G20. Obama non vuole truppe di terra, Putin accusa i finanziatori dell’Isis. A Parigi Hollande cambia la Costituzione

G20. Obama non vuole truppe di terra, Putin accusa i finanziatori dell’Isis. A Parigi Hollande cambia la Costituzione

Quasi al termine del vertice dei G20 ad Antalya, lunedì, in Turchia, il presidente Usa, Barack Obama, ha annunciato una clamorosa conferma nelle operazioni militari contro lo Stato islamico. Nonostante gli attacchi di Parigi, ha detto Obama in conferenza stampa, sostenere che bisogna portare truppe di terra Usa per combattere gli islamisti dell’Isis “sarebbe un errore”. La coalizione guidata dagli Usa che sta combattendo con raid aerei contro l’Isis in Iraq e in Siria deve raddoppiare gli sforzi per concretizzare l’attuale strategia piuttosto che muoversi verso una nuova direzione.

Obama: “intensificare gli attacchi aerei, ma niente truppe di terra”

“Vi sarà una intensificazione della strategia che possiamo avanzare, ma la strategia che avanziamo è la strategia che alla fine sarà operativa”, ha detto Obama ai giornalisti, “ma richiederà del tempo”. Il presidente ha poi aggiunto: “questa non è solo la mia opinione, ma è l’opinione dei miei consiglieri civili e militari più stretti, per i quali la strategia dell’attacco di terra è un errore”. Obama ha sostenuto che gli attacchi coordinati che hanno ucciso 129 persone a Parigi venerdì sono stati un inciampo nella lotta contro lo Stato islamico, ma ha insistito sul fatto che la coalizione stava facendo progressi nel tentativo di far crollare le milizie islamiste. I servizi di intelligence Usa, ha detto Obama, erano consapevoli di un attacco potenziale contro l’Occidente da parte di militanti dell’Isis da quasi un anno, ma non hanno avuto prove di minacce specifiche a proposito di un attacco contro Parigi. “Non vi sono state menzioni specifiche di questo attacco che avrebbero dovuto darci il senso di qualcosa per cui andavano informate le autorità francesi, ad esempio, o che avrebbero costretto ad agire noi stessi”.

Putin: “sappiamo chi finanzia il terrore, almeno 40 businessmen occidentali”

Da parte sua, il presidente russo Putin, sempre a margine del vertice dei G20 ad Antalya, ha rivelato che la Russia ha presentato dei casi di finanziamento terroristico da parte di businessmen provenienti da 40 Stati, compresi membri del G20. Putin ha poi detto ai giornalisti: “Ho fornito casi relativi ai nostri dati sul finanziamento dello Stato Islamico da parte di singole persone di varie nazioni. I finanziamenti arrivano da 40 Stati, compresi da cittadini membri dei Paesi del G20”. Putin ha anche spiegato come la guerra al terrorismo sia stata un topic chiave del summit, “questo tema – ha sottolineato – è stato cruciale. Specialmente dopo la tragedia di Parigi abbiamo tutti compreso che i mezzi di finanziamento del terrorismo dovrebbero essere tagliati”. In sostanza, il presidente russo ha confermato che il vertice di Antalya si è concentrato quasi esclusivamente sul tema del terrorismo internazionale innescato dai fatti di Parigi, sul ruolo e sulla presenza in Siria di forze straniere e del presidente Assad, e della divisione in corso tra i Paesi sulla strategia unitaria da intraprendere.

Hollande all’Assemblea Nazionale: “modificheremo la Costituzione ed estenderemo per tre mesi lo stato di emergenza”

Intanto, il presidente francese Hollande parlava all’Assemblea Nazionale. È stato un discorso forte, in cui l’inquilino dell’Eliseo ha ribadito senza mezzi termini: “La Francia è in guerra. Gli atti di venerdì sera sono atti di guerra. Hanno causato almeno 129 morti e numerosi feriti: costituiscono un’aggressione contro la nostra Repubblica, i nostri valori, la sua gioventù”. Un discorso in cui il presidente ha sottolineato la necessità di “far evolvere” la Costituzione per “agire contro il terrorismo di guerra”. Il presidente ha menzionato i raid effettuati dai caccia francesi su Raqqa, roccaforte dell’Isis, affermando che il Paese non è impegnato in una guerra di civiltà, perché i terroristi non rappresentano alcuna civiltà. Congratulandosi con l’aeronautica per le operazioni effettuate la scorsa notte, ha annunciato che la Francia intensificherà le sue operazioni in Siria: “Nelle operazioni non ci sarà tregua. Non dobbiamo contenere l’Isis ma lo dobbiamo distruggere”. Il presidente francese chiederà inoltre all’Onu una risoluzione contro il terrorismo perché occorre “un’unica e grande coalizione che intervenga in Siria”. “Nei prossimi giorni – aggiunge – incontrerò il presidente americano Barack Obama e quello russo Vladimir Putin per unire le nostre forze contro l’Isis”. Sul fronte interno, invece, Hollande annuncia misure straordinarie, come l’estensione dello stato di emergenza per altri tre mesi perché “in guerra non valgono le regole di pace” e la proroga dei poteri straordinari del presidente, che verrà analizzata mercoledì dal Parlamento: da qui l’esigenza modificare la Costituzione. Tra le altre misure, espulsioni più facili per i sospettati e la possibilità di revocare la cittadinanza ai condannati per terrorismo, nonché nuovi mezzi per polizia e magistratura. Per quanto concerne l’Unione Europea, invece, il presidente francese invoca un rafforzamento dei controlli sulle frontiere esterne dell’Europa e un accordo tra le compagnie aeree per un registro unico dei nomi dei passeggeri. Infine rassicura: “Mai i barbari ci impediranno di vivere come abbiamo deciso, di vivere pienamente”. Per questo, annuncia, “le elezioni regionali si terranno, come la conferenza internazionale sul clima. Noi dobbiamo continuare a lavorare, a uscire, a vivere, a influenzare il mondo”.

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