A Parigi, la marcia per il clima, vietata, diventa la manifestazione delle scarpe

A Parigi, la marcia per il clima, vietata, diventa la manifestazione delle scarpe

A Parigi, migliaia di militanti si sono raccolti domenica mattina a place de la Republique, per manifestare sul cambiamento climatico in occasione dell’apertura di Cop21, l’appuntamento indetto dall’Onu, che ospiterà da domani 150 capi di stato e di governo, attesi al confronto sull’ambiente planetario e i suoi guasti. Le decine di migliaia di Parigi hanno in realtà sfidato il divieto di manifestare imposto dalle autorità francesi dopo gli eventi del 13 novembre. Fin dalle 6 della mattina di domenica, spinti dalla Ong Avaaz, che ha fatto appello alla disobbedienza civile, migliaia di parigini hanno invaso la piazza, portando con loro un paio di scarpe, che hanno depositato sulla piazza. Un atto di disobbedienza simbolico, che vuole inviare un messaggio ai grandi della Terra, affinché dal Cop21 di Parigi escano documenti impegnativi e vincolanti per la tutela e la difesa dell’ambiente del Pianeta. Verso la tarda mattinata, è stata organizzata una lunghissima catena, più di tre chilometri, che ha legato place de la Republique a place de la Nation. Alle 12.30, la folla dei manifestanti si è dispersa con molta calma per le vie di Parigi, mentre qualche centinaio di manifestanti, più radicali, si è trattenuto a place de la Republique in segno di sfida contro le forze di polizia. Verso le ore 14, il gruppo di manifestanti che scandivano slogan contro “lo stato di urgenza”, tra i quali, un centinaio di anarchici, ha cominciato a lanciare contro la polizia bottiglie incendiarie, pietre, facendo salire la tensione.

In place de la Republique intanto migliaia di paia di scarpe ricoprono il suolo che avrebbe dovuto ospitare la grande manifestazione, poi vietata, e la marcia per il clima. Scarpe di bambini, scarpe di donne, scarpe di uomini, adagiate con molta cura, a migliaia, hanno coperto un terzo della place de la Republicque in una gigantesca foto simbolica, “un monumento simbolico della determinazione della gente ad essere ascoltata”, come ha spiegato il direttore di Avaaz Ruby Sachs. In questa piazza, la statua posta al suo centro è diventata per i parigini come il luogo di raccolta e spontaneo memoriale dopo gli attentati del 13 novembre. Uno dei partecipanti alla manifestazione, un dottorando di ricerca di 24 anni, confessa alla France Press: “è un’esperienza incredibile camminare tra le migliaia di scarpe. È come se la gente potesse sentire il dolore delle voci ridotte al silenzio, ma anche la speranza che questa conferenza Cop21 possa salvare il Pianeta. Per noi era importante poter manifestare”.

Tra le tantissime scarpe di cittadini semplici e anonime, alcuni VIP non hanno fatto mancare la loro presenza: il segretario generale dell’Onu, Ban-ki-moon, ha voluto inviare un suo paio, l’attrice Marion Cotillard, la stilista Vivienne Westwood, e addirittura lo stesso papa Francesco ha donato un suo paio di scarpe. Poco più in là, in prossimità del Bataclan, dove 90 persone sono state uccise negli attentati del 13 novembre, i rappresentanti delle comunità delle isole del Pacifico e dell’America Latina, nei loro abiti tradizionali, hanno organizzato “una cerimonia di pacificazione”, fatta di canti, danze, poesie, per legare la memoria delle vittime all’emergenza climatica.

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