Fecondazione assistita, violato l’anonimato dei donatori, denuncia l’associazione Coscioni. Il CNT: tutto svolto con la massima riservatezza. Ma il Regolamento della Lorenzin la vieta

Fecondazione assistita, violato l’anonimato dei donatori, denuncia l’associazione Coscioni. Il CNT: tutto svolto con la massima riservatezza. Ma il Regolamento della Lorenzin la vieta

L’Italia ha violato l’anonimato dei donatori di gameti nelle procedure per la fecondazione eterologa: a dirlo è il Garante per la protezione dei dati personali, rispondendo ad una segnalazione dell’Associazione Luca Coscioni.

“Il direttore del Centro Nazionale Trapianti, Nanni Costa – affermano i rappresentanti dell’associazione Luca Coscioni – è responsabile di aver chiesto ai centri di fecondazione e alle Regioni i dati personali sensibili in chiaro via fax dei donatori e le informazioni sui nati da eterologa, violando la stessa legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita”. Il Garante conferma tali accuse e fa sapere che la violazione c’è stata da aprile a fine giugno 2015 e che ”sta valutando le sanzioni amministrative da applicare”.

Si tratta ovviamente di un fatto gravissimo che andrebbe a incidere sulla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la legge 40, in quanto aveva introdotto norme molto restrittive e penalizzanti sulla fecondazione artificiale, tra le quali proprio il divieto alla fecondazione eterologa.

Arriva però puntuale la replica del Centro Nazionale Trapianti che assicura, invece, la massima riservatezza sul sistema. “Alcune incoerenze del sistema di raccolta dei dati dei donatori di cellule riproduttive rispetto alle norme vigenti in materia di riservatezza, sono state, ad oggi, superate attraverso un puntuale lavoro di revisione” cui il Centro nazionale trapianti “ha provveduto in collaborazione con l’ufficio legislativo del ministero della Salute e sulla base delle indicazioni dell’ufficio del Garante della privacy”, ha reso noto lo stesso Centro Nazionale Trapianti.

Il Centro avrebbe infatti elaborato una nuova modalità di raccolta dati, coerente con le norme relative al rispetto della riservatezza prevista dalla Legge 190 del 23 dicembre 2014 che disciplina mediante un Registro la tracciabilità dei percorsi delle cellule riproduttive dal donatore al nato e viceversa, nonché il conteggio dei nati generati dalle cellule riproduttive di un medesimo donatore.

La stessa norma dispone, inoltre, che in attesa di attuazione della raccolta tramite il Registro, le strutture sanitarie autorizzate al prelievo e al trattamento delle cellule riproduttive comunichino i dati in forma cartacea al Centro nazionale trapianti. Si tratta di disposizioni e modalità organizzative con cui il Centro deve garantire, nel rispetto della privacy, la sicurezza sanitaria di tutti i soggetti coinvolti nel processo, cioè donatori, riceventi e nascituri. Considerando la raccolta dei dati in forma cartacea propedeutica e, dunque, per quanto possibile, conforme a quella del registro informatizzato, il Centro ha ritenuto che “la raccolta dei dati dei donatori avvenisse con le modalità contenute nel progetto di Registro ancora in attesa di approvazione da parte del Garante”.

Sempre “al fine di garantire, in questa stessa fase, la riservatezza nella procedura di raccolta di tali dati”, il Centro “ha organizzato l’invio dei dati prevedendo sia schede distinte, in modo da garantire una separazione logica fra dati personali e dati sensibili, che diversi indirizzi di ricezione, per garantire la non riconducibilità dei dati contenuti in esse.

Il Garante ha da pochi giorni trasmesso una nota con cui ha approvato tutte le modifiche apportate dal Centro Nazionale Trapianti e dal Ministero in relazione alle modalità di raccolta e il Centro si è impegnato a comunicare presto a tutti i centri le nuove modalità.

Ma un’altra denuncia proviene dalla stessa associazione Coscioni, che accusa il ministro Lorenzin di aver emanato un Regolamento che, di fatto, elimina la fecondazione assistita nel nostro Paese. “Con questo regolamento – scrive l’Associazione Coscioni – Lorenzin prova surrettiziamente a reintrodurre il divieto di fecondazione eterologa, abrogato a maggio 2014 dalla Corte costituzionale. Infatti, nel Regolamento si vorrebbe imporre una consulenza genetica scritta a tutti i donatori di gameti. Non essendo tale procedura prevista da alcun Paese europeo (sono previsti ovunque esami atti a garantire adeguate condizioni di sicurezza sanitaria, ma non una consulenza genetica scritta!) il risultato – o forse è meglio dire l’obiettivo, è quello di vietare l’importazione di gameti, oltre ad ostacolare la donazione in Italia. È del tutto evidente il tentativo del Governo di sabotare la fecondazione eterologa, facendo rientrare dalla finestra della burocrazia le proibizioni che la Corte costituzionale aveva cacciato dalla porta del diritto e delle libertà fondamentali. Chiediamo ai Presidenti di Regione di opporsi a questo tentativo prima che sia troppo tardi, cioè prima di costringerci a nuove iniziative giudiziarie come quelle che hanno fatto a pezzi la legge 40 in questi 11 anni”.

Share

Leave a Reply