Stabilità. Una patacca come i Bilanci ai tempi della Dc, interventi a pioggia, attenti ai ricchi e ai padroni, le briciole ai poveri. Nel Pd tanti eredi

Stabilità. Una patacca come i Bilanci ai  tempi della Dc, interventi a pioggia, attenti ai ricchi e ai padroni, le briciole ai poveri. Nel Pd tanti eredi

Si arrampicano sugli specchi i cronisti economici nel  raccontare una vicenda economica e sociale come quella che si chiama legge di Stabilità messa in scena da Renzi Matteo e dal ministro Pier Carlo Padoan, un comprimario ormai, una sorta di accompagnatore nelle conferenze stampa come è apparso giovedì a conclusione del Consiglio dei ministri che ha approvato il documento, ignoto, come il famoso milite. Chi tiene ancora a un minimo di dignità professionale se l’è cavata con una constatazione: negli anni passati ogni volta che questo ormai famigerato documento, comunque si chiamasse, veniva reso noto suscitava furibonde proteste. Questa volta non è accaduto e ciò significa – fanno capire gli scriba – che il documento non si presta a tante critiche, certo ci sono cose sono discutibili, ma le misure annunciate hanno carattere “espansivo”. Parola che ha unito giornali come Repubblica, il Corriere con quelli della destra gongolante perché si tratta di provvedimenti, hanno detto gli scriba, che fanno parte della nostra cultura. Tradotto sono la traduzione della politica di destra, conservatrice, neppure liberale. Fuori dai denti, diciamo noi, si tratta di una patacca.

Fassina. Necessari investimenti aggiuntivi per almeno un punto di Pil all’anno per tre anni

Sulla presunta espansività interviene di nuovo Stefano Fassina, deputato del gruppo misto.”Il disegno di legge di stabilità approvato i dal governo – a fferma –  ha segno restrittivo, ossia impatterà in senso negativo sull’economia reale: il deficit obiettivo per il 2016, al netto della clausola migranti, è inferiore dello 0,4% del Pil rispetto a quello previsto nel 2015″. “La manovra, nella ‘versione base’, è recessiva. Nonostante la propaganda del governo, i numeri parlano chiaro. Per sostenere la flebile ripresa e il lavoro – conclude -sarebbero stati necessari investimenti aggiuntivi per almeno un punto di Pil all’anno, per tre anni, da affidare ai Comuni per le piccole opere. Invece, il governo utilizza la clausola degli investimenti senza aumentarli e introduce misure elettorali e inique”.  Ci vengono a mente, a questo proposito, le leggi del passato, investimenti a pioggia, pochi soldi per coprire tante aree, per intercettare gruppi sociali più diversi.  Leggi di bilancio segnate dall’interclassismo democristiano che doveva fare i conti con molti clienti. C’è una grande somiglianza con un nuovo interclassismo, quello renziano, tanto simile a quello dc, con un  occhio di riguardo per i poteri forti, le briciole ai poveri, salvo che si chiama partito della nazione.

Al posto della spending review si punta a far cassa con i giochi d’azzardo

Del resto, che pretendiamo da chi prevede di far cassa con il gioco d’azzardo. Chi ha avuto la fortuna o la sfortuna di prendere visione della bozza della legge di Stabilità, Public Policy, apprende che aumenterà nel 2016 il prelievo su slot machines e Vlt al 15 e al 5,5%. È prevista una sanatoria per regolarizzare i centri scommesse legati  a bookmaker esteri. Dovranno versare 10mila euro e l’imposta unica dovuta in due rate, la prima entro il 31 marzo e la seconda entro il 30 novembre 2016. Sempre sui giochi la bozza prevede una gara per assegnare 22mila tra punti scommesse e corner e procedure per 80 licenze per il gioco online e per 250 sale bingo. Nel frattempo  la spendig review ancora una volta non ha funzionato, o meglio non è stata fatta funzionare, l’ultimo incaricato, il professor Perotti  ha alzato bandiera bianca. Invece dei dieci miliardi di tagli agli sprechi forse si raggiungeranno  solo 5,8 miliardi, colpendo i Caf, guarda caso i sindacati che operano al servizio dei cittadini e l’otto per mille. E il rimanente come verrà coperto? Con i tradizionali tagli lineari che colpiscono ovunque.

