Stabilità. La legge è scomparsa. Forse si vergogna e si nasconde. L’irritazione del Quirinale. Critiche della Ue. Renzi confuso fra Imu e Tasi, Padoan non sa che dire

Stabilità. La legge è scomparsa. Forse si vergogna e si nasconde. L’irritazione del Quirinale. Critiche della Ue. Renzi confuso fra Imu e Tasi, Padoan non sa che dire

Nelle stanze del Quirinale c’è molto nervosismo.   Il Presidente attende l’arrivo della legge di Stabilità. Ma da Palazzo Chigi silenzio assoluto. Nessuna notizia neppure da via XX settembre, ministero dell’Economia e Finanza. Mattarella si dice sia irritato per la “dimenticanza” di Renzi Matteo. I media sono pieni di notizie, retroscena, correzioni, annunci. Dalla Commissione europea arrivano addirittura giudizi non proprio entusiasmanti sulla manovra. Un testo quindi esiste, circola nelle redazioni dei giornali, da ormai molti giorni si conosce tutto e il contrario di tutto, indiscrezioni, retroscena. Le proteste dei sindacati sono un preannuncio di manifestazioni, scioperi nazionali di cui parlano tutte le organizzazioni sindacali dei medici, lotte durissime si annunciano nel settore del pubblico impiego, manifestazioni dei pensionati si stanno svolgendo in tutta Italia.

Camusso: ci vogliono i testi non le slide e gli spot del premier. Le iniziative dei sindacati

Dice Susanna Camusso a proposito delle pensioni: “Per mesi il ministro del Lavoro ha ripetuto che ci sarebbe stata un’apertura sul tema della previdenza, ma il tema è scomparso dalla Legge di stabilità. A quanto sembra non si prevede alcuna flessibilità in uscita E lui si è stupito per le nostre critiche. Dovrebbero stupirsi loro delle cose che dicono e che poi non fanno”. “Ci vogliono i testi – prosegue il segretario generale della Cgil – per capire cosa c’è e cosa è cambiato nella Legge di stabilità rispetto agli spot e alle slide della conferenza stampa del presidente del Consiglio. Aspettiamo soprattutto che la legge di stabilità ricompaia, perché sembra ormai scomparsa”.

Non esclusa la richiesta del voto di fiducia per eliminare gli emendamenti

Nel frattempo Renzi Matteo ha già fatto una marcia indietro, almeno così pare: case di lusso, ville, castelli pagheranno le tasse contrariamente a quanto il premier aveva annunciato nelle slide e nei tweet. Aveva fatto molta confusione, Imu, Tasi sono cose che non mastica bene. La protesta nel Pd era subito scattata da parte della minoranza. Una legge così – hanno detto alcuni parlamentari – non la votiamo. D’Attorre aveva praticamente annunciato l’abbandono del partito. Forse il ritardo nel presentare la legge dipende anche dal fatto che circola ancora con insistenza la voce di un possibile annuncio di richiesta del voto di fiducia che cambia ovviamente il calendario dei lavori.

Senza presidente la Commissione Bilancio del Senato che deve discutere la legge

Non solo, c’è un problema non piccolo da risolvere, proprio al Senato dove la legge deve essere incardinata, brutta parola ma così di dice. La presidenza della Commissione Bilancio, il cuore, si dice, dell’esame della manovra, è vacante da alcuni mesi dopo le dimissioni di Antonio Azzollini (Ncd) coinvolto in una inchiesta giudiziaria in Puglia e salvato dall’arresto dal voto del Senato a fine luglio. Renzi avrebbe dovuto provvedere alla rotazione dei presidenti, fra i quali, Azzollini, ma ha preferito prender tempo per distribuirle ai possibili nuovi alleati. Ammesso che entro domani la legge arrivi sul tavolo di Mattarella, dicono al Quirinale che prima di sabato il testo non sarà disponibile. Il Presidente è intenzionato a leggere parola per parola, virgola dopo virgola. Solo martedì potrebbe iniziare l’esame in Commissione. Da notare che il testo avrebbe dovuto essere presentato alle Camere il 15 ottobre. Un ritardo record che suscita molti dubbi. Si fa notare non solo nei partiti di opposizione che Renzi quando ha tenuto la conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri ha annunciato ciò che più gli faceva comodo, un grande spot pubblicitario, imbrogliando gli italiani

