La ricetta maremmana di Maria e Luciano. Coniglio in galera alla maremmana

La ricetta maremmana di Maria e Luciano. Coniglio in galera alla maremmana

La storia

È nato prima l’uomo o il coniglio? Difficile dirlo. È un fatto che il coniglio, così come il pollame, sia cibo che viene da lontano, dalla notte dei tempi. Facile ad allevare, come i polli, facile a cucinare. Ha sempre fatto parte dei grandi banchetti, delle abbuffate di chi mangiava sena bisogno di posate. Si mangia, come il pollo, facilmente con le mani. Un problema però c’è, spesso la carne è tigliosa, dura. Ed ecco questa tipica ricetta maremmana. Coniglio in galera. Si può pensare che si chiami così perché allevato in galera nel senso di un luogo chiuso. Invece no. Osti toscani, maremmani, un centinaio di anni fa, scoprirono per caso che se cuocevi il coniglio in un tegame chiuso da un coperchio ermeticamente, la galera appunto, la carne si trasformava in una morbida polpa. La “galera”  vale anche per il pollo.

Ingredienti

L’ingrediente principale è ovviamente un coniglio, seguono  sale, pepe, olio, cipolla, carota, vino bianco, salvia, pepe nero, alloro.

Preparazione

Essenziale un bel tegame dove versare 4 cucchiai di olio. Tagliate a pezzetti il coniglio e mettetelo nel tegame che avete preparato. Aggiungere sale, salvia e gli altri ingredienti e far rosolare. Sfumare il tutto con vino bianco e far cuocere per 20 minuti a fuoco lento. Servire a tavola accompagnato da una bella insalatina di campo. Non può mancare un bel bicchiere di Vermentino della zona.

Costo 15 euro

Tempo di preparazione 45 minuti

Trattoria da Maria e Luciano – Magliano in Toscana, Località Pereta, via Roma 10

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