Il Day After di Marino riparte dal Campidoglio e senza la formalizzazione delle sue dimissioni. Sel, fuori tempo massimo, riapre le danze

Il Day After di Marino riparte dal Campidoglio  e senza la formalizzazione delle sue dimissioni.  Sel, fuori tempo massimo, riapre le danze

La giornata di Marino, dopo una notte probabilmente insonne, è iniziata proprio da dove era finita, in piazza del Campidoglio, dove il Sindaco dimissionario, senza fare alcun commento su quanto accaduto, si è recato per celebrare un matrimonio di una coppia di suoi amici: “Sto bene, vado a celebrare un matrimonio. Vado a celebrare l’amore”. Prima di questo atto da Ufficiale dello Stato Civile, Marino ha anche mantenuto la promessa di versare nelle casse capitoline, circa 20 mila euro per le spese di rappresentanza. A confermarlo l’assessore capitolino alla legalità, Alfonso Sabella: “Il sindaco ha firmato un assegno da 19.704 euro e l’ha protocollato in tesoreria”, ha spiegato il magistrato che ha avuto un incontro con il primo cittadino dimissionario. Ma va detto, che l’atto più importante, quello che molti aspettavano, non si è formalizzato e secondo quanto riferito dal Presidente dell’Assemblea Capitolina, parliamo delle dimissioni sarà formalizzato  e protocollato solo nella giornata di lunedì, al netto di possibili, imprevisti ed imprevedibili, ripensamenti. A Marino, però, e questo sicuramente avrà fatto ancora più male, sono arrivati gli attestati di stima dal suo vice, Causi e dall’ex alleato Sel.

Il Vicesindaco Causi: “I meriti di Marino verranno riconosciuti e sono enormemente superiori agli errori”

Ma andiamo per ordine e partiamo proprio da Causi: “Sono assolutamente convinto – fa sapere il vicesindaco- che i meriti che anche storicamente verranno riconosciuti all’attività del sindaco Marino, sono enormemente superiori agli errori che pure potrebbe aver fatto. Il primo merito e’ quello di aver risanato il bilancio del Comune di Roma”. In queste ore legittimamente ci sono i difensori di Marino e i detrattori. Visto le scelte che ho fatto mi sento di far parte del primo partito perché se non la pensassi così non sarei venuto qui il 28 luglio, non avrei messo tutto il mio lavoro per sostenere Marino, questa Giunta e l’attività amministrativa in una fase storica così importante. Delle bucce di banana quando si è nelle istituzioni bisogna prenderne atto. Io sono garantista, sono abbastanza convinto che Marino potrà affrontare il procedimento relativo all’uso della carta di credito, sollevato della responsabilità di sindaco, più serenamente, e uscirne a testa alta. Nelle regole di ingaggio del Partito democratico, però, sia se sei sindaco, deputato o amministratore, chiunque debba affrontare queste bucce di banana è meglio che lo faccia dimettendosi dalle sue responsabilità”.

Fabrizio Barca: “Le dimissioni di Marino interrompono un processo di rinnovamento”. Poi la ‘frustata’ al Pd

Da registrare, poi, le considerazioni affidate ad un editoriale sull’Huffington post, diretto da Lucia Annunziiata di Fabrizio Barca, ex ministro della coesione territoriale, che legge l’addio di Marino in questo modo: “Le (sacrosante) dimissioni di Ignazio Marino da sindaco di Roma interrompono un processo di rinnovamento, non lo aprono. Da qui deve partire l’impegno di ogni cittadino romano affinché quel processo non sia stroncato da chi ha brindato ieri sera agli errori di un uomo. Di quale rinnovamento parlo? Presto detto. La svolta nella gestione dei rifiuti della città, prima impetuosa, poi frenata da inefficienze antiche e micidiali reazioni, ora ripresa con il rilancio della giunta e l’introduzione di obiettivi monitorabili per l’azienda responsabile. L’alt al potere dei micro-poteri forti di Roma, che attraverso i Consorzi di auto-recupero volevano speculare sui bisogni della “gente” o per cui l'”estate romana” era occasione per incassare rendite. Il taglio dei rapporti con chi si era insediato nelle istituzioni sociali per estrarre soldi e potere, anche con mezzi criminali. Un nuovo passo nel ricorso ai fondi comunitari. E ancora, anche con lo scatto successivo alla fustigata dell'”Operazione Mondo di Mezzo”, lo spostamento di attenzione sul trasporto su ferro, trascurato da anni, il recupero dell’assurdo ritardo maturato da Roma nel governo della scuola per l’infanzia, l’approccio nuovo e concreto al tema delicato della casa e delle politiche sociali”. Poi Barca ne ha anche per il Pd: “E’ divenuta da dieci mesi la svolta drastica di rinnovamento del Pd romano. Voluta dal vertice del Pd, inusuale per durezza nel panorama di ogni altro paese, ha visto un Commissario – il Presidente del PD, non un “tecnico venuto dal freddo” – agire con decisione, chiedere e ottenere, in pochi mesi, una valutazione di quel partito, circolo per circolo – mi onoro di averla coordinata con 30 giovani volontari – e, anche sulla base dei suoi esiti, chiudere 40 circoli della città, creando un sommovimento che ha aperto una breccia per gli associati Pd che pensano ancora che si possa cambiare Roma – se non il mondo. Anche questo processo, difficile, frenato da interessi minuti che ho visto in faccia in questi difficili mesi, ignorato (quando hanno potuto) dai mezzi di comunicazione, è oggi colpito dalle dimissioni – ripeto: sacrosante – di Ignazio Marino.

