Renzi dal Cile si fa bello con le riforme. Ma la sua spina è la legge di stabilità, un pasticcio fra propaganda e retromarce. Sanità a rischio

Renzi dal Cile si fa bello con le riforme. Ma la sua spina è la legge di stabilità, un pasticcio fra propaganda e retromarce. Sanità a rischio

Renzi è già arrivato in Cile. Non a bordo del nuovo Air bus 340, in leasing, l’Air force one tricolore, l’ultimo della serie di questi bestioni dell’aria. È ancora in rodaggio, le operazioni di manutenzione non ancora completate. Si è dovuto accontentare del vecchio “319”, un antenato del 340, non solo più lento ma necessita di fare molte fermate per rifornirsi di carburante. Con il premier, una settantina di imprenditori, un bel mucchietto di giornalisti in adorazione il cui compito è quello di raccontare le gesta del prode Matteo. Dal Cile si recherà in Colombia, poi in Perù per concludere il viaggio a Cuba mercoledì prossimo dove incontrerà Fidel Castro rendendogli la visita fatta in Italia. Una missione commerciale, per fare cassa, mirando alle esportazioni, a qualche investimento in Italia ma soprattutto per trovare commesse per i grandi gruppi nazionali, Eni, Finmeccanica, Enel. Fanno parte del coro anche rappresentanti di Confindustria. Renzi ha portato con sé il viceministro allo Sviluppo, Carlo Calenda e il sottosegretario agli Esteri, Mario Giro.

A Santiago incontra il presidente Michelle Bachelet. “Abbiamo i soliti obiettivi”. Ma quali?

Incontra a Santiago la presidente del Cile, Michelle Bachelet e racconta quante belle riforme ha fatto a casa sua. Gli hanno detto che anche in Cile si parla di riforme e lui ci si è buttato a tuffo, l’amicizia Italia-Cile a forza di riforme. Ma Michelle ha molti altri problemi da affrontare. Come Renzi del resto che con il piede calpesta il suolo straniero ma con la mente ha sempre il suo paese, la legge di stabilità che lo fa soffrire ma soprattutto la “questione” Marino che per lui è diventata una ossessione. Ora in particolare ce l’ha con Orfini perché non avrebbe tenuto fede agli impegni non assunti, quello di cacciare via il sindaco di Roma. Prima di partire, al suo staff ha chiesto di essere aggiornato minuto per minuto in merito al cammino della legge di stabilità. Ora il testo si trova nelle stanze del Quirinale dove finalmente è arrivato anche se pare che non abbia ancora il sigillo della Ragioneria dello Stato. Al Parlamento dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. Martedi il Senato inizierà l’esame in Commissione se il Presidente Mattarella avrà terminato la lettura della documentazione. Sorprese rispetto a quanto in questi giorni è stato scritto dai giornali? Poche, riguardano la casa e i giochi.

La questione Sanità. La rabbia delle Regioni. “Aumentate le tasse locali”

Ma il vero cruccio per Renzi è la questione sanità, con l’annuncio di mobilitazione da parte di tutti i sindacati del settore a partire dai medici e la protesta delle Regioni a fronte dei tagli annunciati o meglio dei mancati stanziamenti. E se non ce la fate aumentate le tasse locali. Ma non doveva essere la legge di Stabilità che diminuisce le tasse? Misteri: è auspicabile che quando Renzi tornerà dal Sud America dia una spiegazione in particolare a Chiamparino che si è dimesso da presidente della Conferenze delle Regioni. E naturalmente agli italiani che non riescono più a curarsi. Era stato detto che Renzi aveva fatto una retromarcia per quanto riguarda l’abolizione della tassa sulla casa, tutte le case, anche quelle lussose, ville e castelli compresi. Lo stesso premier aveva affermato che si trattava di un incidente di percorso, un disguido e che doveva intendersi che i ricchi avrebbero regolarmente pagato la tassa. Poi una mezza marcia indietro.

Ai ricchi uno sconto di 1000 euro sulla tasse per la casa

Ai ricchi verrà praticato un sconto di mille euro. Non si poteva lasciarli a bocca asciutta, magari arrabbiati per essere stati abbandonati dal premier. Sull’alto ceto medio Renzi punta, possibile nerbo del partito della nazione. Marcia indietro anche sui giochi. Renzi ci aveva puntato illustrando il provvedimento nelle sue slide e nei tweet. “I punti gioco saranno ridotti a 15 mila” da 22 mila, ha annunciato ieri Renzi. Non più l’aumento di 25 mila sale, una vera vergogna nazionale propagandato dal premier. Viste le reazioni anche da parte del mondo cattolico ha deciso di non farne di niente, Si dice che abbia molto sofferto per questa rinuncia, Per lui dar retta ai gufi è peggio della tortura cinese, una goccia d’acqua che ti cade in testa finché sei vivo. Così perlomeno si narra. Pare che proprio i giochi abbiano rallentato la stesura del testo definitivo. Le bozze che erano circolate prevedevano 22 mila nuovi corner per le scommesse, 17 mila rinnovi di concessioni in scadenza, più 5 mila nuove concessioni, “per far emergere dal nero questi punti gioco”, spiega il sottosegretario all’Economia Baretta. Ora il numero si riduce a 10 mila per i rinnovi più 5 mila emersioni, 15 mila in tutto come detto da Renzi. Di fatto chiudono 7 mila punti, o meglio 5 mila perché “2 mila in realtà avevano la concessione, ma non erano operativi “, afferma sempre Baretta. È certo che il canone Rai da 100 euro si pagherà a metà anno, forse in due rate da 50 euro, nelle bollette elettriche di giugno e agosto. Come verrà inserito non si sa. Ma sono molte le cose che si sanno: una legge non espansiva, che colpisce lavoratori come quelli del pubblico impiego che, con il rinnovo del contratto, se ci sarà, vedranno aumenti, è difficile anche a dirlo, di ben 4-5 euro lordi al mese. E per i giovani? Invecchino e poi si vedrà. Forse.

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