Fiom. Le tute blu tornano in piazza con “Unions” per cambiare la legge di stabilità e il rinnovo del contratto. Il 21 manifestazione nazionale a Roma

Fiom. Le tute blu tornano in piazza con “Unions” per cambiare la legge di stabilità e il rinnovo del contratto. Il 21 manifestazione nazionale a Roma

Torna “Unions”. Tornano le tute blu a manifestare il 21 di novembre nelle vie di Roma, comizio a Piazza del Popolo “Per giuste cause”, lavoro – diritto al reddito – contratto nazionale – abbassamento dell’età pensionabile – fisco equo – diritto alla salute – affermare la costituzione – diritto alla scuola pubblica. Per queste “giuste cause” una straordinaria mobilitazione della Fiom per fare della manifestazione una grande giornata di lotta con la partecipazione della Cgil.

Una settimana dopo manifestano i lavoratori dei servizi pubblici

Una settimana dopo scenderanno in piazza, sempre a Roma, arrivando da ogni parte d’Italia i lavoratori dei servizi pubblici da sei anni senza rinnovo del contratto. È per iniziativa di Cgil, Cisl, Uil insieme a una ventina di sigle sindacali. La legge di stabilità da cambiare profondamente, insieme al rinnovo dei contratti sono gli obiettivi di fondo delle iniziative che si stanno svolgendo a livello dei territori in preparazione della manifestazione nazionale. Sono milioni di lavoratori di un paese reale che Renzi Matteo vuole ignorare, raccontando che ormai siamo usciti dalla crisi e si vola verso la felicità. Uno slogan sciocco, questo della felicità, che il clan renziano non perde occasione di rilanciare contro i “gufi”, chiunque non la pensi come l’uomo solo al comando. Neppure i più grandi filosofi, a partire da quelli dell’antica Grecia, sono riusciti a definire cosa sia la felicità tanto si tratta di un fatto individuale. I governi, le istituzioni democratiche come dice la nostra Costituzione devono assicurare un tenore di vita dignitoso. Già, un tenore di vita dignitoso, che significa lavoro e diritti, per questo tornano in piazza i lavoratori. Maurizio Landini, segretario generale della Fiom insieme a Martina Carpani, studentessa della Rete della conoscenza, in prima fila nella lotta contro la “buona scuola”, questo lo slogan renziano, una riforma invece contestata da tutte le organizzazioni e ad Alessandro Splendori un lavoratore autonomo (Officine zero) hanno illustrato in conferenza stampa gli obiettivi della manifestazione.

Landini . “Un’operazione totalmente sindacale con il sostegno e la partecipazione di Cgil”

Landini ha anticipato gli attacchi del premier che con il coro dei media, accuserà il segretario generale della Fiom di fare politica, di puntare a far cadere il governo, gufo fra i gufi. Landini sintetizza: al governo chiediamo di cambiare radicalmente la legge di stabilità, a Federmeccanica chiediamo il contratto nazionale di lavoro dei metalmeccanici. Poi precisa per quanto riguarda la manifestazione: “E’ un’operazione totalmente sindacale” che ha “il sostegno e la partecipazione della Cgil”. Ma chi parlerà dal palco? Landini dice che non è ancora stata definita la scaletta degli interventi che si succederanno: sicuramente parlerà qualcuno della Cgil nazionale, oltre a operai, lavoratori di altri comparti, precari, interverranno gli studenti, che hanno dato l’adesione alla mobilitazione Fiom. E, dice, sulle “giuste cause” della manifestazione “Abbiamo una proposta innovativa su tutto”.

Stabilità. Non contiene misure per il lavoro, non è espansiva, non riduce le diseguaglianze

Nel corso della conferenza stampa Landini si è soffermato in particolare sulla legge di Stabilità. “E’ sbagliata, perché non contiene misure per il lavoro, non è espansiva – ha detto – non riduce le diseguaglianze ed è sbilanciata a favore delle imprese”. “Andrebbe attuata una politica di investimenti – ha sottolineato – trovando risorse nella lotta all’evasione fiscale e nell’imposizione di una patrimoniale; andrebbe poi introdotto il reddito di dignità, aumentati gli stanziamenti per gli ammortizzatori sociali e per il sistema sanitario, ripristinate le risorse per Caf e patronati, finanziato il diritto allo studio, riformato il sistema previdenziale e cancellata la tassa di soggiorno per gli immigrati. Sulla legge di Stabilità il governo – sottolinea Landini – potrebbe mettere la fiducia e l’unica strada per chi non è d’accordo è scendere in piazza”.

Le principali rivendicazioni nella piattaforma per il rinnovo del contratto

Poi è passato ad illustrare le principali rivendicazioni contenute nella piattaforma approvata dai lavoratori per il rinnovo del contratto. La Fiom chiede la contrattazione annua del salario, un aumento del 3% delle retribuzioni, la defiscalizzazione degli aumenti ottenuti con il contratto nazionale, il recepimento dell’accordo sulla rappresentanza, la riduzione degli orari di lavoro, il potenziamento della formazione, la garanzia di tutele per chiunque lavori in un’azienda metalmeccanica. “In vista dell’incontro con Federmeccanica fissato per il 4 dicembre – ha aggiunto Landini – vogliamo mostrare che c’è consenso alle nostre proposte e avviare una trattativa seria”. La Fiom chiede poi di aprire un confronto sui fondi integrativi, affinché le risorse raccolte siano investite per sostenere l’economia del Paese e di superare le norme del Jobs act nella contrattazione.

La Cgil per un nuovo statuto dei lavoratori e chiedere l’abrogazione del Jobs act

“Nel direttivo della Cgil – ha concluso Landini – si è deciso di presentare un nuovo Statuto dei lavoratori e di avviare una consultazione straordinaria per chiedere l’abrogazione del Jobs act. Non era mai successo che un sindacato prendesse tali iniziative”. “Il messaggio della Cgil è forte – ha concluso – dice che non stiamo scherzando e metteremo in campo tutte le iniziative necessarie, compreso il referendum”.

“Sbagliato e insensato” lo sgombero della ex caserma La Marmora a Torino

La Fiom nel corso della giornata è stata informata dello sgombero ad opera delle forze dell’ordine della ex caserma La Marmora di via Asti a Torino. “Un atto sbagliato e insensato”- ha detto Maurizio Landini – “lì dentro, come ho potuto constatare di persona, si fornivano risposte reali e solidali alle emergenze provocate dalla crisi. Sgomberare chi con atti concreti lavora per la coesione sociale, non è solo sbagliato ma senza senso. Tanto più grave se, come pare, lo sgombero sembra essere in relazione alla presenza di alcune famiglie rom che in quella sede avevano trovato accoglienza”. Da Torino, il segretario della Fiom provinciale, Federico Bellono, sottolinea come “chiunque abbia avuto modo di andare in via Asti, e vedere la mensa popolare, le aule studio e le residenze in via di completamento, considera la fine di questa esperienza come una sconfitta per tutta la città. In un luogo simbolico e inutilizzato erano in corso attività finalizzate a dare risposte concrete a problemi ed emergenze concreti. Attività troncate da istituzioni ottuse, nonostante il tentativo degli occupanti di trovare una soluzione condivisa. Un’altra occasione persa per Torino e per chi l’amministra”.

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