Nobel per la pace 2015 assegnato al Quartetto tunisino per la pace. Tra i candidati anche la cittadella della pace di Rondine, Toscana

Nobel per la pace 2015 assegnato al Quartetto tunisino per la pace. Tra i candidati anche la cittadella della pace di Rondine, Toscana

Il Quartetto nazionale tunisino, coalizione di organizzazioni della società civile, ha vinto il Nobel per la pace 2015 per la sua opera di prevenzione della violenza nel corso della Rivoluzione dei Gelsomini. Kaci Kullmann Five, presidente fresca di nomina del comitato norvegese del Nobel, ha detto che il quartetto, costituito da sindacati, avvocati, attivisti dei diritti umani e da imprenditori ha reso “un decisivo contributo alla costruzione di una democrazia pluralista in Tunisia”.

Tra i candidati al Nobel per la pace di quest’anno figurava, tra gli altri, anche la cittadella della pace di Rondine, in Toscana, dove dal 1997 si opera per trasformare giovani provenienti dalle aree in conflitto in tutto il mondo “da nemici in amici”, e per consentire loro di laurearsi. Nel piccolo villaggio dell’aretino, ideato dallo psicologo Franco Vaccari, ogni anno vengono invitati giovani che nei loro paesi si sarebbero combattuti e forse uccisi. Invece, in Toscana, viene offerta loro una seconda possibilità, quella di riconciliarsi per la costruzione di un mondo pacificato.

Torniamo al Quartetto tunisino che ha vinto il Nobel. È il frutto della cosiddetta primavera araba, che in Tunisia prese avvio con le proteste contro il governo del dittatore Ben Ali nel gennaio del 2011. Negli anni seguenti, tuttavia, la Tunisia cadde in una crisi economica e sociale profonda, al punto che tra le diverse fazioni, politiche e religiose, sarebbe scoppiata inevitabilmente la guerra civile. Il quartetto contribuì con la sua opera di mediazione ad evitare la guerra civile, persuadendo la fazione islamista al potere a firmare accordi con l’opposizione per il varo della nuova Costituzione democratica.

Il segretario generale dei sindacati tunisini, Houcine Abassi, ha detto di essere “sopraffatto” da Nobel: “è un messaggio che il dialogo può condurci sul giusto percorso. Questo premio è un messaggio per la nostra regione a deporre le armi, a sedersi e a parlarsi al tavolo dei negoziati”. Tra i paesi in cui scoppiò la cosiddetta Primavera araba, in effetti, solo la Tunisia ha poi mantenuta viva l’aspirazione alla democrazia. Guerre civili sono scoppiate in Libia, in Siria e nello Yemen, mentre in Egitto il governo dei Fratelli mussulmani venne deposto da un colpo di stato militare nel 2013.

Mokhtar Trifi, presidente di uno dei membri del quartetto, a sua volta ha detto: “è una notizia straordinaria. È un chiaro incoraggiamento per il processo più ampio in Tunisia e per tutti coloro che operano e dialogano per le elezioni e la democrazia. Dimostra che il mondo ci guarda, e questo è decisivo. Abbiamo molte cose da fare e tante sfide da affrontare”. Ed ha aggiunto: “dobbiamo salvare il nostro paese dal terrorismo e dalla crisi economica. Dobbiamo fare affidamento sulla buona volontà dell’Occidente, in modo da non essere isolati di fronte alle sfide”.

La direttrice tunisina di Human Rights Watch, Amna Guellai, ha detto che il Nobel per la pace verrà considerato nel paese come il riconoscimento della lotta per i principi democratici. “Il quartetto è stato capace di far avanzare il processo di pace, mentre era in corso una crisi politica che avrebbe condotto alla guerra civile”, ha proseguito, “la gente, qui, spera che questo premio non sia solo celebrativo, ma che sia di aiuto concreto alla Tunisia”. E in effetti, tra le motivazioni che hanno spinto la commissione norvegese ad attribuire al quartetto tunisino il Nobel per la pace vi è proprio la capacità di allargare a tutta la popolazione tunisina il processo costituzionale che ha condotto a nuove elezioni democratiche.

Le quattro organizzazioni chiave sono: i sindacati tunisini, la Confindustria tunisina, la Lega per i diritti umani e l’Ordine tunisino degli avvocati.

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