Bomba nei pressi di piazza Syntagma ad Atene. Gli autori sarebbero estremisti interni, secondo la polizia

Bomba nei pressi di piazza Syntagma ad Atene. Gli autori sarebbero estremisti interni, secondo la polizia

Una bomba è esplosa nelle prime ore della mattina di martedì in pieno centro di Atene, colpendo gli uffici di un’associazione degli industriali greci. La bomba non ha causato danni alle persone. Secondo le prime informazioni fornite dalla polizia greca l’esplosione è stata organizzata da gruppi terroristici interni, ed è la prima che si verifica da quando Alexis Tsipras è al governo del Paese, in gennaio. L’esplosivo era azionato da un timer a distanza e posizionato all’interno di uno zaino all’ingresso dell’Associazione degli industriali. L’esplosione è avvenuta alle 3.30 della notte. Una telefonata anonima ha rivendicato l’attacco ad un giornale circa 30 minuti dopo. Ancora non sono state rese note le informazioni sulla rivendicazione.

I testimoni hanno visto i vetri in frantumi proprio a ridosso della Piazza Syntagma, la piazza del Parlamento greco, piena di bar, locali e ristoranti, che per fortuna a quell’ora erano chiusi. La polizia ha chiuso l’area per ovvie ragioni di sicurezza, mentre gli agenti della scientifica e gli esperti dell’antiterrorismo stanno esaminando il luogo dell’esplosione.

Non è la prima volta che un’esplosione ha luogo ad Atene. Anzi. Dal 2010, bombe rudimentali sono esplose in diverse parti della capitale greca, ad opera di gruppi estremisti nazionali che così volevano protestare contro le misure di austerità imposte dai governi, prima da quello socialista e poi da quello di destra.

Molto probabilmente c’è un legame diretto con l’approvazione formale, lunedì sera, del prestito di 2 miliardi di euro da parte dei ministri delle Finanze dell’eurozona, dopo il versamento in agosto del prestito di 13 miliardi. L’approvazione formale del prestito di due miliardi fa seguito alla decisione del Parlamento greco di dare avvio a nuove misure di austerità, imposte dalle Istituzioni europee, tra le quali un aumento delle tasse sul vino e sulle autostrade e dei limiti alle tutele per i titolari di mutui in difficoltà. In base a queste decisioni, nel Gruppo parlamentare di Syriza si sono verificati abbandoni, riducendo il numero della maggioranza che sostiene Tsipras e sollevando molti malumori, soprattutto nella sinistra più radicale del partito.

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