E Sel, fuori tempo massimo, riapre la porta all’ipotesi di nuova collaborazione

Ma a meno di 24 ore dalle dimissioni del sindaco Ignazio Marino, è Sel a “riaprire” la porta all’ipotesi di una nuova collaborazione, probabilmente, anzi sicuramente, fuori tempo massimo, con il primo cittadino. A parlare con una presa di posizione decisamente sibillina è il Capogruppo in Campidoglio Peciola che chiede, incredibile ma vero, “un cambio di rotta, la verità, il rispetto del mandato”. Poi segue la nota a doppia firma con il Segretario di Sel di Roma Palo Cento: “Troppo clamore per una cosa ovvia: Marino venga a riferire in Consiglio comunale. A spiegare le sue ragioni e le sue eventuali proposte. Sel ascolterà con rigore e attenzione sapendo che le cause della crisi stanno soprattutto nell’allontanamento del sindaco dal programma del 2013 come dimostra il nostro voto contrario sulle privatizzazioni”. Peciola poi avverte che in mancanza di questo “può anche confermare le sue dimissioni”.

Cgil, Cisl e Uil: “Priorità sono i problemi della città”

“Oltre alle tante osservazioni politiche da registrare anche la presa di posizione dei Sindacati confederali: “Le dimissioni del sindaco Marino aprono una nuova fase. Ma per Cgil, Cisl e Uil il vero problema rimane il governo di questa città, il suo futuro e questo presente così complicato fatto di tante vertenze irrisolte che coinvolgono migliaia di lavoratori e famiglie. Dai dipendenti comunali, ad Ama, Atac, Multiservizi. Per non parlare poi delle problematiche legate ai trasporti, ai rifiuti urbani, al decoro delle nostre strade anche in vista dell’imminente Giubileo. La loro risoluzione è una priorità che non ci stancheremo mai di ribadire. Lo faremo anche con l’eventuale commissario che guiderà la Capitale, ricercando sempre un corretto equilibrio tra la salvaguardia dei diritti dei lavoratori e quelli dei cittadini”. Così, in una nota, il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Claudio Di Berardino, il responsabile della Cisl di Roma Mario Bertone e il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio Alberto Civica.

Il fronte contrario alle dimissioni registra migliaia di firme che chiedono al Sindaco di ripensarci

Insieme a tutto questo sul portale Change.org sono a quota 12mila le firme a due petizioni lanciate per chiedere a Marino di ritirare le dimissioni. Nella prima, avviata da Daniele Dezi, intitolata “Marino sindaco di Roma e dei Romani!”, a cui chiede: “Ritiri le sue dimissioni per favore!”. Nel testo si ricordano gli “oltre 50.000 voti alle primarie e 665.000 alle elezioni del 2013” e si afferma: “Non può smettere proprio ora che ha iniziato a rivoluzionare Roma. Lo faccia per tutti i romani che hanno capito il valore di tutto quello che è riuscito a fare in 27 mesi in cui è stato al governo di Roma”. “È vero, ha tante pecche – si legge ancora – ma sarebbe bene ricordare anche alcuni suoi pregi e tutti i risultati raggiunti in due anni che è al governo della città”, elencando poi una quarantina di punti in merito, dall’“aver chiamato la Guardia di Finanza il primo giorno che si è insediato”, per arrivare all’agenzia Fitch che “alza il ‘punteggio’ di Roma da negativo a stabile. In soli due anni”.  Analogo obiettivo e pressoché analogo elenco di “buoni motivi per firmare” per la petizione lanciata da Riccardo Pirrone, dal titolo “Ignazio Marino non si deve dimettere – #MarinoRipensaci”.