A Bruxelles hanno una bozza di testo. Si chiedono: ma cosa ci hanno inviato

A Bruxelles invece la legge, o perlomeno una bozza, è ormai di casa. Lo stesso ministro Pier Carlo Padoan dice che ci sono stati molti contatti telefonici con gli Uffici della Commissione, con i tecnici. Contatti che non hanno dissolto dubbi e critiche aperte. Anche il fatto che il testo della legge non sia ancora pronto non è visto di buon occhio a Bruxelles. Si chiedono tecnici e funzionari: ma cosa ci hanno inviato? In sintonia con il “Chi l’ha visto” gridato dai parlamentari delle opposizioni. Comunque nell’attesa, dalla Ue arrivano segnali non proprio incoraggianti per il governo, anche se a partire da Padoan, i renziani sprizzano ottimismo da tutti i pori.

Dombrovskis ( Ue): “Scelte di politica fiscale non in linea con le raccomandazioni generali”

Il vicepresidente della Commissione Ue Dombrovskis afferma, rende noto l’Ansa, che per quanto riguarda alcune decisioni a livello di politica fiscale prese dall’Italia “non sono in linea con le raccomandazioni generali” dell’Ue di spostare il carico di tasse dal lavoro verso consumi e proprietà. Aggiunge di stare “valutando” la legge di stabilità e la richiesta di flessibilità sui migranti. Stiamo valutando, “quindi non sono in grado di commentare la Legge di stabilità italiana”. Ha poi ricordato di dover anche “prendere in considerazione le previsioni economiche previste il 5 novembre e, basandoci su questi dati, faremo la nostra valutazione del rispetto delle regole di bilancio”. Quanto alla flessibilità per la crisi dei migranti, ha aggiunto il vicepresidente della Commissione Ue, “l’Italia è uno dei paesi che ha chiesto di prendere questo in considerazione, quindi stiamo valutando anche questa spesa ulteriore” che il Paese sta sostenendo. Come si vede, il vicepresidente della Commissione usa spesso la parola “valutazione”. Significa questo che l’ottimismo, la certezza espressa di fatto dal ministro Padoan sono perlomeno azzardate.

I sondaggi di Ballarò “interpretati” dal conduttore Giannini

Ma lui imperterrito cerca di trasferire l’ottimismo ai cittadini nella scia di Renzi. In una esibizione a Ballarò ha decantato le virtù della legge che non c’è. Giannini poteva fare un sforzo con domande un po’ più “vivaci” diciamo così. Non solo. A fronte di un sondaggio della Ghisleri sulle capacità del ministro ha dato una singolare interpretazione. Il risultato era: il 34,6% degli intervistati ha detto che è “capace ma ha le mani legate”, il 28% non all’altezza, il 24% competente. Dice Giannini al ministro: “Un giudizio lusinghiero”. Incredibile. Chi ha detto che “ha le mani legate” non ha espresso apprezzamento. Anzi il giudizio è stato molto duro. Chi gli lega le mani? Renzi Matteo. E lui, pur capace, se le fa legare. Già che ci siamo sempre a Ballarò un sondaggio sui tremila euro utilizzabili. Il 51% sarebbe d’accordo sul passaggio dai mille ai tremila euro, il 34 per cento contrari, altri non sanno. Strano perché chiedendo direttamente ai cittadini che ne pensano le cose cambiano. Repubblica ha rivolto la domanda ai lettori. Allo stato hanno risposto in 70 mila. Il 69 per cento ha espresso parere contrario. Non servono commenti.

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