5 cittadini israeliani uccisi da palestinesi in due attacchi, a Tel Aviv e nella West Bank

5 cittadini israeliani uccisi da palestinesi in due attacchi, a Tel Aviv e nella West Bank

Cinque israeliani sono stati uccisi giovedì e più di una dozzina feriti nel corso di due attacchi a Tel Aviv e nel blocco di Gush Etzion, un insediamento ebraico nella West Bank occupata. Il primo attacco ha visto il ferimento mortale di due israeliani da parte di palestinesi nei pressi di un negozio a Tel Aviv, mentre era in corso la preghiera. Nel secondo attacco, che ha avuto luogo un paio d’ore dopo, un palestinese a bordo di un’auto ha aperto il fuoco su un minibus ad un incrocio nei dintorni dell’insediamento di Alon Shvut.

Secondo il portavoce dell’esercito israeliano, il palestinese che ha sparato è poi fuggito verso un altro incrocio, dove ha intenzionalmente investito un gruppo di pedoni prima di essere colpito dai soldati. Altri testimoni sostengono che il palestinese abbia fermato il veicolo e si è messo nuovamente a sparare prima di essere colpito. Sono state uccise tre persone: un cittadino americano di 18 anni, un israeliano di 50 anni circa e un palestinese. Una decina di persone sono state invece ferite.

Gli attacchi di giovedì portano a 18 il numero di israeliani uccisi nelle scorse sette settimane di violenza. 80 sono invece i palestinesi uccisi, alcuni dei quali assalitori uccisi dalle forze di polizia. Un terzo uomo è stato ferito nell’attacco nella zona sud di Tel Aviv. L’uomo si è rifugiato in un negozio ed è stato salvato dalle persone all’interno che hanno sprangato la porta mentre un assalitore cercava di seguirlo per finirlo. L’assalitore è stato poi ferito e arrestato, e identificato. Si tratta di un palestinese di 36 anni di Hebron, che aveva il permesso di viaggiare in Israele per lavorare in un bar. Shimon Vaknin, un testimone dei fatti, ha detto ai media israeliani che la preghiera era appena iniziata quando un uomo è entrato vacillando ed è crollato su alcuni fedeli. “Stavamo facendo la preghiera di Mincha”, ha ricordato il testimone, “a metà della preghiera, improvvisamente abbiamo visto un uomo cadere a terra ferito sulla soglia della sinagoga e dietro di lui un altro uomo con un coltello che cercava di infilarsi all’interno. Qualcuno ha gridato: è un terrorista”. Poi, prosegue il testimone “abbia provveduto a sbarrare le porte e lui ha cercato di forzarle. Se fosse riuscito ad entrare avrebbe certamente accoltellato molti fedeli. Abbia usato tutte le nostre forze per evitare che entrasse. Quando se n’è andato, è entrato in altri negozi per ferire qualcun altro”.

Gli omicidi e i ferimenti di giovedì sono il più alto tributo di sangue pagato da cittadini israeliani in un giorno solo da quando è cominciata l’escalation di violenze con i palestinesi dei Territori occupati, sette settimane fa.

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