Palestina. Tensione altissima. A Berlino vertice con Netanyahu, che fa una gaffe incredibile: l’Olocausto non è opera di Hitler

Palestina. Tensione altissima. A Berlino vertice con Netanyahu, che fa una gaffe incredibile: l’Olocausto non è opera di Hitler

La polizia israeliana ha confermato nella tarda mattinata di giovedì la morte di un giovane palestinese. Era stato gravemente ferito dai colpi di arma da fuoco sparati dalla polizia dopo aver tentato di accoltellare un cittadino israeliano. La portavoce della Polizia di Tel Aviv, Luba Samri, ha confermato che il giovane palestinese è morto in ospedale poco dopo il tentativo di accoltellamento.

Il giovane palestinese ucciso era stato gravemente ferito con un coetaneo dalla polizia a Beit Shemesh dopo aver tentato di salire a bordo di uno scuolabus. L’aggressione e l’uccisione fanno salire a 48 il numero di palestinesi uccisi da quando ha avuto inizio l’escalation di violenze, che gli estremisti di Hamas hanno voluto battezzare Terza Intifada. Tra le vittime, 27 sono state identificate dalle autorità israeliane come assalitori “all’arma bianca”. Gli altri sono stati uccisi nel corso degli scontri con le forze di sicurezza. Sul versante israeliano, si contano dieci persone uccise.

Betlemme chiusa da centinaia di poliziotti per l’evento ebraico di sabato notte

Nel frattempo, proseguono le iniziative di recinzione dei luoghi sacri all’Ebraismo nella West Bank. Dopo Gerusalemme, a Betlemme è stata recintata la Tomba di Rachele giovedì mattina, per evitare il passaggio durante le visite turistiche in programma in questo fine settimana. Sono attesi infatti migliaia di visitatori nella notte di sabato sul luogo sacro. La polizia comunica che per l’occasione saranno impiegate alcune centinaia di poliziotti che circonderanno l’area. Betlemme è stata teatro di violentissimi scontro tra i manifestanti palestinesi e le truppe israeliane. L’agenzia della sicurezza interna di Tel Aviv ha comunicato che i due palestinesi che nella mattinata di giovedì hanno ferito un cittadino israeliano erano già stati identificati quali militanti di Hamas. Entrambi i giovani palestinesi sono nati nel 1995 e risiedono a Surif, nei dintorni di Hebron, nella West Bank. Uno degli assalitori era stato per due anni in carcere con l’accusa di porto abusivo di un coltello nei pressi di un luogo santo della West Bank.

Il vertice di Berlino con Netanyahu

Sul piano della politica internazionale si muove il segretario di Stato americano John Kerry, che auspica un avanzamento nelle relazioni tra palestinesi e israeliani, in modo che “si faccia un passo avanti” verso la fine della violenza. Kerry è intervenuto a Berlino prima dei colloqui previsti col premier israeliano Netanyahu. Kerry ha detto di sperare che il vertice con il premier di Tel Aviv possa contribuire “a fare i passi giusti che conducano oltre la condanna e oltre la retorica”. In realtà, il leader israeliano e il leader palestinese non hanno mai smesso di accusarsi l’un l’altro: Netanyahu accusa Abu Mazen di incitare alla violenza contro gli israeliani, e il presidente palestinese sostiene invece che le radici della violenza vanno cercate nei decenni di occupazione militare e nelle tensioni sollevate sulla gestione della Moschea di Al-Aqsa a Gerusalemme, il terzo luogo sacro della fede islamica.

La stupida gaffe di Netanyahu: “l’Olocausto? Una invenzione dei mussulmani. Hitler voleva solo deportare gli ebrei”

Qualche ora prima, nel corso del Congresso mondiale dei Sionisti, Netanyahu aveva commesso una gaffe storiografica incredibile: ha detto che durante il Secondo conflitto mondiale, il Mufti di Gerusalemme al-Husseini aveva convinto Hitler a sterminare gli ebrei, perché il fùhrer in realtà avrebbe voluto solo deportarli ed espellerli. Un falso storico evidentissimo, contro il quale si è schierato il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, con queste inequivocabili parole: “tutti i tedeschi conoscono la storia delle manie razziste e omicide dei nazisti che condussero all’Olocausto”. In tutte le scuole tedesche, ha aggiunto il portavoce di Merkel, “ciò viene insegnato per buone ragioni, e non va mai dimenticato. E non vedo alcuna ragione per cambiare la storia”.

Le mosse di Federica Mogherini, alto rappresentante della politica estera UE

Dal punto di vista dell’impegno dell’Unione Europea, sempre a Berlino, durante l’incontro con Netanyahu, è intervenuta Federica Mogherini, responsabile della politica estera del continente. E annuncia per venerdì il vertice del cosiddetto Quartetto, Stati Uniti, Russia, UE e Onu, per fare il punto sulla escalation delle violenze in Palestina e in Israele. Obiettivo del vertice, ha detto Mogherini, è di convincere israeliani e palestinesi a portare alla calma la situazione nella regione, a cominciare dall’abbassare i toni retorici usati dai leader di entrambe le parti.  Mogherini annuncia un vertice anche col ministro degli esteri di Giordania a Vienna per i prossimi giorni, e progetta di incontrare il presidente palestinese Mahmoud Abbas a Bruxelles.

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