Truffa alla sanità pubblica per 7,4 mln. Ordinanza cautelari per 17 tra medici, dirigenti e operatori dell’ospedale israelitico geriatrico di Roma

Truffa alla sanità pubblica per 7,4 mln.  Ordinanza cautelari per 17 tra medici, dirigenti e operatori dell’ospedale israelitico geriatrico di Roma

Attribuivano arbitrariamente codifiche tecniche riconducibili a prestazioni sanitarie complesse per semplici biopsie e interventi di correzione dell’alluce valgo, richiedendo al Servizio Sanitario pubblico rimborsi maggiorati. Per questo 17 tra dirigenti, medici e operatori dell’Ospedale Provinciale Geriatrico Specializzato Israelitico sono stati colpiti da un ordinanza cautelare emessa dal gip Maria Paola Tomaselli su richiesta dei pm Corrado Fasanelli e Maria Cristina Palia, coordinati dal procuratore aggiunto Francesco Caporale. Gli indagati, tra i quali il direttore della stessa struttura sanitaria, Antonio Mastrapasqua, e il direttore sanitario Giovanni Luigi Spinelli, sono accusati a seconda delle posizioni di truffa e falso. Stando agli inquirenti biopsie e interventi per l’alluce valgo, realizzabili in regime ambulatoriale, venivano invece abitualmente fatturati come ricoveri più onerosi. Un altro capitolo dell’inchiesta, stando alle indagini svolte dalla procura e dai carabinieri del Nas, riguarda i servizi di assistenza domiciliare, spesso erogati parzialmente e in carenza di autorizzazione. Gli indagati, inoltre, sarebbero stati messi a conoscenza di eventuali ispezioni dell’Asl da una “talpa”. Per questo, quando venivano apprese in anticipo le date delle ispezioni, sarebbe stata messa sistematicamente in atto un’alterazione e modifica dello stato dei luoghi, della destinazione d’uso dei locali ospedalieri e delle attività sanitarie ivi svolte, al fine di mascherare lo svolgimento di attività irregolari o non autorizzate, inducendo così in errore il personale ispettivo dell’Asl competente. In questo caso, venivano approntate temporanee modifiche di attrezzature, di variazioni di impiego del personale e persino repentini spostamenti di pazienti. Gli indagati, infatti, avevano tra l’altro la necessità di rappresentare fraudolentemente alla Asl la realizzazione di un reparto di ortopedia con l’attivazione di posti letto a carico della Regione Lazio. Reparto, quest’ultimo, che in realtà sarebbe stato occupato da pazienti paganti. Tra i diciassette indagati finiti ai domiciliari, oltre a Mastrapasqua e Spinelli, ci sono anche Elvira Di Cava (primario del reparto di ortopedia), Mirella Urso (responsabile dell’ufficio controllo appropriatezza cartelle cliniche) e Pietro Aloisi (responsabile reparto urologia). Contestualmente all’esecuzione dei 17 provvedimenti cautelari (14 ai domiciliari e 3 obbligo di presentazione alla pg) è stato effettuato anche un sequestro preventivo di 7,4 milioni di euro, somma riconducibile alla truffa.

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