Ancora tagli ai Comuni e alle Regioni. La protesta del presidente dell’Anci, Piero Fassino

Poi ci sono sempre i Comuni e le Regioni. A decorrere dall’anno 2016, i comuni delle regioni a statuto ordinario e delle regioni Sicilia e Sardegna assicurano un concorso alla finanza pubblica di 300 milioni di euro annui. Dalle regioni dovrà arrivare per il 2016 un contributo alla finanza pubblica da 1,8 miliardi. Tagli che salgono a quasi 4 miliardi nel 2017 e a 5,48 miliardi per il 2018 e 2019. Tagli che, comunque, includono quelli, 750 mln fino al 2018, già previsti a copertura del decreto Irpef. Si Fa vivo il sindaco di Torino, presidente dell’Anci, l’associazione dei Comuni, Piero Fassino: ”Negli incontri con il governo non è mai stato evocato un taglio ai Comuni di 300 milioni, che secondo indiscrezioni di stampa sarebbe previsto in una delle ultime bozze della legge di stabilità. Mi auguro – afferma – che quelle indiscrezioni non corrispondano al vero”. “In ogni caso, l’Anci chiede che sia rispettato l’impegno più volte ribadito dal governo – conclude l’associazione – di non infliggere ai Comuni nuove riduzioni di risorse”.

Renzi ha fatto di tutto per nascondere il contenuto della manovra

Torniamo così agli scriba, editorialisti di molto nome, sono ricorsi al colore. Così sono arrivate le lodi a Renzi  che butta a mare i libroni con tante pagine, pieni di  numeri incomprensibili, Lui sì ha innovato, in poche righe, poche parole,twitter e slide, ha indicato il futuro del Paese, immagini, colori. È vero, se l’è cavata bene. Hanno ragione coloro che  ricordano che,  accompagnato dal taciturno Padoan, ha fatto in modo che ben poco si conoscesse della manovra. Solo i titoli di una legge di Stabilità per un paese “più semplice, più giusto, più orgoglioso, più sociale”, geniale trovata per  cronisti addomesticati, pacchianeria a buon mercato per le persone normali, di tutto e il contrario di tutto.

La realtà è che ancora non si conosce il testo  approvato dal consiglio dei ministri. Di più, una nota di Palazzo Chigi afferma testualmente:”In merito a presunte indiscrezioni e anticipazioni della Legge di Stabilità che stanno circolando sulle agenzie di stampa, fonti di Palazzo Chigi smentiscono decisamente siano corrispondenti al vero”. Le stesse fonti specificano che “il testo del provvedimento deve essere ancora consegnato al Parlamento: fantasiose bozze e misure riportate dagli organi di stampa sono, perciò, assolutamente lontane dalla realtà”.  Quello che circola nelle agenzia di stampa è ciò che Renzi  ha  illustrato nei twitter  e nelle slide e che alcune gole profonde mettono in  piazza.  Una situazione a dir poco grottesca come dimostrano alcuni episodi da pochade, se non riguardassero la vita di milioni di persone.

La beffa della “no tax area” per i pensionati. Forse nel 2017, ma chissà. La rabbia di Susanna Camusso

Vediamone uno che ha fatto andare in bestia i sindacati. Carla Cantone, sulla base di quanto affermato da Renzi, ha dato un giudizio positivo sul fatto che anche i pensionati sarebbero entrati a far parte del popolo dei no tax, quei cittadini, over 75 anni, il cui reddito non supera gli 8 mila euro annui. Finalmente una buona notizia per i pensionati ha detto la segretaria generale dello Spi Cgil. Ma arriva la doccia fredda. Il ministro  del lavoro, Poletti, smentisce. O meglio dice che il provvedimento è condizionato dall’ok della Ue ad un ulteriore flessibilità del deficit richiesta con la clausola dei migranti. Se ne riparlerà nel 2017 se va bene o nel 2018. Sempre se va bene. Altrimenti se la vedrà il governo che verrà  dopo le elezioni del 2018 appunto. Sul tanto ventilato part time che sostituisce la flessibilità delle pensioni, sempre Poletti spiega che  il governo stanzia “per ora 250 milioni per 3 anni” per finanziare il part time per chi, dal 2016, si trova “a 3 anni dalla pensione”.

Il part time, una beffa. Solo un sperimentazione, al posto della flessibilità

Si tratta di una sperimentazione, se funzionerà la finanzieremo adeguatamente. Si tratta di “accordi individuali per un part time tra il 40 e il 60%”. Il datore di lavoro verserà in busta paga la differenza dei contributi “esentasse”, così chi va in part time al 50%, ad esempio, “avrà un salario attorno al 65%”. L’imprenditore potrà così assumere un giovane a tutele crescenti e potrà godere della decontribuzione, pari a ottomila euro. Susanna Camusso non le manda a dire al ministro. “Più che delusi – ha affermato- siamo molto molto arrabbiati e non rinunciamo a quell’obiettivo sulla flessibilità”.  “La discussione – continua – è appena cominciata – e non la consideriamo la soluzione finale. Non si può pensare che questo tema venga rinviato fuori manovra”. La rabbia per quanto sta avvenendo per le pensioni si va ad aggiungere al giudizio nettamente negativo della segretaria generale della Cgil sul complesso della manovra, in particolare per quanto riguarda il contratto dei lavoratori pubblici, aumento di 5 euro al mese.

