Nella storica vetreria Bormioli un bel colpo ai principi del jobs-act. Accordo impresa-sindacati

Nella storica vetreria Bormioli un bel colpo ai principi del jobs-act. Accordo impresa-sindacati

“L’accordo depotenzia i principi del Jobs Act e restituisce poteri alle Rsu”. Ecco il centro dell’intesa raggiunta alla Bormioli Rocco, storica azienda vetraria di Parma, secondo il segretario generale della Cgil provinciale Massimo Bussandri: “Il testo interessa l’intero perimetro aziendale, e nella contrattazione locale segna un punto importante”. Un accordo, spiega un articolo della Gazzetta di Parma, che tocca numerosi aspetti della vita aziendale: dagli appalti alla videosorveglianza, dal demansionamento ai licenziamenti. Compresa una norma che disciplina gli scioperi: l’accordo, spiega un comunicato aziendale, ne mitiga gli effetti “sia attraverso la riduzione del numero delle fermate sia limitando lo sciopero al giorno in cui viene indetto, non più estendendolo anche ai turni in riposo”. Inoltre, se l’astensione è inferiore alle otto ore, il turnista dovrà necessariamente accorpare due turni e non compromettere la continuità del funzionamento degli impianti.

Il punto dirimente dell’accordo, siglato da Filctem Cgil, Femca Cisl e Rsu (che lunedì 9 novembre ne hanno spiegato in una conferenza stampa i contenuti) è proprio la questione del Jobs Act. In tema di videosorveglianza, illustra il segretario Cgil Fidenza Vincenzo Vassetta, si è “oltrepassato il Jobs Act, imponendo al datore di lavoro di informare circa la collocazione di strumenti audiovisivi per il controllo a distanza”. Riguardo il cambio di mansioni, d’ora in avanti “dell’eventuale demansionamento di un singolo si dovrà dare informazione alle Rsu. Allo stesso modo, in caso di mobilità gli stessi criteri varranno tanto per i dipendenti di lungo corso quanto per i neoassunti”. Novità importanti anche sugli appalti. Nel testo sono state sostanzialmente trascritte le linee guida del Ccnl Vetro, inoltre “verranno innanzitutto preferite – riprende Vassetta – le offerte di appalto provenienti da aziende che applichino ai propri dipendenti i contratti collettivi siglati tra le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali più rappresentative”.

 

Da rassegna.it

 

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