E’ già partito il toto-candidature e i 5 Stelle pensano di aver già conquistato il Campidoglio

In ultimo ma non ultimo, se Marino confermerà tra 20 giorni le sue dimissioni, è già partita la solita ed inevitabile corsa alle possibili candidature. Il movimento 5 Stelle, che crede di aver già conquistato il Colle Capitolino, mette in campo, anche se i due non vogliono bruciarsi e smentiscono, la Lombardi e Di Battista. Molto più complessa la scelta delle Destre, che ha già pronta la candidatura con Giorgia Meloni, che viene promossa, strumentalmente da Salvini, che probabilmente potrebbe far convergere invece i propri voti, su una personalità civica, ed ecco allora che le destre potrebbero ricompattarsi su Marchini, che però si sarebbe promesso anche ad altri. Il manager prestato alla politica, che è il vero ago della bilancia, in caso di ballottaggio, come sembra più che probabile, visti gli schieramenti, potrebbe aprire almeno due tavoli: uno con il Pd renziano e l’altro, perché no, con Forza Italia e l’Ncd, chi offrirà di più potrà contare sulla sua figura (come candidato Sindaco naturalmente ndr) e sui suoi voti. Ma questa è fantapolitica. Poi andiamo ad analizzare il terreno della sinistra. Sel sembrerebbe assolutamente fuorigioco, almeno al momento, e potrebbe contare solo sull’alleanza con il Pd, ma è chiaro che visto quello che si è consumato in queste ore, andare al tavolo con i renziani è, ad oggi, assolutamente improbabile, se poi guardiamo al parlamento ed ai rapporti tra maggioranza democratica ed opposizione incarnata da Vendola & C, quell’improbabile, diventa assolutamente impossibile e dunque Sel diventerebbe, nella corsa al Campidoglio, un protagonista di secondo livello e che potrebbe tornare in pista solo se il Pd andasse al ballottaggio. Infine gli alfaniani. Ncd, a Roma ha un buon bacino elettorale, perché ha in dote i consensi dei post democristiani di Casini. Parliamo di percentuali sotto la doppia cifra che potrebbero, però rivelarsi decisive nel probabile ballottaggio. Chiara, in questo caso la scelta di campo. Ncd, a Roma, sin dall’insediamento di Marino, ha alzato le barricate, quindi la scelta di campo ci sembra inevitabile: la Destra.

Se ci sarà commissariamento toccherà al Prefetto Gabrielli nominare il successore, pro tempore, di Marino

Infine le procedure, sempre se le dimissioni verranno confermate, per il Commissariamento del Comune. Fra venti giorni spetterà al prefetto di Roma, Franco Gabrielli, nominare il commissario della capitale, una volta che le dimissioni di Ignazio Marino saranno diventate irrevocabili. Si tratterà tuttavia di “una scelta che non sarà fatta in solitaria, ma condivisa con il Governo e con il ministro dell’Interno”, spiegano fonti della Prefettura. D’altronde sarebbero continui i contatti con tra la Prefettura ed il Governo, soprattutto per motivi “ordinari” che riguardano il territorio di Roma e Provincia. Quanto al “totonomi”, circolano in queste ore voci che vorrebbero in pole Mario Morcone, attuale capo del dipartimento immigrazione del Viminale, già commissario del Comune di Roma nel 2008 in occasione delle dimissioni del sindaco Walter Veltroni, seguito dall’assessore alla Legalità, Alfonso Sabella. Sull’eventualità che sia lo stesso Gabrielli a diventare commissario “si tratterebbe di un caso che non ha precedenti”, sottolineano le stesse fonti. Qualora venisse nominato un commissario per la capitale, al prefetto di Roma Gabrielli rimarrebbe in ogni modo il ruolo di coordinatore per il Giubileo, così come deciso dal Governo nazionale.

 

 

 

 

 

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