Senato. Spettacolo indecente. Ora Verdini canta anche. A Renzi: i voti ce li ho io

Senato. Spettacolo indecente. Ora Verdini canta anche. A Renzi: i voti ce li ho io

Spettacolino indecente, Denis Verdini si esibisce in diretta Sky canticchiando una canzoncina una vera e propria minaccia nei confronti del Pd, meglio un avvertimento di quelli che si usano in altri noti ambienti e già che c’era qualche volgarità nei confronti di esponenti della minoranza Dem, ma questo è un fatto secondario, imita Renzi. Forse il Denis fiorentino ha scambiato il Parlamento per altri luoghi. “Non è un caso che su di lui pendono cinque rinvii a giudizio. Certo lì imputato finché non è condannato definitivamente non è colpevole. Ma non è un belvedere per un senatore che, cita la Costituzione, che per coloro che ricoprono cariche pubbliche parla di “ disciplina e onore”.

Il cantico di Verdini: “La maggioranza sai… è come il vento”.

Eccolo il “ canto” di Verdini: “La maggioranza sai..è come il vento e rischia di finire in Migliavacca quando Gotor si sveglia e s’inc…” L’aria e quella di la lontananza” di Domenico Modugno che rivolterà nella tomba ascoltando il gracchiare dell’ex macellaio di Firenze. Ma la canzoncina è solo l’antipasto, il prologo dello spettacolino indecente. Verrebbe da dire che Renzi e la maggioranza del Pd se lo meritano, viste le languide carezze, per rimanere in musica, la lirica questa volta, riservate al capo di Ala, il gruppo dei verdiniani che porta voti alla maggioranza che sì è dissolta come neve al sole nelle votazioni in corso al Senato sulla cosiddetta riforma del Senato, un vero e proprio sfregio alla Costituzione come appare sempre di più proprio dal dibattito nell’Aula di Palazzo Madama dove sono entrati, vedi le gesta del capogruppo di Ala, volgarità , oscenità.

Ma Renzi afferma che Verdini non è il mostro di Lochness, che poi non esiste

Renzi dice che Verdini non è il mostro di Lochness e lui risponde:” Il mostro di Lochness non esiste, quindi neppure il mostro Verdini, c’è Verdini”. Ed ha ragione perché se non c’era lui la sconfitta della maggioranza nel voto sugli emendamenti sarebbe stata ancora più bruciante. Ha rivendicato la centralità del suo gruppo proprio vista l’assenza della maggioranza al Senato. Ha risposto anche alla ministra Boschi la quale aveva affermato di “non comprendere tanta avversione per Verdini”. Se lo faccia spiegare dai giudici che si di lui hanno indagato. Non solo sempre lei, aveva affermato che il rapporto con Verdini è pura fantasia, non entra nel Pd. Renzi aveva addirittura detto che chi vota per le riforme, leggi Verdini, perché solo lui e alcuni “migranti”, aiuta l’Italia. Ma niente ingresso del Pd. Il senatore che ha inventato Ala ad uso e consumo di se stesso e di altri amici in effetti non ci pensa nemmeno. Dice: “Il partito democratico “stia tranquillo, non vogliamo entrare. Non abbiamo nulla a che fare con loro”. Rassicura così anche la minoranza Dem. Non la vuole sostituire, lui vuol contare. Porta voti e ci sono tanti modi per ricambiare,a partire dalle scelte politiche della maggioranza che devono spostarsi sempre più a destra venendo incontro a coloro che Verdini rappresenta. I posti di sottogoverno possono anche premiare più di un ministero o di un presidente di Commissione. Ed in una rincorsa affannata al consenso, Renzi, ospite ieri di Lucia Annuziata, lancia anche la promessa di tagliare il canone Rai di ben 13 Euro su 100, complimenti Presidente…

Trattandosi di una legge costituzionale, sarebbe stata necessaria qualche attenzione in più da Mattarella e Grasso

Ecco questo è il quadro politico come esce dai primi due giorni di dibattito in Aula di Palazzo Madama e come si prospetta a partire da domani, inizio della settimana. Ha ragione Verdini quando con forza afferma che la “maggioranza non ha i voti”. Argomento certo non secondario anche se i media neo renziani fanno di tutto per nasconderlo. Hanno avuto una fortuna: ci sono avvenimenti ben più gravi, più importanti, che relegano in seconda fila quanto sta avvenendo al Senato, a partire dal fatto che un articolo della legge, quello fondamentale, sulla elezione dei senatori-consiglieri regionali e stato approvato con 160 voti , senza raggiungere cioè la maggioranza assoluta, 161 voti,malgrado dieci voti arrivati dai verdiniani. Trattandosi di legge costituzionale è un fatto molto grave che avrebbe meritato un qualche attenzione dal presidente del Senato Grasso e anche dal Capo dello Stato. Non solo, quasi nessuno ha rilevato che dei 320 senatori che costituiscono l’assemblea di Palazzo Madama hanno votato solo in 247. Se si tolgono i dieci voti dei verdiniani e si aggiungono sei o sette dell’Ncd, assenti per motivi personali, ma non è vero, si scopre che la maggioranza di governo è minoranza con solo 153 voti.

Ora il rischio è che salti anche l’accordo sull’eleggibilità dei senatori

E ora? Intanto giuste sono le prese di posizione di esponenti della minoranza che chiedono a Renzi di smettere di amoreggiare con Verdini. Forse però sono in ritardo, l’amore si è consolidato sotto i loro occhi in tutti questi mesi. Ora rischia addirittura di mandare a monte quel piccolo accordo che riguarda l’eleggibilità diretta dei senatori da parte dei cittadini. Se non cambia la norma transitoria e se non viene fatta una legge apposita si dovrà dire ciao all’accordo. Nel nome di Verdini.

Share

Leave a Reply