali: non è questo il modo di investire sul futuro dei giovani, sulla loro formazione, sulla loro cultura.”

A sua volta, Alberto Irone, portavoce nazionale della Rete degli studenti medi afferma: ”Oltre a questo nuovo annuncio-spot”, il Senato “ha approvato un emendamento all’interno della legge di stabilità che, ancora una volta, mette in discussione il ruolo della scuola pubblica e contraddice le precedenti dichiarazioni del governo. Ripetiamo da anni che continuare a finanziare le scuole paritarie evidenzia un abbandono ed un disinvestimento politico nel sistema di istruzione pubblico”. “Non si tratta – continua Irone – di portare avanti muri ideologici, come afferma il sottosegretario Toccafondi, ma di valorizzare e mettere nella posizione di adempiere al ruolo che la scuola pubblica italiana ha, come viene garantito dalla Costituzione. Non accettiamo l’incremento del finanziamento di quasi 25 milioni di euro annui, è necessario tornare a finanziare le scuole pubbliche”.

Il bonus dei 500 euro ha davvero fatto indignare gli studenti: ”Dare un bonus di 500 euro ai giovani, dando solo indicazioni molto vaghe su come questi possono essere spesi, non è cultura: i giovani hanno bisogno di fondi strutturali per poter usufruire di servizi, non di regali una tantum – aggiungono Dionisio e Irone – Parlare di 50 milioni investiti nel diritto alla studio come di soluzione al problema degli idonei non beneficiari, quando ne servirebbero 200, va oltre ogni decenza”. “Con queste misure annunciate si sposteranno teoricamente 2 miliardi di euro di una finanziaria che sembrava intoccabile, destinarne solo 50 milioni alle borse di studio, senza programmazione né cognizione del fabbisogno reale, ha il sapore di una beffa – concludono – L’unica cosa che condividiamo delle dichiarazioni del presidente del consiglio è che alla violenza e al terrore si risponde solo con la cultura: peccato che le sue dichiarazioni dimostrino proprio come il governo italiano non solo non sia disposto ad investirci realmente, ma anzi la utilizzi come strumento per ricevere consenso, strumentalizzando ogni vicenda possibile”.

 

 

 

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