Il grande pasticcio di Bologna. Assessore Ronchi ingiustamente licenziato. Sel si autosospende dalla Giunta, e si spacca. Sinistra in piena tormenta

Il grande pasticcio di Bologna. Assessore Ronchi ingiustamente licenziato. Sel si autosospende dalla Giunta, e si spacca. Sinistra in piena tormenta

Il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha formalizzato lunedì mattina il licenziamento dell’assessore alla Cultura e ai Rapporti con l’Università, Alberto Ronchi, trattenendo per sé le due deleghe. Il licenziamento di Ronchi è avvenuto dopo un durissimo scontro col sindaco Merola sullo sgombero del Centro culturale Atlantide, sgombero, sostenuto e attuato con successo con l’intervento della polizia all’alba, da un Comitato di quartiere talmente di destra, che la sua presidente ormai si avvia ad esserne il candidato sindaco. Merola ha sostenuto che il licenziamento si è reso necessario perché “è venuto meno il rapporto di fiducia con l’assessore Ronchi”. Naturalmente, l’assessore Ronchi fornisce una valutazione differente della sua cacciata dalla giunta bolognese, e non fa mistero di lavorare ad una lista civica in vista della scadenza elettorale della prossima primavera. La spaccatura nel centro-sinistra bolognese è confermata anche dalla autosospensione di Sel dalla giunta, che conta due assessori, Malagoli e Frascaroli. Sel ha chiesto una verifica urgente al sindaco. Su quest’ultima decisione dei vertici bolognesi, Sel si è spaccata, ed ha avuto inizio un dibattito molto tormentato al suo interno, proprio per gli effetti che tale frattura potrebbe avere nei rapporti col Pd nella definizione della coalizione per le prossime elezioni.

La capogruppo a Palazzo d’Accuriso, sede del Comune di Bologna, Caty La Torre ha rilasciato una dichiarazione insieme amara, per la frattura interna a Sel, e durissima nei confronti del sindaco Merola, accusandolo di voler frantumare la sinistra a Bologna. “Non nascondo che c’è una discussione accesa all’interno del gruppo, che si chiuderà a breve, forse anche con destini personali e politici diversi. Ma non è un liberi tutti”, ha affermato la capogruppo di Sel. Ed ha proseguito: “Certo è che la vicenda di Atlantide e di Ronchi è un punto di caduta molto brutto. Io sono in grande, estrema difficoltà. Non ho mai vissuto giorni così difficili dal punto di vista personale e politico”. Anzi, non si nasconde la capogruppo di Sel, “io sono più di là che di qua”. Che la vicenda dello sgombero forzato del Centro culturale Atlantide potesse diventare uno spartiacque a sinistra, lo si prevedeva da tempo, tenendo conto che quel centro era da ben 17 anni il motore delle iniziative culturali dei giovani e dei movimenti lgbt bolognesi, che ora guardano al Pd come al partito dell’ordine, e non della tolleranza.

La capogruppo di Sel La Torre attacca infatti Merola proprio sul punto politico: “Chiedo a lui per una volta cosa vuole fare da grande, perché mi sembra che il sindaco lavori per una disarticolazione del centrosinistra”. Sel spinge dunque perché il confronto con Merola si tenga nel giro di pochi giorni, alla presenza degli assessori di riferimento (Riccardo Malagoli e Amelia Frascaroli). La vicenda di Atlantide e la cacciata di Ronchi, insiste La Torre, “sono in totale controtendenza con questi ultimi due anni di mandato. E trovo paradossale che il sindaco dica che è stato un bravo assessore, ma allo stesso tempo gli ritiri le deleghe per la mancanza di fiducia. Allo stesso modo potrei dire che abbiamo governato bene, ma che potremmo togliere la fiducia al sindaco perché questa è venuta meno”. Un vero e proprio distanziamento politico dal sindaco e dal Pd.

Per quanto riguarda Ronchi, l’assessore cacciato, non vuol commentare la autosospensione di Sel dalla maggioranza. Ma poi ammette: “Uno smottamento c’è. Chi sega rami dove è seduto…”. Alberto Ronchi tornato sul luogo del ‘delitto’, Palazzo D’Accursio, ha poi proseguito dettando il suo progetto per Bologna: “La politica politicista la lascio agli altri. Io lavoro ad un progetto per la città. Sel ha una discussione al suo interno, sulla base di quello che accadrà farò le mie valutazioni. Ma una lista a sinistra alleata col Pd con tutto quello che è successo verrebbe vista dai cittadini come una lista civetta, avrebbe poco da correre e farebbe senz’altro un risultato scadente”. Come si vede, Ronchi conferma la profonda frattura che si è consumata nella sinistra bolognese, e toglie ogni dubbio sulla possibilità di partecipare ad una coalizione col Pd.

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