Mafia Capitale, un solo giudizio anche per le illegalità in Ama. Niente rito abbreviato per l’ex Ad Fiscon

Mafia Capitale, un solo giudizio anche per le illegalità in Ama. Niente rito abbreviato per l’ex Ad Fiscon

Mafia Capitale, un solo processo in calendario il 5 novembre con 45 imputati tra cui anche Massimo Carminati, la posizione dell’ex Dg Ama Luigi Fiscon. Il gup Anna Criscuolo ha infatti respinto la richiesta dei legali di Fiscon che chiedevano che il loro assistito fosse giudicato con rito abbreviato condizionato all’audizione di 26 testimoni. La difesa dell’ex Dg ha quindi scelto di proseguire il procedimento con rito ordinario e ha disposto che la sua posizione sia riunita a quegli altri già in calendario per il 5 novembre davanti alla X sezione del tribunale penale collegiale. Prosegue invece l’udienza gup nei confronti degli altri quattro imputati. “Riteniamo la posizione di Giovanni Fiscon diversa da quella di tutti gli altri e pertanto volevamo distaccarci dal gruppone, da questa rete che ha catturato tutte queste persone – ha commentato l’avvocato Sciullo – Bisogna avere il coraggio e la forza, ma soprattutto la serenità di analizzare e sviscerare le singole posizioni. Noi riteniamo che già questi 26 testimoni potessero fare chiarezza già in questa fase. Ci rendiamo conto che i tempi della giustizia sono diversi e pertanto andremo nella sede fisiologica che è quella dibattimento dove porteremo circa 50 testi per chiarire la posizione di Fiscon”.

L’assessore Sabella: vogliamo risarcimenti per i danni materiali, morali e funzionali

Poi la posizione del Campidoglio, con l’Assessore alla legalità, Sabella: “La costituzione di parte civile non è del sindaco Ignazio Marino ma di Roma Capitale e Roma Capitale è rappresentata da un assessore delegato dal sindaco in carica”. Sabella, che rispondeva a chi gli domandava il perché della sua presenza a Piazzale Clodio ha precisato che “non c’è nulla di strano nulla di anomalo, sarebbe stato il mio compito perché sono l’assessore alla legalità”. “Per me è la prima e credo l’ultima in tribunale da assessore”, ha affermato poi Sabella, lasciando il palazzo di giustizia. “Lo scopo – ha precisato Sabella in merito alla costituzione di parte civile depositata – è quello di ottenere risarcimenti per i danni materiali, morali e funzionali. Soprattutto funzionali, che sono quelli che mi premono di più perché sono le funzioni statutarie che Roma Capitale ha nei confronti dei cittadini”. Sabella è un fiume in piena

“Il Comune di Roma si è costituito parte civile in questo primo processo del filone Mafia Capitale che riguarda alcune ipotesi di reato soprattutto quelle ascrivibili all’ex dg dell’Ama Giovanni Fiscon – ha aggiunto Sabella – Ricordiamo che la costituzione di parte civile non è di Ignazio Marino ma di Roma Capitale. Roma Capitale è rappresentata dall’assessore delegato dal sindaco, quindi non c’è nulla di strano ne’ di anomalo. Tra l’altro sarebbe anche il mio compito visto che sono assessore alla legalità. Io potrei essere presente anche il 5 novembre prossimo, ma privato cittadino, perché la cosa potrebbe incuriosirmi”.

Il presidente di Ama: “I reati ipotizzati sono gravi. Attendiamo che sia fatta giustizia”

Ed accanto a Sabella da registrare la netta presa dell’attuale leadership di Ama con il Presidente Daniele Fortini: “I reati” ipotizzati nei confronti dell’ex Dg di Ama, Giovanni Fiscon, “sono gravi e noi ci siamo doverosamente costituiti parte civile: attendiamo che alla fine del dibattimento sia fatta giustizia. Siamo contenti – ha aggiunto a margine del meeting sui rifiuti in corso a Roma – perché si entra nella fase della chiarezza che porta un dibattimento processuale, quindi accusa e difesa si misureranno e poi il tribunale deciderà e questo nell’interesse di tutti. In questo caso c’è da apprezzare il fatto che la magistratura romana, gli inquirenti, hanno avuto una formidabile capacità investigativa e allo stesso tempo un puntiglioso rispetto del diritto”.

Il presidente ha poi ricordato che “l’ex Dg Fiscon è indagato in un processo per corruzione e turbativa d’asta, quindi non per mafia e questo per noi e un sollievo perché vuol dire che Ama non ha vissuto per 26 anni con la presenza di un alto funzionario colluso con la mafia”.

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