Palestina. L’incendio alla Tomba di Giuseppe: un errore politico e uno sfregio religioso, agli ebrei e ai mussulmani

Palestina. L’incendio alla Tomba di Giuseppe: un errore politico e uno sfregio religioso, agli ebrei e ai mussulmani

I palestinesi hanno incendiato, nella giornata che hanno definito “della rabbia”, un luogo considerato sacro, chiamato “Tomba di Giuseppe”, non solo dagli ebrei. Si tratta di un’azione che non mancherà di avere ulteriori sviluppi e di infiammare gli animi ancora di più rispetto alle già drammatiche settimane scorse, quando sono state uccise diverse persone, sia sul fronte israeliano che sul fronte palestinese. Il presidente palestinese Mahmoud Abbas, già sotto pressione per i recenti commenti che alcuni hanno definito un incitamento all’odio, ha subito condannato l’incendio nel luogo sacro a nord di Nablus. In un video la prova di un incendio di vaste proporzioni. L’esercito israeliano lo ha definito “un atto spregevole” di profanazione. Non è un caso che l’incendio sia scoppiato nel corso della giornata che i palestinesi hanno voluto chiamare “Venerdì della rivoluzione” contro Israele. La polizia israeliana aveva completamente recintato i quartieri arabi di Gerusalemme, consentendo il transito alla Moschea di Al-Aqsa solo ai maschi di età superiore ai 40 anni, con la speranza di tenere a bada i giovanissimi protagonisti della Terza Intifada.

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite terrà un vertice di emergenza su richiesta della Giordania proprio nella notte europea di venerdì, per discutere della escalation della violenza in Palestina e in Israele. Il primo ministro di Tel Aviv, Netanyahu, ha tuttavia ribadito la volontà di incontrare di Abbas, anche se lo accusa di essere il vero istigatore della violenza. “È tempo che Abbas si fermi, non solo quando giustifica la violenza, ma anche quando la chiama”, ha detto Netanyahu. Il segretario di Stato americano Kerry, che progetta di visitare la regione nei prossimi giorni per tentare di portare calma, ha però avvertito il leader palestinese di non incitare alla violenza.

In realtà, Abbas aveva fatto appello ad una protesta pacifica, pur non avendo mai condannato gli attentati, fino a quando non è stata incendiata la Tomba di Giuseppe, venerdì. “L’incendio illegale”, ha infatti deoo Abbas, “offende la nostra cultura e la nostra religione e la nostra morale”. Ed ha costituito una commissione d’inchiesta per fare il punto sull’incendio. Abbas si è poi impegnato a riparare tutti i danni provocati dall’incendio. La protesta di Abbas, però, era relativa alla notizia secondo cui un ragazzino palestinese di tredici anni, colpevole di aver partecipato a tentativi di accoltellamento, sarebbe stato giustiziato. La notizia era stata poi smentita dalle autorità israeliane che avevano invece detto che il tredicenne era stato ricoverato in pessime condizioni.

Che valore ha la Tomba di Giuseppe? Notevole, dal punto di vista degli ebrei. Essi credono che si tratti del luogo biblico in cui Giuseppe è stato sepolto, mentre dal punto di vista dei mussulmani, si tratta di un luogo in cui sarebbe stato sepolto Sheik Yussef Dawiqat due secoli fa. Il santuario è sotto la giurisdizione palestinese ed è off-limits per gli israeliani, se non per le visite organizzate sotto il rigido controllo dell’esercito. Per il responsabile Onu per la pace in Medio Oriente, Nikolay Mladenov, “incendiare la Tomba di Giuseppe è stato un tentativo pericolso di esacerbare un ambiente già teso”.

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