Bruxelles blindata, caccia all’uomo, 16 arresti. Dubbi sull’attendibilità dei servizi belgi. Hollande cerca consensi internazionali

Bruxelles blindata, caccia all’uomo, 16 arresti. Dubbi sull’attendibilità dei servizi belgi. Hollande cerca consensi internazionali

Uno degli autori principali degli eccidi di Parigi del 13 novembre, Salah Abdelslam, è ancora latitante, dicono gli inquirenti belgi, dopo aver scatenato una intensa caccia all’uomo, che si è conclusa nella notte tra domenica e lunedì, con sedici arresti in pieno centro storico di Bruxelles. La capitale belga è stata praticamente chiusa, blindata, per almeno tre giorni, per effetto dell’innalzamento del livello di allarme terrorismo. Nelle ultime ore, la polizia ha effettuato ben 19 perquisizioni in appartamenti del centro storico, alla caccia di presunti terroristi che, secondo le fonti di intelligence, si accingevano a mettere a segno attacchi come quelli di Parigi. Tuttavia, nel corso delle perquisizioni non sono state ritrovate armi né esplosivi, e non c’è stata neppure la cattura di Abdeslam. Insomma, è scattato il livello più alto di allerta, si è blindata la città, si è scatenata una vistosa caccia all’uomo, ma il fallimento delle agenzie belghe dell’antiterrorismo sembra evidente a tutte le cancellerie europee, e non solo. I francesi, governanti e capi dei servizi, in particolare, sono molto adirati col comportamento dei belgi, i cui risultati equivalgono praticamente a uno zero assoluto.

Intanto, sullo scacchiere diplomatico internazionale, continuano i movimenti del presidente francese Hollande, alla ricerca dei partner per la guerra all’Isis. Nella prima mattinata di lunedì, Hollande ospita il premier britannico Cameron, col quale si è recato alla Sala concerti Bataclan, per ricordare le 80 vittime del 13 novembre. Al termine dei colloqui con Cameron, Hollande avrà uno scambio con Angela Merkel, prima di partire per Washington e Mosca, da Obama e Putin. Qual è la strategia francese? Nel corso di un’intervista a Euorope1 il ministro della Difesa francese l’ha annunciata senza manifestare dubbi: prima o poi, occorrerà “mettere gli scarponi sul terreno”, ovvero, occorrerà inviare truppe di terra, e la Francia non potrà farcela da sola. Così, dopo aver ottenuto un sostanziale via libera a una serie di misure amministrative su Schengen dalla Ue, e dopo aver fatto passare la sua Risoluzione all’unanimità al Consiglio di Sicurezza Onu, Hollande si muove conseguentemente per convincere soprattutto Obama, Putin e Cameron ad accettare la strategia francese di chiudere la faccenda Isis con l’impiego di truppe terrestri, di navi da guerra e raid aerei.

Nel corso di una conferenza stampa, al termine dell’incontro con Hollande, il premier britannico ha comunicato di aver messo a disposizione della Francia la base aerea della Raf a Cipro, per i raid aerei, e che presto anche la Gran Bretagna si unirà alla coalizione anti-Isis. Già nel pomeriggio di lunedì, infatti, Cameron e il suo ministro della Difesa presenteranno alla Camera dei Comuni il piano in sette punti per la partecipazione britannica alla coalizione, e chiederanno l’approvazione di un sostanziale lascia passare a qualunque tipo di intervento militare fosse richiesto dalla Francia e dalla stessa coalizione.

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