Ncd. Giovanardi se ne va, anche dalla maggioranza. Sempre più vicina la sostituzione con Verdini e i suoi

Ncd. Giovanardi se ne va, anche dalla maggioranza. Sempre più vicina la sostituzione con Verdini e i suoi

Si può dire che è stato il Carlo Giovanardi day, questo lunedì 26 ottobre. Il senatore integralista cattolico di Ncd ha annunciato di lasciare il partito e la maggioranza  di governo. E lo ha fatto con una raffica di dichiarazioni alle agenzie di stampa, nelle quali ne ha dette di tutti i colori ad Alfano e al Pd di Renzi. Tuttavia, annuncia Giovanardi, ciò non significa un rientro in Forza Italia, ma l’inizio di un percorso comune condiviso con altre personalità della destra, da Fitto a Quagliariello, che dovrebbe condurre alla costruzione di un nuovo partito dei moderati legato al Ppe.

In fuga nella roccaforte emiliana Ncd di Giovanardi

“In Emilia Romagna – spiega Giovanardi a Intelligonews – c’è stata la riunione della componente popolare e abbiamo deciso di non continuare la nostra esperienza nel Nuovo Centrodestra. Il motivo è semplice: il Nuovo Centrodestra ha come elemento costitutivo quello di dire continuiamo con le larghe intese volute da Berlusconi per il tempo necessario a fare le riforme e la legge elettorale. Punto. Da qui ad arrivare a oggi e teorizzare di rendere permanente l’alleanza con la sinistra o addirittura qualcuno sostiene di andare nel Pd, ce ne corre. E nel frattempo subire dal Pd e direttamente dal governo tutta una serie di insostenibili prevaricazioni del tipo: voi ci date i voti per governare ma le cose a voi sgradite come le nozze gay o la liberalizzazione delle droghe noi le facciamo passare coi voti dei 5Stelle; in pratica trattandoci come ‘utili idioti’. Noi non ci stiamo perché nel centrodestra eravamo e vogliamo rimanere; eravamo alternativi alla sinistra e vogliamo continuare ad esserlo”.

Il decreto Cirinnà è l’ultima goccia, ma la prospettiva era già segnata

L’atto di accusa è netto e Carlo Giovanardi lo indirizza sia al leader del suo ex partito, Angelino Alfano, sia al premier Renzi. Nella conversazione con Intelligonews spiega che il ddl Cirinnà è stata “la goccia che ha fatto traboccare il vaso”. Il nuovo approdo spiega sarà il progetto che nascerà il 28 e 29 novembre a Verona: “è un convegno organizzato da tutti i movimenti che hanno due caratteristiche in comune: non vogliono andare a sinistra ma neanche stare in Fi o nella Lega. Mi riferisco ai movimenti di Tosi, Fitto, Schittulli in Puglia, i Popolari per l’Italia di Mario Mauro, la componente popolare di Ettore Bonalberti, Quagliariello, Augello e tutti quelli che vogliono ricreare un centrodestra collegato al Ppe con idee chiare su valori da sostenere. Non c’è alcuna polemica con nessuno. È tutto molto semplice: una parte di Ncd ha deciso di andare a sinistra e una parte no; caro Alfano, amici come prima”.

La maggioranza di governo ormai preda dei ricatti di Verdini

La maggioranza perde di certo almeno un altro senatore del Nuovo centrodestra. E sembra che altri se ne aggiungeranno già nei prossimi giorni. Tra questi, i nomi che circolano sono quelli degli ex An Andrea Augello e Vincenzo Piso. Al di là delle motivazioni rese note da Giovanardi, si apre un grosso problema nella maggioranza, sempre più dipendente ormai dai voti che il “tassista” Denis Verdini porterà al Senato in dote a Renzi, attraverso il gruppo Ala. È tuttavia del tutto evidente che così la maggioranza cambia completamente di segno politico, e forse la minoranza del Pd qualcosa dovrebbe pur dirla, soprattutto se Verdini e i suoi dovessero decidere di far passare la manovra finanziaria al Senato, ormai apertamente osteggiata da molti soggetti sociali organizzati, ma esaltata unicamente da Confindustria. Il segno impresso dalla legge di Stabilità è di destra e di aperta ostilità non solo contro i sindacati, ma soprattutto contro scuola e università, pubblico impiego, pensionati. Milioni di persone. Ne trarranno beneficio i privilegiati, che non pagheranno più la tassa sulla prima casa e potranno finalmente pagare in contanti le merci firmate e glamour. Ora, l’emorragia di senatori Ncd pone un problema politico rilevante, e forse quel che Renzi si lasciò sfuggire intervistato da Lilli Gruber sulla partecipazione al governo dei parlamentari di Verdini non è poi così lontano dalla realtà.

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