Cgil. Una manovra espansiva ma non per il mondo del lavoro. Poletti non ammette il dissenso

“Una manovra espansiva – sottolinea Camusso – solo per alcuni, e mediamente non con tutta quella parte fondamentale per la crescita del Paese che si chiama mondo del lavoro. Mi pare evidente – ha aggiunto – che ci sia una scelta che affida nuovamente al sistema delle imprese l’idea dello sviluppo e della crescita”. E sulla cancellazione della tassa sulla prima casa poche parole che dicono tutto: “Non c’è alcuna progressività”. Risponde Poletti, stile Renzi, arroganza e mancanza di argomenti. “Sinceramente non mi meraviglio del giudizio del segretario perché veniamo da un periodo in cui il segretario della Cgil non esprime apprezzamenti per la politica del governo. Nel merito le cose della legge di Stabilità dovrebbero essere apprezzate: è chiaro che abbiamo un’opinione molto diversa”. Tradotto: tutti devono apprezzare ciò che il governo fa. Il dissenso non è consentito. Altri tempi altri paesi. Sempre Poletti annuncia che “il percorso per gli esodati con la salvaguardia di 32-32 mila è concluso”.Ma come, se fino a ieri si diceva che il reale numero di esodati era ignoto? Misteri. Ancora.  Contro la povertà vengono stanziati circa 600 milioni che si vanno ad aggiungere alle risorse già previste. Si pensa ad un intervento per 250 mila famiglie e 550 mila bambini. Briciole, se si pensa che i poveri nel nostro Paese sono quasi nove milioni e quattro milioni e mezzo vivono sotto la soglia di sopravvivenza.

Pantaleo (Flc Cgil). Nulla per diritto allo studio, precariato, investimenti sulla conoscenza

Sempre scorrendo le slide del premier ci soffermiamo su quella che  parla di un paese “più orgoglioso” e fa riferimento all’università, alla scuola. Risponde Domenico Pantaleo. In sintonia con i giudizi negativi espressi dalle organizzazioni degli studenti, il segretario generale della Federazione lavoratori della conoscenza (Flc Cgil): “La legge di stabilità – dice – è iniqua e ancora una volta colpisce i servizi e il lavoro pubblico. Nonostante la sentenza della Corte Costituzionale non si intendono rinnovare i contratti pubblici. Sarà una risposta durissima. I 300 milioni previsti per i rinnovi contrattuali sono una miseria e un’umiliazione per i lavoratori, perfino inferiori allo stanziamento per ridurre le tasse sul salario di produttività nella contrattazione aziendale”. “Si eliminano le tasse sulla prima casa anche per i ricchi – prosegue -, si concedono tagli di imposte sostanziosi alle imprese ma nulla per cambiare la legge sulle pensioni, per i contratti pubblici, per il diritto allo studio, per il precariato e per gli investimenti nei settori della conoscenza. Si mette in discussione il diritto alla salute ma anche ad una istruzione di qualità”.

“È necessario rispondere con un’ampia mobilitazione unitaria – conclude – per conquistare il contratto, cambiare la pessima legge sulla scuola peraltro priva di risorse per l’attuazione delle deleghe, investire più risorse in Università, Scuola, Ricerca e AFAM superando il precariato e garantendo a tutti l’accesso all’istruzione”.

Più contante: Padoan e Migliore la pensavano diversamente. Cosa non si fa per amor.. di  patria

Un’ultima “perla” riguarda l’aumento del contante da mille a tremila euro. Intanto ci sono dei bugiardi a sostegno di questo provvedimento dicono che i turisti che vengono in Italia arrivano con il contante. Bugia. La legislazione internazionale consente ai turisti non residenti nei paesi in cui viaggiano di utilizzare fino a 17 mila euro. Poi ci sono coloro che hanno cambiato opinione fra cui primeggiano il ministro Padoan e Gennaro Migliore. Il primo alla fine di novembre dello scorso anno scrisse che occorreva mantenere il limite dei mille euro per combattere l’evasione. Il secondo presentò un provvedimento per ridurre a cinquecento euro il limite. Cosa non si farebbe per la patria. Aggiungiamo che fino ad oggi circa 120 dei 320 senatori hanno cambiato bandiera, migranti da un partito all’altro. Ancora. Cosa non si farebbe per la  patria.

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