Liste di attesa e costi proibitivi: e così gli italiani rinunciano alle cure mediche. Un rapporto Censis

Liste di attesa e costi proibitivi: e così gli italiani rinunciano alle cure mediche. Un rapporto Censis

Hai bisogno di fare una visita medica e vivi in Italia? Hai un paio di possibilità. Affidarti al Servizio Sanitario, sperando di risparmiare e metterti in fila di attesa per chissà quanto tempo o rivolgerti al privato e pentirti subito dopo per la stangata sul conto corrente. Ci sarebbe anche un’altra possibilità, remota, si pensa: non curarsi. Ed è quello che, inaspettatamente, lo scorso anno, ha fatto quasi una famiglia su due.

È quanto emerso dal Bilancio di Sostenibilità del Welfare Italiano del Censis e dalle ricerche di associazioni dei consumatori realizzate per il forum Ania-Consumatori: a causa delle lunghissime liste d’attesa nella sanità pubblica e dei costi proibitivi in quella privata, nel 41,7% dei nuclei familiari almeno una persona lo scorso anno ha dovuto fare a meno di una prestazione sanitaria. I cittadini, inoltre, hanno pagato di tasca propria il 18% della spesa totale: oltre 500 euro procapite all’anno.

“Nel com­plesso – si rileva nel rap­porto con dati rife­riti al 2014 – circa la metà delle fami­glie italiane ha dovuto rinun­ciare in un anno ad almeno una pre­sta­zione di wel­fare, dalla sanità all’istruzione, al socio assi­sten­ziale e al benes­sere. Le quote più ele­vate sono nei comuni con al mas­simo 10mila abi­tanti, dove oltre il 59% delle fami­glie ha razio­nato le spese nel wel­fare, nelle regioni del sud e isole (57%), tra le fami­glie mono­ge­ni­to­riali e i mil­len­nials (i più giovani)”.

A crescere, inevitabilmente, è il numero dei cittadini che ricorrono a prestazioni sanitarie in nero. Oltre il 21% dei pazienti lo scorso ha pagato senza fattura o ricevuta visite medico specialistiche, il 14,4% visite odontoiatriche e l’1,9% prestazioni infermieristiche. Un fenomeno molto comune soprattutto nel meridione. In un contesto come il nostro, in un paese in cui la popolazione non fa che invecchiare, gli italiani si trovano alle prese con un sistema di welfare che invece che tutelarli genera in loro solo sentimento di smarrimento e ansia. Ricordiamo che ad oggi sono ben 3 milioni gli italiani non autosufficienti che necessitano di assistenza e oltre 1,3 milioni le “badanti”, con una spesa per le famiglie di circa 10 miliardi l’anno.

“Le indagini fatte – afferma Pier Ugo Andreini, Presidente Forum Ania-Consumatori – dimostrano che il sistema attuale di welfare è inadeguato alle reali esigenze dei cittadini. Ne è un chiaro esempio il fatto che gli Italiani pagano di tasca propria le spese sanitarie in misura doppia rispetto ai Francesi e agli Inglesi. Siamo convinti che gli assicuratori possano rendere più efficiente questa spesa e i consumatori possano rendere i cittadini sempre più consapevoli e informati”.

“Il welfare italiano sta cambiando – dichiara Giuseppe De Rita, Presidente Censis – e le famiglie rispondono con processi di adattamento che includono una forte esposizione finanziaria, anche con fenomeni di rinuncia alle prestazioni. Questo cambio del welfare è problematico e non ci saranno grandi riforme. Ciò di cui c’è bisogno è che la famiglia ritrovi quella percezione di fiducia essenziale per fare sviluppo.”

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